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DECRIPTARE LA BIBBIA...

 
DA ISOLE, NAVI DI TARSIS E TIRO, IL MESSIA

di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb

 

LE ISOLE DEI PAGANI
C'è nella Bibbia un pathos particolare nei riguardi dei popoli lontani che si spostano con le navi, provenienti dalle isole.
Isole, navi, e popoli stranieri sono forieri di novità.
Le navi dei tempi della Bibbia, a remi e con vele erano, infatti, spinte dalla volontà dell'uomo con i motori di allora, le braccia umane che spingevano sui remi stessi, ma anche dal vento, imbrigliato con accorgimenti dallo spirito dell'uomo che usa la natura, ma alcune volte erano preda di un vento speciale su cui l'uomo poco aveva potere e che faceva presente lo Spirito di Dio, il Vento Orientale che scuote le navi di Tarsis, anche quelle cioè più imponenti, quello che viene da dove sorge il sole, immagine di Dio: "Poiché sole e scudo è il Signore Dio; il Signore concede grazia e gloria, non rifiuta il bene a chi cammina con rettitudine." (Salmo 84,12)
Quel vento, c'è poco da fare, annuncia Uno che ha un potere superiore: "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,8)
Basta pensare alla nave che aveva preso il profeta Giona: "...il Signore scatenò sul mare un forte vento e ne venne in mare una tempesta tale che la nave stava per sfasciarsi." (Giona 1,4)
Ciò presenta l'aspetto dinamico della storia rispetto alla statica degli uomini e dei popoli stanziali, un'aria nuova.
Chi muove il tutto?
Il Signore della storia!
Questi agisce ed agirà.
Il Messia, infatti, verrà alla fine dei tempi, tempi però che per i cristiani sono già iniziati ed il Messia s'interessa di tutti, perciò anche dei pagani pur se abitano le isole più lontane.
In linea con la ricerca che porto avanti ormai da tempo, tramite quegli argomenti - navi, isole, Tarsis - ho cercati testi i secondo livello che riguardino il Messia, convinto che negli scritti antichi ebraici quello è il tema di tali testi nascosti, in base a prove provate di cui ho diffusamente detto nei miei articoli nelle varie rubriche del mio sito "Bibbiaweb.net" condotte in relazioni alle ipotesi ed ai principi di:
L'ombelico del mondo per le Sacre Scritture ebraiche antiche o Tenak, inserite nel l'insieme di libri che chiamiamo Bibbia, è ovviamente Gerusalemme a cui fa contorno la Giudea, indi la Palestina, poi il resto delle terre emerse che è il mondo dei pagani in cui figli d'Israele peraltro possono trovarsi dispersi.
Il profeta Geremia, infatti, col versetto "...innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d'Israele" (Geremia 31,7) conferma che il pensiero biblico è, appunto, del primato d'Israele, centro del mondo.
Il termine "isola" nella Bibbia, peraltro, apre ad un'idea più vasta di quella che è nel pensiero occidentale.
Ha, infatti, l'accezione di nazione, non esclusivamente di terra circondata dal mare, ma di regione e territorio lontano che si possa comunque raggiungere per mare: "Ascoltate, genti, la parola del Signore, annunciatela alle isole più lontane e dite: Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore il suo gregge". (Geremia 31,7)
Se v'è un mare che separa quello che era ritenuto il centro del mondo da un'altra terra ferma quella terra ferma, piccola, o anche grande come un continente, era così pur sempre definita un'isola.
Le isole sono in genere abitate dai figli di Iafet, perciò da pagani.
In esse però sono dispersi anche figli d'Israele, ma accadrà nel giorno del Messia che "In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà di nuovo la mano per riscattare il resto del suo popolo superstite dall'Assiria e dall'Egitto, da Patròs, dall'Etiopia e dall'Elam, da Sènnaar e da Amat e dalle isole del mare. Egli alzerà un vessillo per le nazioni e raccoglierà gli espulsi di Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra." (Isaia 1,10-12)

Il tutto era pensato collegato via mare dal Mediterraneo.
Ancora ai tempi di Erodono, IV-V secolo a.C., un secolo almeno successivo alla redazione finale del libro della Genesi, poco si sapeva di terre fuori del Mar Mediterraneo e il mondo abitato o "ecumene" era visto molto limitato.

