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VISIONE SU ABELE, IL PASTORE GRADITO AL SIGNORE
di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb


ABELE PRIMOGENITO DI ADAMO?
Considerato che molte tradizioni ebraiche hanno origine da esami o commenti particolari dei testi biblici, mi sono chiesto perché nell'immaginario ebraico si agita il pensiero che Caino possa essere figlio di Eva, ma non di Adamo.
Nell'immaginario ebraico, infatti, c'è possibilità che Caino ed Abele siano nati in un parto gemellare dalla stessa madre, ma concepiti da padri biologici diversi.
L'idea è che nel seno di Eva ci fossero due ovuli fecondati, uno da Adamo, da cui Abele, e l'altro, da cui Caino, avente per padre biologico un essere bestiale di forma simile all'uomo, ma invasato dal demonio.

(Come se, in parallelo s'indagasse se l'uomo di Neanderthal e l'Homo Sapiens fossero parenti e se il Neandertal avesse l'anima d'uomo. Il test di confronto dei DNA dei due gruppi dice che sono due specie distinte, fino a che il Sapiens vinse la battaglia evolutiva. Il DNA degli uomini contemporanei è identico a quello degli antenati Cro-Magnon, mentre quello dei Neanderthal differisce nettamente. Non si può escludere però che ci siano stati incroci, ma che non hanno influenzato il DNA umano.)

La tematica è interessante non perché creda che il Genesi sia un libro di scienze con contenuti di verità nella paleontologia, ma perché interessato a comprendere più a fondo, anche con la decriptazione del testo antico, il pensiero dell'autore che tanta importanza ha avuto nelle religioni abramitiche.
Quello che m'ha colpito è che non s'è indagato molto sull'ipotesi che, non Caino, ma Abele potrebbe essere il vero primo figlio d'Adamo, il figlio dell'uomo.
È certo però che a Caino calza male il titolo di "figlio dell'uomo" e nel caso di gemelli potrebbe valere il principio "gli ultimi saranno i primi".
L'atavica opposizione per il disegno di Dio della formazione dell'uomo fu esasperato dal demonio con l'omicidio; infatti, l'angelo ribelle avrebbe riversato il proprio odio su Abele, che era il vero primogenito di Adamo, perché temeva minacciato l'ordine gerarchico in cui si sentiva al primo posto.
Il pensiero è che il serpente, immagine allegorica di quella pagina di Genesi 3, non è l'animale della specie dei rettili, ma un animale con braccia e gambe, invasato dal demonio, condannato poi da Dio a strisciare: "sul tuo ventre camminerai..." (Gen. 3,14)
Sussiste comunque il fatto che in tale libro la genealogia di Caino è indicata a parte nel Capitolo 4 rispetto a quella dei figli di Adamo.
La discendenza di questi, infatti, riprese vita col concepimento ed il parto di Set da parte di Eva (Gen. 4,25) la cui genealogia è in Genesi 5.
Per la Kabbalah, Caino è il potere malvagio e Abele il potere della santità.

(All'idea che in Eva vi fosse stato un miscuglio di semi onde Caino e di Abele non sarebbero figli dello stesso padre e alle loro tendenze a lavori e sacrifici diversi, è fatta risalire nell'ebraismo la norma di non indossare tessuti misti shaatnez di lana - proveniente dal gregge - e di lino - proveniente dai campi - di cui Lev. 19,19 e Deut. 22,11.)

L'idea, però, d'avere per padre il diavolo, almeno come genitore spirituale, è recepita nei Vangeli (Gv. 8,43s): "...Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna." (vedi: "Geroglifici nella Bibbia: Gesù primo figlio dell'uomo e non di Satana")
Per il cristianesimo su tutto ciò accoglie che Caino subì un particolare influsso dal maligno, infatti: "Figlioli, nessuno v'inganni. Chi pratica la giustizia è giusto com'egli è giusto. Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché il diavolo è peccatore fin dal principio. Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo. Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché un germe divino dimora in lui, e non può peccare perché è nato da Dio. Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la giustizia non è da Dio, né lo è chi non ama il suo fratello. Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal maligno e uccise il suo fratello. E per qual motivo l'uccise? Perché le opere sue erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste." (1Gv. 3,7.12)

Ho così voluto verificare se quelle idee ebraiche siano o meno confermate da una esegesi particolare dei testi biblici originari; perciò, provo qui a considerare quel testo ebraico sotto la particolare angolatura delle lettere usate cercando di evitare, per quanto possibile, quanto del molto che è stato detto e commentato sul famoso racconto biblico di Caino e Abele.
Le lettere ebraiche, che nell'immaginario della qabbalah hanno potere creativo e sono vie della conoscenza, in effetti, sono capaci d'evocare non solo parole, ma anche, ideogrammi, e tali immagini in successione aiutano a formare il racconto ed a spiegarne e ad allargarne motivazioni ed insegnamenti e fornire anche testi di secondo livello secondo l'idea di "Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche".

SI PREPARA LA TRAGEDIA
Terminato l'episodio della cacciata dei progenitori dal giardino dell'Eden, il Capitolo 4 del Genesi inizia con: "Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepi e partorì Cainoe disse: Ho acquistato un uomo dal Signore."
Provo ad allargare il nome di Caino utilizzando il vocabolario ebraico ed i significati di quelle lettere con i criteri che ho definito in "Parlano le lettere".
Con quelle consonanti trascurando la vocalizzazione che i testi antichi non avevano, sul vocabolario si trova:
  • lancia:
  • = fare un lamento funebre da cui "lamento funebre" .
Partendo poi dalle lettere si ha:
  • a rovesciare sarà con energia ;
  • a riversarsi fu l'angelo (ribelle);
  • rovescerà , opprimerà ();
  • vomitato () dall'angelo (ribelle);
  • versati saranno lamenti ().
La forma verbale "ho acquistato" che il testo biblico associa a quel nome viene dal radicale coi significati di "creare, formare, acquistare comprare", ma è anche da tenere presente che essendo una lettera muta, in un conoscitore dell'ebraico si associa nella mente il radicale di "portare invidia, invidiare, essere geloso".
Tale rosa di significati è da lasciare alle spalle quale scenario che fa intuire come può formarsi un racconto - ricerca fantastico, ma ispirato a verità, cioè come si dice in ebraico un midrash.
Propongo, ora, con commenti i vari versetti del racconto.