Ecumene di Erodoto

Da tempi immemorabili i popoli affacciatisi sul Mediterraneo erano diventati anche marinai e s'erano insediati nelle loro isole e commerciavano con l'Egitto, la cui storia inizia attorno al 3.000 a.C., prima delle altre civiltà storiche quali siriani, cretesi e micenei.
I testi egizi fanno cenni a tali marinai, commercianti, pirati, mercenari, portati dal "vento del Nord" al Delta del Nilo, chiamati Haunebut.


I testi delle Piramidi, datati 2500 a.C. chiamano il Mediterraneo "il cerchio che circonda gli Haunebut" o anche "il verdissimo degli Haunebut". (Da segnalare che la regina Ahhotpe viene appellata come principessa degli Haunebt cioè "la signora delle regioni delle isole mediterranee - Grecia e isole dell'Egeo")
Alcuni propongono l'origine di tali popoli dal nord e dalle isole del mar Baltico.

È però da ricordare che il libro della Genesi ai capitoli 6-9 con l'evento del diluvio, di fatto, propone la sorgente di tutti i popoli nell'Armenia e precisamente dall'Ararat, sito sull'altopiano dell'Anatolia ai piedi della città di Dogubeyazit, (ora estrema parte orientale della Turchia al confine con l'Iran e l'Armenia) dove s'arenò l'arca e ne scesero gli otto salvati, Noè con la moglie ed i 3 figli con le rispettive mogli.
L'Ararat è un vulcano antico estinto, un complesso, con più coni.
Genesi 8,4 appunto precisa che trattasi di più di un monte, sono quelli i monti Ararat.


La vetta tocca i 5.165 m. ed è ricoperta da ghiacciai e nevi perenni, al lato della vetta principale s'erge un cono secondario, il "Piccolo Ararat".
Le lettere ebraiche dicono "monti dai maledetti occhi chiusi ", cioè monti con crateri, come uno dei mitici ciclopi, simile al il famoso Polifemo che la mitologia pone in Sicilia alla base dell'Etna, descritto così in Omero: "Era un mostro gigante; e non somigliava a un uomo mangiator di pane, ma a picco selvoso d'eccelsi monti, che appare isolato dagli altri." (Omero, Odissea, libro IX, vv. 187-192)
"Essere torto, essere scosceso" in ebraico ha il radicale ed il radicale di un modo per dire "maledire ed essere maledetto" è .
Si può, quindi, presumere, e di fatto così sono quei monti, "maledettamente scoscesi".
Sotto l'aspetto del racconto biblico quelle lettere , riferite dell'aprirsi di un nuova epoca per gli uomini, ci dicono che i nostri antenati erano di fatto in preda del maledetto serpente a causa del peccato originale, ma che il segreto desiderio del Signore è di perdonarli, infatti:
"partoriti () risono i maledetti per amore ".
Escono così dalla terra come un nuovo frutto prodotto da quei vulcani e scendono a valle dove però riappare il nemico.
Questo è nascosto vicino a Babilonia accadde che, di fatto, si presentò nella piana di Sennar , "di nuovo () il nemico " e il Signore decise la dispersione delle nazioni e delle lingue.