Genesi 4,1 - "Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepii e partorì Caino e disse: Ho acquistato un uomo dal Signore."

Se ne ricava:
  • il primo uomo che nacque da una donna nel mondo fu Caino;
  • fu concepito dopo la cacciata dal paradiso terrestre;
  • il nome, fatto insolito, lo diede la madre;
  • non v'è traccia di inserimenti di terzi nella coppia dei progenitori.
Adamo, l'uomo della coppia, dopo quel "conobbe " resta latitante nel racconto fino al 25° versetto e pare esercitare un ruolo labile di tipo società primitiva, solo "fu alla porta ad agire ".
Quella porta è quella di ingresso nel corpo di Eva, ma la conoscenza non sembra superare quella sensuale e l'inimicizia della coppia primigenia con le originarie reciproche accuse di colpa sorte per gli eventi del Capitolo 3.

Genesi 4,2 - "(Eva) Poi partorì ancora suo fratello Abele . Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo ."

Da notare che Eva partorì ancora, ma non è ripetuto concepì.
Ciò può fare anche propendere per l'idea che nella prima unione di Adamo con Eva ci fu il concepimento o anche il concepimento di Abele che, almeno per via materna, era fratello gemello di Caino.
Quel verbo si "unì ", usato nel versetto Gen. 4,1, cioè "conobbe", porta al termine di "conoscenza" in senso biblico o che ha stretta connessione col sapere intellettivo, la cognizione, la scienza, la conoscenza più in generale, sensitiva, filosofica, teologica ed ontologica.
È da ricordare che la prima volta questa parola appare nel racconto del giardino dell'Eden ove il Signore aveva piantato tra l'altro: "l'albero della conoscenza del bene e del male" (Gen. 2,9b) .
Questa conoscenza comporta perciò due aspetti bene e male.
Il racconto di Caino ed Abele si sviluppa (il testo non dice quale lasso di tempo sia trascorso) dopo che Adamo ed Eva hanno mangiato di quel albero.
Il risultato della loro unione = conoscenza è così un concepimento che del pari ha un risultato doppio.
In nomen omen e Abele è destinato a svanire; infatti, il suo nome in ebraico deriva dal radicale di "svanire, essere vano", da cui alito, soffio, vanità, un qualcosa che svanisce, inconsistente come il fumo; "uscirà da dentro la potenza ", "nel mondo disfatto ()".

Per quanto riguarda le attività di questi due figli è da ricordare che Dio aveva comandato ad Adamo di lavorare il suolo "Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse". (Gen. 2,15)
Ora, però, sono fuori da quel giardino ed echeggiano le parole di Dio al momento della cacciata: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita". (Gen. 3,17)
Caino lavora il suolo alla lettera, facendo l'agricoltore, ma evidentemente non era quello che Dio voleva.
Il suolo fu chiamato , ma era da intendere "all'Unico simile ", quella era la parte che Adamo doveva lavorare, ma è da concludere che Caino era più portato a lavorare la parte fisica.
Abele, invece, è pastore , e forse nell'autore si agita già un evento profetico "da Ra = Egitto = male = usciranno " e ciò è da tenere presente perché prepara una elezione di Dio.
È, infatti, da ricordare che, come nei Vangeli il motore è l'evento Pasquale della morte e risurrezione di Gesù Cristo, del pari, nel Pentateuco il motore è l'evento Pasquale dell'uscita dall'Egitto con l'apertura del Mar Rosso.
Tra i libri del Pentateuco poi il Genesi è un'elaborazione postuma a sfondo di ricerca che ricostruisce con tradizioni antiche elementi che paiono preparare eventi e norme contenuti negli altri libri.
I due Caino e Abele rappresentano comunque modelli su cui si basò per millenni la società, l'agricoltore, legato stabilmente alla terra e il nomade sempre in cammino per cercare pascoli per le sue bestie.

Genesi 4,3-4a - "Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso."

Dopo un certo tempo passano cioè anni, i due sono adulti.
Iniziano forme di culto, l'uno, Caino con modalità che ritroveremo in uso tra gli egizi, che offrivano fiori e frutti della terra ai loro dèi, e l'altro, Abele, ricorda il modo di sacrificare tra gli ebrei nel Tempio.
C'è di più, quella parola primogeniti evoca tutta una vicenda "Il Signore disse a Mosè: "Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti - di uomini o di animali -: esso appartiene a me" (Es. 13,1s); è l'inizio dell'esodo dall'Egitto in cui i primogeniti avranno una propria specifica importanza. (Vedi: "La risurrezione dei primogeniti".)

Genesi 4,4b-5 - "Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto."

È sorprendente! Dopo la cacciata...Dio gradì?
Pare gradire l'offerta di animali, ma ciò penso sia allegorico.
È Abele in sé che Dio gradì e con lui la sua offerta, quasi come se Abele sacrificasse al Signore la parte animale di sé stesso.
Il verbo tradotto con "gradì" deriva dal radicale guardare, riguardare, mirare con compiacimento, con favore.
La forma verbale usata per "gradì" ha le stesse lettere, con diversa vocalizzazione, di quelle del nome proprio Gesù .
Si pensi con che gioia ed entusiasmo i primi scrutatori cristiani si saranno accorti di ciò, ossia che:
  • la prima volta che appare il nome di Gesù nella Bibbia, anche se velato in quel modo, è collegato ad Abele;
  • che questi è il primo squarcio nel mondo incupito dopo la cacciata dal giardino dell'Eden;
  • su un fratello gemello del primo uomo, concepito e nato da donna nel mondo dopo la caduta e la "maledizione" per quello errore, cade il compiacimento di Dio;
  • gradì = Gesù, è il vero Figlio dell'Uomo = di Adamo.
I Vangeli sono, in modo ripetuto ad evidenziare quel "compiaciuto":
  • "Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". (Mt. 3,16s)
  • "E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto. (Mc. 1,10s)
  • "Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto." (Lc. 3,21s)
  • "Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo". (Mt. 17,5)
  • "Dio evidentemente valutò che Abele offriva tutto sé stesso in linea con quanto poi Gesù dirà agli apostoli nel miracolo della moltiplicazione dei pani: "...date loro voi stessi da mangiare." (Mt. 14,16 / Lc. 9,13)
Caino fu molto irritato!
Lui, Gesù è il vero "Figlio dell'uomo" quello profetizzato in Abele. Le lettere sono chiare dal radicale "accendersi, ardere, adirarsi", ma più semplicemente "fu a chiudersi la mente/testa ", "fu in un buco " che descrivono bene gli effetti dell'ira.

Genesi 4,6-7 - "Il Signore disse allora a Caino: Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo".

Il Signore non ha perso la speranza su Caino, gli parla e l'esorta ricordando che il tentatore e sempre pronto, ma l'uomo lo può dominare.
Da parte del Signore viene pronunciata nei riguardi di Caino per la prima volta nella storia la parola peccato hatt'at.
Se ne conclude che il peccato di Caino ricade sulle spalle d'un giusto.
Da quella idea dell'ira, che è chiusura della mente, si passa ad altra chiusura, a quella del peccato che "la chiusura del cuore all'Unico indica .
È perciò come se il Signore ammonisse: attenzione che l'ira chiude la testa, ma perdurando, se non la controlli ti indurirà il cuore.

Diceva un monaco al suo discepolo:
  • sorveglia il tuo pensiero perché i pensieri diventano parole;
  • sorveglia le tue parole perché diventano azioni;
  • sorveglia le tue azioni perché diventano abitudini;
  • sorveglia le tue abitudini perché diventano carattere;
  • sorveglia il tuo carattere perché diventa destino.
CAINO E ABELE
Genesi 4,8 - "Caino disse al fratello Abele: Andiamo in campagna! Mentre erano in campagna , Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise ."

Per uccidere è usato il verbo impiegato anche per dire di distruzione di piante: "Distrusse con la grandine le loro vigne..." (Sal. 78,47)
Le lettere usate portano anche a sancire un fatto: Caino "a portare fu al mondo dalla mente/testa a scorrere la perversità ()."
Alcuni suggeriscono che Abele pastore avrebbe irritato il fratello con sconfinamenti del suo gregge nei campi coltivati e gli alterchi che ne seguivano avrebbero portato a rendere critici i rapporti.
La parola "fratello" ripetuta due volte tende a riduce a zero ogni attenuante, infatti, non sarebbe stata strettamente necessaria per il racconto che poteva procedere anche con "Caino disse ad Abele...", invece di "Caino disse ad Abele suo fratello...", e poi lo ripete.
Pur se, dato e non concesso, tali motivi ci fossero stati viene alla mente: "Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? E Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette." (Mt. 19,21s)
Da notare che nel testo sembra esserci due volte anche la parola campagna, ma la prima volta in effetti Caino dice "andiamo fuori".
Caino lì "si alzò", e il verbo che usa viene dal radicale che è alzarsi, sollevarsi, sorgere, levarsi, quindi una traduzione più aderente al testo della Bibbia ebraica di quel versetto Gen. 4,8 sarebbe: "Ma disse Caino ad Abele suo fratello, andiamo fuori. E in campagna si levò Caino su suo fratello Abele e l'uccise."
Caino non portò Abele in 'adamah , ma in shadoeh , perciò non sui terreni che coltivava, bensì nella steppa, in un terreno selvatico.
È evidente l'intento dell'autore di suggerire lo zampino del demonio .
In definitiva Caino si scagliò contro il fratello Abele che coltivava gelosia.
Il racconto, con l'ammonimento di Dio che lo precede, sottintende che non fu semplice eccesso d'ira, ma fu di più; aveva premeditato l'uccisione.
"Andiamo fuori" gli disse, e si portarono nei campi non coltivati, dove c'erano le bestie selvatiche e dove Abele portava il gregge.
Caino si alzò su di lui, come se Abele fosse seduto.
Lo guardò dall'alto in basso come un oggetto da distruggere, come un animale da sacrificare per placare l'ira da anni covata.
Non può non accostarsi l'evento a quello di Giuseppe figlio di Giacobbe che i fratelli per invidia volevano uccidere: "Orsù uccidiamolo... Poi diremo: Una bestia feroce l'ha divorato..." (Gen. 37,20)

Di fatto quel suo fratello ripetuto ricordava che "l'Unico in vita l'aveva portato ", ma anche "una unica vita aveva portata ", come fossero nel loro doppio una unità e l'eliminare uno era perdere una parte di sé stessi, quasi un suicidio dell'anima.
La disubbidienza nel mondo è divenuta tangibile; la conseguenza è la morte.
Sinteticamente il libro della Sapienza conclude: "...la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono." (Sapienza 2,24)
Da ciò si dovrebbe concludere che solo Caino fece da ciò esperienza di morte, ma non Abele, ma di ciò parleremo più avanti.
La tentazione non dominata diviene in peccato contro Dio e contro il prossimo.
La conseguenze ricadono sulle spalle del fratello giusto, gradito a Dio.
Il mangiare dell'albero del bene e del male da parte di Adamo ed Eva s'è fatto carne nella progenie; infatti, ne sono nati due gemelli, frutti doppi appunto, uno giusto e gradito a Dio, l'altro geloso che traligna ed uccide.

GIUDIZIO SU CAINO - PRIMA ISTANZA - INDAGINE E DIFESA
Come accadde con Adamo, anche con Caino Dio procede ad un interrogatorio, nel quale Caino negò di sapere dov'era il fratello.

Genesi 4,9-10 - "Allora il Signore disse a Caino: Dov'è Abele, tuo fratello? Egli rispose: Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello? Riprese: Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!"