Per la tradizione talmudica e midrashica (Bemidbàr Rabbà) i popoli fondamentali sono 70, deducibili dall'elencazione del capitolo 10 del libro della Genesi (Rabbènu Bekhayè) riguardante i discendenti di Sem, Cam e Iafet.
Il testo sacro palesa un'antipatia al massimo grado nei riguardi di Canaan figlio di Cam, infatti, dice Noè in Genesi 9,25: "Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!"
Ciò è evidentemente da connettere all'evento della visione della "nudità del padre" da parte di Cam narrato in Genesi 9 ("Vino nella Bibbia: causa d'incesti e segno del Messia").
V'è, invece, un palese indice di gradimento per Sem e poi, in discesa, per Iafet, come continua a recitare la benedizione di Noè in Genesi 9,26s: "Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet ed egli dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!"
La benedizione comporta che Iafet sia bello e prospero come risulta dai radicali ebraici di e di .

"Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio. I figli di Iafet: Gomer, Magòg, Madai, Iavan, Tubal, Mesec e Tiras. I figli di Gomer: Aschenàz, Rifat e Togarmà. I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, i Chittìm e i Dodanìm. Da costoro derivarono le genti disperse per le isole, nei loro territori, ciascuna secondo la propria lingua e secondo le loro famiglie, nelle rispettive nazioni." (Genesi 10,1-5)
In ebraico isola è "'i" .
Direi "uno stato ", infatti è il radicale di "essere" quindi di stare.
Un'isola è un luogo, perciò, ove può aver inizio un'esistenza.
Le stesse consonanti , comunque, per la onomatopeica "'oi" evocano anche i "guai"!
Iafet, come previsto dalla benedizione di Noè che gli auspica di dilatarsi, ha 7 figli, mentre Cam ne ha 4 e Sem 5.

I nomi dei figli e dai nipoti di Iafet sono quelli dei progenitori da cui provengono le nazioni di lingua indoeuropea.
Queste nazioni, secondo il pensiero ebraico, corrispondono così a quei nomi:
  • Gomer sarebbero Celti, Galli e Franchi (Rav Kaplan) che provenivano da est, gente di razza ariana.
  • Magog i Teutoni (Onkelos; Targum Yonatan; Divré Hayamim; Pessiktà Zutratà).
  • Madai i Medi (Talmud Yerushalmi Meghillà I,9 Talmud Yomà 10a).
  • Iavan gli Ioni altri Macedoni (Targum Yonatan; Talmud Yomà 10a).
  • Tubal corrisponderebbe agli abitanti della Bitinia (Rav Kaplan).
  • Mesec corrisponderebbe agli abitanti di Micene (Rav Kaplan).
  • Tiras sarebbero i Traci (Rav Kaplan).
  • Aschenàz è associato a un popolo della regione dell'Ararat (Yrmeiyà 51,27), ma dal X secolo è considerato termine relativo alla Germania essendo Aschenaz figlio di Gomer corrispondente ai Teutoni.
  • Rifat sarebbe le zone della antica Sarmazia, ove c'è oggi l'Ucraina.
  • Togarmà gli Armeni (Kesset Hassofer).
  • Elisa secondo Giuseppe Flavio (antichità 1,6-I) sarebbero gli Eoli o i Siculi (Targum Yonatan, Yekhezkel 27,7).
  • Tarsis secondo Flavio Giuseppe sarebbe la Cilicia ove c'era il porto di Tarso, mentre per Abravanel sarebbe la Toscana e l'Italia del nord, opinione che condivido.
  • Chittìm secondo Flavio Giuseppe erano gli abitanti di Cipro.
  • Dodanìm per il Targum Yonatan sarebbero gli abitanti di Dardania da cui presero nome lo stretto dei Dardanelli.
È da ricordare però che 1Cronache 1,5-7 dice: "Figli di Iafet: Gomer, Magòg, Media, Grecia, Tubal, Mesech e Tiras. Figli di Gomer: Ascanàz, Rifat e Togarmà. Figli di Grecia: Elisà, Tarsìs, quelli di Cipro e quelli di Rodi", onde dobbiamo è da concludere che:
  • Iavan è Grecia;
  • i Dodanim sarebbero gli abitanti di Rodi.
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