L'autore introduce nel lettore l'idea della morte d'un uomo e il primo uomo che pare morire fu Abele, ucciso da suo fratello gemello Caino su suggerimento del demonio.
Abele fu ucciso, ma per il Signore non è morto, in effetti chi morì fu Caino.
Nel racconto, di fatto, non esce la parola morte; il peccato ricade sulle spalle dei giusti, ma per giustizia la morte rimbalza su chi la provoca.
Esperienza è che la morte si estende a tutti gli uomini da ciò, indi tutti in un modo diretto o indiretto provocano la propria morte.
Conclude San Paolo: "Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato" (Rom. 5,12); infatti, "...non c'è nessuno che non pecchi". (1 Re 8,46)
Il Signore non tace, cerca l'assassino e gli parla e domanda "Dov'è Abele?", simile al "Dove sei?" (Gen. 3,9) che fece ad Adamo che aveva mangiato dell'albero della conoscenza, infatti Caino ora è nelle stesse condizioni di Adamo, morto dentro.
Il Signore nei riguardi di Abele asserisce che è vivo, ne sente la voce dalla terra: "La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo."
Caino ha ucciso Abele in campagna , ma la voce di Abele Dio la sente venire dal suolo !
Il messaggio: "nella vita degli angeli sulla nube il vivente entra ".
Anche il nome di Abele a questo punto prende nuova luce: "entrerà ad abitare dal Potente ".
Quel dire da parte del Signore "Abele tuo fratello " è con le lettere un dichiarare "Nel mondo hai consumato () il primo che visse rettamente ".
Dice, infatti, il Qoelet "Dio ha fatto l'uomo retto..." (Qoelet 7,29)
Ce n'è stato almeno uno sulla terra, almeno Abele lo fu, perché fu gradito a Dio, ed è svanito, infatti: "L'uomo pio è scomparso dalla terra, non c'è più un giusto fra gli uomini: tutti stanno in agguato per spargere sangue; ognuno dà la caccia con la rete al fratello. (Michea 7,2)
Caino risponde "Non lo so - ".
Dalle lettere si legge: "non sono a conoscenza ove finito sia "
Se Caino ha preso la domanda in senso fisico, dove era il corpo del fratello lo sapeva, non lo dice... è bugiardo, mentre se ha preso la domanda come interrogativo di dove si va dopo la morte, dice la sua verità.
Il sapere cosa c'è oltre la morte comporta, infatti, acquisire una conoscenza che Caino non ha, perché s'è allontanato da Dio e così, di fatto, si confessa ateo, perché non pone lo stare con Dio dopo la morte come possibilità?
I peccati generalmente detti "di morte" sono apostasia, omicidio e adulterio e in Caino ne abbiamo già trovati due, omicidio e apostasia... e l'adulterio?
Il testo non ne parla a meno che quel "Caino lavoratore del suolo" (Gen. 4,2) non sia in senso figurato e 'adamah sia lì la femmina di Adamo.
Forse un accenno si può anche cogliere in Gen. 4,5a quando dice che Dio "non gradì Caino", ove, leggendo le lettere si può cogliere "da serpente sulla donna () agiva in campo aperto " e di donna ve ne era ancora una sola Eva (altri figli/e nacquero ad Adamo ed Eva dopo Gen. 4,25).
La tematica dell'incesto che può apparire gratuita e fantastica è però una realtà che si ritrova sviluppata in più episodi nel prosieguo del Genesi. (Vedi: "Vino nella Bibbia: causa d'incesti e segno del Messia".)
Tornando all'inchiesta, Caino cerca di difendersi ed in pratica dice che non sapeva di dover essere il guardiano-custode del fratello.
A difesa oppone una frase in forma interrogativa con la parola "guardiano " ov'è nascosto un sarcasmo: "Ne risorgerai in vita il corpo "?
Quel non lo so , comporta, sempre con le lettere, anche una scusa: "il serpente una calamità nel tempo è " e implicitamente, poi, col dire , l'invita, perché non "bruci quel essere ribelle ()"?
Come se Caino dicesse al Signore: anch'io sono stato vinto dal serpente!
Caino che non sapeva cosa voleva dire essere fratello, perché qualcuno gli aveva come divorato l'anima e la capacità d'amare.
Pare sentirsi riecheggiare quasi un'accusa al Signore. Perché lo consenti?
L'autore del Genesi scritto nel V-VI secolo a.C. conosceva il libro di Giobbe: "Se ho peccato, che cosa ti ho fatto, o custode dell'uomo? Perché m'hai preso a bersaglio e ti son diventato di peso? Perché non cancelli il mio peccato e non dimentichi la mia iniquità? Ben presto giacerò nella polvere, mi cercherai, ma più non sarò!" (Giobbe 7,20s)

GIUDIZIO SU CAINO - PRIMA ISTANZA - SENTENZA
Genesi 4,11-14 - Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra. Disse Caino al Signore: Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere."
Per la presenza del peccato è sancito l'allontanamento dal suolo (lungi da quel suolo... Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti) cioè viene a causa del peccato allontanata la possibilità attuativa del disegno di "all'Unico essere simile ".
L'essere simili a Dio è, infatti, risultato da raggiungere, bersaglio possibile che Dio ha dato col suo incipit.
Nella parola ebraica di peccato - - hatt'at-hatt'ah-hatt'ot, da "fallire, sbagliare, peccare", v'è un'apertura all'idea di tiro che va fuori bersaglio.
Se si risale all'origine del segno per lettera tèt, considerato che nel semitico occ.-stele di Mesa-sigilli VII secolo a.C. e aramaico antico, questo è un cerchio con una croce all'interno e che per quegli stessi sistemi di scrittura per la lettera di di "occhi" il segno è un , si può concludere che la lettera ha anche il senso di occhi chiusi, sorgente sigillata.
Il peccato , ha insita così pure in sé l'idea d'un arciere che sbaglia il bersaglio, e tale obbiettivo che è l'Unico, "stretto con occhio socchiuso dall'Unico ... fuori ", ha mirato ed ha sbagliato.

Ho provato a spezzare con la lettura dei segni questi quattro versetti pensando come soggetto alle vicende del testo esterno (solo del primo riporto la dimostrazione integrale e degli altri solo le parole chiave) e poi riporterò quanto ricavato tutto di seguito.

Genesi 4,11 - "Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello."




"Recata l'azione a compimento , esce il primo corpo portato a vedere () la fine , uscita della vita l'energia fuori col primo sangue . Nel mondo inizia il serpente ardente ad alzarsi , tutto al mondo inizia a segnare , il soffio è entrato del serpente per rovesciare , a chiudersi completamente viene () nel sangue , è per la prima (volta) la vita così di un vivente ad essere stata fiaccata ."

Genesi 4,12 - "Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti; ramingo e fuggiasco sarai sulla terra."




"Così è per l'abominio la protezione originaria finita, fuori col primo sangue uscì, il serpente venne () a strapparla (), finì il segno della rettitudine col chiudersi nel mondo del serpente. Per umiliare portò l'impurità, della croce entrò il peso in terra ."

Genesi 4,13 - "Disse Caino al Signore: Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?"



(Da notare la negazione riguarda il "non Iahweh", quindi il serpente primigenio.)

"Portatosi è per la prima volta a vivere nel corpo di Caino (a rovesciarsi fu l'angelo) per la negazione di Yahwèh (). Entra in cammino l'essere impuro (). Dal serpente il peccare () dell'angelo fu nei viventi emanando malvagità ."
(Variante in grassetto: Del serpente la colpa fu; nei viventi emanò malvagità .)

Genesi 4,14 - "Ecco tu mi scacci oggi da questo suolo ed io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere."




"Entrato l'angelo (ribelle) in cammino, dai corpi la luce finì, venne () ad esistere al mondo del giorno il tramonto . Il soffiò inviato fu ad entrare nell'uomo della perversità (). I viventi il soffio dell'angelo fu ad affliggere () riempiendo tutti i corpi. Portò al mondo nelle esistenze la forza della croce, l'opprimere del peccare () con l'impurità () dentro la terra recò. Dal mondo fu ad uscire la rettitudine perché () la sozzura fu con forza ad entrare con la mormorazione nell'esistenze."

Genesi 4,11 - Recata l'azione a compimento, esce il primo corpo portato a vedere la fine, uscita della vita l'energia fuori col primo sangue. Nel mondo inizia il serpente ardente ad alzarsi, tutto al mondo inizia a segnare, il soffio è entrato del serpente per rovesciare, a chiudersi completamente viene nel sangue, è per la prima (volta) la vita così di un vivente ad essere stata fiaccata.

Genesi 4,12 - Così è per l'abominio la protezione originaria finita, fuori col primo sangue uscì, il serpente venne a strapparla, finì il segno della rettitudine col chiudersi nel mondo del serpente. Per umiliare portò l'impurità, della croce entrò il peso in terra.

Genesi 4,13 - Portatosi è per la prima volta a vivere nel corpo di Caino (a rovesciarsi fu l'angelo) per la negazione di Yahwèh. Entra in cammino l'essere impuro. Dal serpente il peccare dell'angelo fu nei viventi emanando malvagità.
(Variante in grassetto: Del serpente la colpa fu; nei viventi emanò malvagità.)

Genesi 4,14 - Entrato l'angelo (ribelle) in cammino, dai corpi la luce finì, venne ad esistere al mondo del giorno il tramonto. Il soffiò inviato fu ad entrare nell'uomo della perversità. I viventi il soffio dell'angelo fu ad affliggere riempiendo tutti i corpi. Portò al mondo nelle esistenze la forza della croce, l'opprimere del peccare con l'impurità dentro la terra recò. Dal mondo fu ad uscire la rettitudine perché la sozzura fu con forza ad entrare con la mormorazione nelle esistenze.

È da notare quel "ramingo e fuggiasco" ripetuto nel: versetti 12 e 14.
  • versetti 4,12: Dio dice "ramingo fuggiasco sarai in terra" e con i segni ho letto: "Per umiliare portò l'impurità, della croce entrò il peso in terra."
  • versetti 4,14: Caino dice "io sarò ramingo fuggiasco sulla terra" ed ho letto: "Portò al mondo nelle esistenze la forza della croce, l'opprimere del peccare con l'impurità dentro la terra recò."
Tra i due nel 4,13 c'è la parola rimasta in sospeso, perché ha un punto interrogativo, "perdono": "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?"

Ho tradotto così la fine di quel versetto: "Dal serpente il peccare dell'angelo fu nei viventi emanando malvagità" e la variante "Del serpente la colpa fu; nei viventi emanò la malvagità."

Il Signore intimamente, di cui è immagine il criptato, ha deciso che punirà il vero colpevole e il perdono a Caino ci sarà se darà con la vita segni di pentimento.

Ramingo e fuggiasco sarai sulla terra è l'effetto che Caino, figura emblematica dell'uomo, capterà come salario del peccato e s'intravede la pedagogia di Dio. Ci sono, infatti, ulteriori varianti di traduzione:
  • "in cammino all'energia del peccare () dell'angelo la protezione/lo sbarramento dalla croce esisterà dentro terra " e questa protezione - sbarramento è la differenza essenziale che c'è tra grazia e legge, questa infatti è superata dalla croce del Cristo come propone il N.T.;
  • "La potenza della rettitudine dell'angelo la colpa sbarrerà . Dalla croce uscirà una forza per il mondo ; da dentro dell'Unigenito dal corpo scenderà " relativa alle vicende della incarnazione in Gesù di Nazaret e del Cristianesimo;
  • in le lettere possono riguardare l'energia/l'angelo che fa peccare ().
Il geroglifico delle consonanti NA"W indica "serpente" . Potrebbe essere una spiegazione del processo mentale dell'autore del Genesi dell'accostamento della tentazione al serpente.

Passo ora a , questi, il serpente, "fuggirà" dalla "croce" .
Se ne ricava che Dio ha messo il segno su Caino a monito del serpente: "In cammino il serpente fuggirà dalla croce , entrerà il Signore(Yah) in terra ."

Questo è il pensiero portato dal Cristianesimo che ha nel proprio credo che la morte in croce e la resurrezione di Gesù sono certezza d'un termine alla schiavitù del serpente.
L'idea è che c'è un posto sicuro che il serpente non frequenta, ed è la croce.
Occorre che l'uomo impari a non "fuggire la croce", onde l'incantesimo della paura della morte s'infranga.
Dal geroglifico di NA"W a NA"I' "essere indulgente" Il passo è breve .
Da ciò si ricava che la parola "perdono" che dice Caino trova il Signore sensibile, perché in effetti vuole perdonare, vuole incarnarsi, parla della croce, dice che Lui stesso andrà in croce.
Tra l'altro se invece di ND T, "fuggire la croce" si guarda in egiziano, tenendo conto che è da trovare un geroglifico con l'energia N e il serpente L (L=D) si trova con ND (pag.143 Faulkner) un geroglifico importante.
Queste due consonanti, infatti, si riassumono in un unico segno la croce egiziana e vogliono dire "salvare, proteggere"; "protezione".
Questa è la possibilità che si profila per Caino.

APPELLO - POSSIBILITA' DI PERDONO PER CAINO
Genesi 4,14 - "Ma il Signore gli disse: Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte! Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato."
Inizio col considerare che Caino in Gen. 4,8 si levò contro il fratello e quelle tre lettere sono da Dio qui riproposte per contrappasso, ma con diversa vocalizzazione e tradotte con "vendetta".
Il levarsi cioè contro Caino porterà vendette inesorabili, moltiplicate per sette volte, ma anche per giuramento, perché è anche il radicale di "giurare"; vale a dire, quelli della razza di Caino giureranno di fartela pagare.
Questo versetto è particolare, c'è due volte Signore, due volte Caino.
Viene citato il numero 7 e il versetto è costruito contenendo 7 lettere , ed uno di questi è davanti a Caino.
Sette sono infatti nel pensiero biblico gli spiriti maligni:
  • "Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quel uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa" (Mt. 12,43-45);
  • "Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni". (Mc. 16,9)
Non può certo considerarsi una combinazione che l'elenco della genealogia di Caino presenta nel complesso 7 livelli di discendenza:
  • Caino;
  • Enoch;
  • Irad;
  • Mecuiaèl;
  • Metusael;
  • lamech,
  • Iabal, Iubal e Tubalkain.
La presenza di due volte il Signore che si può tradurre "Sarà dal mondo a riportarci fuori " fa nascere il pensiero che il Signore uscirà due volte in potenza per combattere il serpente incarnato in Caino, ma in terra la guerra non sarà contro Caino, bensì contro quella parte di Caino di cui si è appropriato il serpente, "La nostra battaglia, infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i denominatori di questo mondo di tenebre" come precisa San Paolo (Ef. 6,12).
Il vero nemico non è Caino ma lo spirito di cecità bestiale che l'ha accecato.

Leggo i segni di Gen. 4,15 come profezia con l'idea al futuro; questa è la relativa decriptazione:

"Ma sarà l'inizio dell'amarezza per il serpente.
Si porterà il Signore dal serpente in campo per ucciderlo.
La potenza entrerà in un corpo.
In cammino verserà ad esistere l'energia.
Nel settimo segno
(giorno della creazione) sarà in un vivente.
Sarà a riversare vita.
Porterà la forza della risurrezione ai viventi.
Sarà per la perversità del serpente rovesciato.
Oppresso l'Unigenito porterà la croce.
Dal cuore, dal serpente segnato, sarà ad uscirgli la rettitudine, la porterà dalla croce.
Inizierà la fine a recare della vergogna e della sozzura recata
(dal nemico)."

Il Signore soppesa le possibilità e le esigenze, ama le creature ed è pieno di misericordia perciò pone un segno su Caino e pur se sancisce che, di fatto, ora Caino è maledetto, non dispera sulla redenzione di Caino.
In ebraico la parola segno è 'ot "primo portato segno ".
Il segno per antonomasia è una croce, per indicare riservato che Dio pone su Caino, l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico che in corsivo appunto è una croce e per il racconto di Caino e Abele è il primo segno portato da Dio.
(Vedi: "I primi vagiti delle lettere ebraiche nella Bibbia".)
Il giudizio su Caino resta sospeso rinviato al giudizio finale .

Nella lettere di peccato c'è il senso della croce; infatti:
  • "per la chiusura del cuore inizia la croce ";
  • "la chiusura del cuore viene () "
Entra, così, nel mondo la sofferenza e la croce, come abbiamo letto anche nel criptato di Gen. 4,14, ma che possono anche far reagire l'uomo e fargli cercare aiuto e salvezza da parte di Dio.

Quel segno che Dio impose a Caino si apre di più intensi significati: "inizia portare la croce "; cioè Caino fu: "il primo (uomo) che portò la croce ", ma anche "l'Unigenito porterà in croce ".
Vale la pena di ricordare che le lettere del nome Caino rappresentano anche "lancia" e l'evangelista Giovanni (19,33s) nota: "Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua."

Genesi 4,16 - "Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden."

Caino, infatti, considerata la morte di Abele, è il primo uomo su cui grava concretamente la croce che, abbiamo appreso è la conseguenza del peccato in quanto "chiude il cuore ed inizia la croce".
Caino è stato iniziato sia da Dio sia dal serpente.
In lui come in tutti gli uomini ci sono le due iniziazioni che si faranno guerra (Romani 7) e se Caino si lascerà illuminare dalla Parola di Dio, proprio dalla sofferenza della croce, può venirgli la salvezza?
Questa è la buona notizia per gli uomini, irretiti dalle trappole del demonio, che possono, rallegrarsi della sorte riservata da Dio a Caino, perché in definitiva è data la possibilità della redenzione.
Dio però ha posto davanti al male un limite, una sponda e preferisce donare all'uomo l'esistenza, pur lottando contro il male, che lasciarlo nella non esistenza; Dio, però, è in prima linea con l'uomo?
Nel libro di Giobbe è chiaro il pensiero: "Chi ha chiuso tra le due porte il mare, quando erompeva uscendo dal seno materno...? Poi gli ho fissato un limite e gli ho messo chiavistello e porte e ho detto: Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde." (Gb. 38,8-11)

Nei versetti Genesi 4,17-24 è esposta la genealogia di Caino.
Tra fine del Capitolo 4 e l'inizio del Capitolo 5, indi è scritto quanto in appresso.

Genesi 4,25-5,3 - "Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set . Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso... Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati. Adamo aveva 130 anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò Set."

Al riguardo in "Dalle lettere ebraiche balbettii su Dio" osservai che "Per l'autore del Genesi la generazione successiva non è a immagine e somiglianza d'Adamo che 'era' stato creato a immagine e somiglianza di Dio; s'è interposto un velo e come Adamo, morì perdendosi nel tempo senza arrivare alla piena conoscenza di Dio, così muoiono i figli d'Adamo."
In relazione a quanto s'è considerato sulla vicenda di Caino e Abele, visto che qui si sottolinea che Dio con Set "ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele" pare pure cogliersi un distinguo di Adamo sulla somiglianza con Caino che non considera propria discendenza.
Anche ciò potrebbe aver dato adito all'immaginario ebraico in base a cui dei due primi nati solo Abele fosse figlio di Adamo.
Le lettere del nome di Set portano anche a "colonna, fondamento".
In un successivo paragrafo riporto il decriptato intero del Capitolo 4 del Genesi.

APPELLO - POSSIBILITA' DI PERDONO PER CAINO
Genesi 4,14 - "Ma il Signore gli disse: Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte! Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato."
Inizio col considerare che Caino in Gen. 4,8 si levò contro il fratello e quelle tre lettere sono da Dio qui riproposte per contrappasso, ma con diversa vocalizzazione e tradotte con "vendetta".
Il levarsi cioè contro Caino porterà vendette inesorabili, moltiplicate per sette volte, ma anche per giuramento, perché è anche il radicale di "giurare"; vale a dire, quelli della razza di Caino giureranno di fartela pagare.
Questo versetto è particolare, c'è due volte Signore, due volte Caino.
Viene citato il numero 7 e il versetto è costruito contenendo 7 lettere , ed uno di questi è davanti a Caino.
Sette sono infatti nel pensiero biblico gli spiriti maligni:
  • "Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quel uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa" (Mt. 12,43-45);
  • "Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni". (Mc. 16,9)
Non può certo considerarsi una combinazione che l'elenco della genealogia di Caino presenta nel complesso 7 livelli di discendenza:
  • Caino;
  • Enoch;
  • Irad;
  • Mecuiaèl;
  • Metusael;
  • lamech,
  • Iabal, Iubal e Tubalkain.
La presenza di due volte il Signore che si può tradurre "Sarà dal mondo a riportarci fuori " fa nascere il pensiero che il Signore uscirà due volte in potenza per combattere il serpente incarnato in Caino, ma in terra la guerra non sarà contro Caino, bensì contro quella parte di Caino di cui si è appropriato il serpente, "La nostra battaglia, infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i denominatori di questo mondo di tenebre" come precisa San Paolo (Ef. 6,12).
Il vero nemico non è Caino ma lo spirito di cecità bestiale che l'ha accecato.

Leggo i segni di Gen. 4,15 come profezia con l'idea al futuro; questa è la relativa decriptazione:

"Ma sarà l'inizio dell'amarezza per il serpente.
Si porterà il Signore dal serpente in campo per ucciderlo.
La potenza entrerà in un corpo.
In cammino verserà ad esistere l'energia.
Nel settimo segno
(giorno della creazione) sarà in un vivente.
Sarà a riversare vita.
Porterà la forza della risurrezione ai viventi.
Sarà per la perversità del serpente rovesciato.
Oppresso l'Unigenito porterà la croce.
Dal cuore, dal serpente segnato, sarà ad uscirgli la rettitudine, la porterà dalla croce.
Inizierà la fine a recare della vergogna e della sozzura recata
(dal nemico)."

Il Signore soppesa le possibilità e le esigenze, ama le creature ed è pieno di misericordia perciò pone un segno su Caino e pur se sancisce che, di fatto, ora Caino è maledetto, non dispera sulla redenzione di Caino.
In ebraico la parola segno è 'ot "primo portato segno ".
Il segno per antonomasia è una croce, per indicare riservato che Dio pone su Caino, l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico che in corsivo appunto è una croce e per il racconto di Caino e Abele è il primo segno portato da Dio.
(Vedi: "I primi vagiti delle lettere ebraiche nella Bibbia".)
Il giudizio su Caino resta sospeso rinviato al giudizio finale .

Nella lettere di peccato c'è il senso della croce; infatti:
  • "per la chiusura del cuore inizia la croce ";
  • "la chiusura del cuore viene () "
Entra, così, nel mondo la sofferenza e la croce, come abbiamo letto anche nel criptato di Gen. 4,14, ma che possono anche far reagire l'uomo e fargli cercare aiuto e salvezza da parte di Dio.

Quel segno che Dio impose a Caino si apre di più intensi significati: "inizia portare la croce "; cioè Caino fu: "il primo (uomo) che portò la croce ", ma anche "l'Unigenito porterà in croce ".
Vale la pena di ricordare che le lettere del nome Caino rappresentano anche "lancia" e l'evangelista Giovanni (19,33s) nota: "Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua."

Genesi 4,16 - "Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden."

Caino, infatti, considerata la morte di Abele, è il primo uomo su cui grava concretamente la croce che, abbiamo appreso è la conseguenza del peccato in quanto "chiude il cuore ed inizia la croce".
Caino è stato iniziato sia da Dio sia dal serpente.
In lui come in tutti gli uomini ci sono le due iniziazioni che si faranno guerra (Romani 7) e se Caino si lascerà illuminare dalla Parola di Dio, proprio dalla sofferenza della croce, può venirgli la salvezza?
Questa è la buona notizia per gli uomini, irretiti dalle trappole del demonio, che possono, rallegrarsi della sorte riservata da Dio a Caino, perché in definitiva è data la possibilità della redenzione.
Dio però ha posto davanti al male un limite, una sponda e preferisce donare all'uomo l'esistenza, pur lottando contro il male, che lasciarlo nella non esistenza; Dio, però, è in prima linea con l'uomo?
Nel libro di Giobbe è chiaro il pensiero: "Chi ha chiuso tra le due porte il mare, quando erompeva uscendo dal seno materno...? Poi gli ho fissato un limite e gli ho messo chiavistello e porte e ho detto: Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde." (Gb. 38,8-11)

Nei versetti Genesi 4,17-24 è esposta la genealogia di Caino.
Tra fine del Capitolo 4 e l'inizio del Capitolo 5, indi è scritto quanto in appresso.

Genesi 4,25-5,3 - "Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set . Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso... Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati. Adamo aveva 130 anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò Set."

Al riguardo in "Dalle lettere ebraiche balbettii su Dio" osservai che "Per l'autore del Genesi la generazione successiva non è a immagine e somiglianza d'Adamo che 'era' stato creato a immagine e somiglianza di Dio; s'è interposto un velo e come Adamo, morì perdendosi nel tempo senza arrivare alla piena conoscenza di Dio, così muoiono i figli d'Adamo."
In relazione a quanto s'è considerato sulla vicenda di Caino e Abele, visto che qui si sottolinea che Dio con Set "ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele" pare pure cogliersi un distinguo di Adamo sulla somiglianza con Caino che non considera propria discendenza.
Anche ciò potrebbe aver dato adito all'immaginario ebraico in base a cui dei due primi nati solo Abele fosse figlio di Adamo.
Le lettere del nome di Set portano anche a "colonna, fondamento".
In un successivo paragrafo riporto il decriptato intero del Capitolo 4 del Genesi.

IL BUON PASTORE
Il libro del Genesi nel capitolo del racconto di Caino e Abele in modo sintetico pone in evidenza una realtà: "Abele era pastore di greggi".(Gen. 4,2)
Ora, le lettere ebraiche di "pastore" sono anche quelle di "compagna, amica", ma vi sono le lettere di male, cattivo, Ra (dio), Egitto, termini che non sono il massimo per la spiritualità ebraica.
Appena dopo la cacciata dal paradiso terreste è inatteso che venga messo in vetrina un uomo concepito fuori da quel giardino, ma "gradito" a Dio.
Provo a scrivere con i criteri usati dall'autore del Genesi:

Il Signore gradì un pastore delle gregge (pecore)!


Ho già fatto notare che quel gradì ha le lettere di Gesù che così disposte è la prima volta che appaiono nel libro del genesi o "Ber'eshit", del Principio.
L'idea che se ne ricava è che Il Signore Gesù è il Pastore delle pecore; cioè Il Signore Gesù è il Buon Pastore. Però c'è di più!

Tra quelle lettere vi sono anche le lettere di "porta", quelle che ho evidenziate, da cui "Il Signore è la porta che si vedrà nel mondo per le pecore ".
Il Vangelo di Giovanni pare proprio seguire tali pensieri quando si esprime con:
  • "Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo." (Gv. 10,7-9)
  • "Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me..." (Gv. 10,14)
In definitiva in quelle lettere c'è la profezia che: "il Signore in Gesù nel corpo si vedrà nel mondo ".

È noto che l'autore del Genesi è ispirato dallo spirito che anima le comunità dei Giudei all'epoca successiva al ritorno dall'esilio in Babilonia.
È quindi da ritenere che quanto nel pensiero biblico della Toràh, dei Salmi e di molti profeti più antichi o coetanei gli fossero noti.
L'autore ispirato perciò non scrive parole a caso, ma annette a ciascuna il valore che comporta in base al complesso delle citazioni ricavabili da quei libri.
Aggiungo che, come gli autori di tutti i testi biblici inseriti nel canone ebraico che si rifanno ai più antichi scritti della Torah, questi scrive adottando il criterio di dare al testo anche messaggi di secondo livello come ho esposto nelle varie rubriche di "Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche" e nei molti articoli ivi riportati con i risultati.
Tutti i testi di secondo livello, come ho messo in evidenza in quelli studi, portano ad un racconto in forma profetica dell'idea della incarnazione e della salvezza portata dal Messia.

Quelle lettere di "Ora Abele era pastore di greggi" Portano a questo pensiero:

"Si portò Yah per stare nel mondo a casa del serpente , male del mondo ; la sozzura dell'angelo ...", cioè: "Si portò Yah per stare nel mondo a casa del serpente, male del mondo; la sozzura dell'angelo..."
Incastonato nel libro del Salterio spicca il Salmo n° 23 (il 22° della Bibbia masoretica), "Il Signore è il mio pastore", atto di fede amorevole del popolo d'Israele verso Iahwèh.

SALMO 23 DI DAVIDE
  1. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
  2. su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce.
  3. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.
  4. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.
  5. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.
  6. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.
In "I Salmi, conforto del crocifisso" ho inserito tra l'altro anche la decriptazione di questo Salmo, che qui riporto, che converge nell'idea della incarnazione e della salvezza dell'uomo da parte del suo unico vero pastore che ci guida al "giusto cammino".

Il Signore è il mio pastore è un credo, cioè Iahwèh è il mio Dio.
Non è il Faraone, figlio di Ra, il mio Dio.
È dichiarazione di fede in un mondo pagano: Iahwèh è il mio Ra (Come noto anche nella forma Ra" è il Dio-Sole di Eliopoli nell'antico Egitto che emerse dalle acque primordiali del Nun).
In egiziano la parola HeQA indicata con un bastone da pastore che finisce ad uncino , un vincastro, riguarda il "governare" del Faraone era indicato con il geroglifico HeKA'T.
il Faraone prima ancora di Cristo fu chiamato il Buon Pastore.

Salmo 23 di Davide - Testo decriptato
Salmo 23,1 - (La risurrezione) nei viventi colpirà da rasoio il serpente impuro per mano del Signore.
Al cattivo sarà da rifiuto che all'origine li costrinse all'apostasia.

Salmo 23,2 - Il Figlio dell'Unico porterà alla fine l'aiuto della risurrezione.
L'Unigenito sarà nel corpo dentro a ristare in azione.
Con gli angeli sarà alla vista potente.
Ai viventi sarà la vita a inviare nelle tombe che porterà a finire l'opprimere potente che per l'angelo (ribelle) c'è.

Salmo 23,3 - L'angelo superbo sarà fortemente bruciato e da dentro si separerà.
Il drago che è dentro a vivere, che vedrà rivelarsi, sarà cacciato abbrustolito.
Nei viventi in azione l'anima si riporterà.

Salmo 23,4 - Scorrendo nei viventi la rettitudine saranno di Dio così figli.
Essendo stato all'origine a scendere per il serpente il morire per il rifiuto che per l'Unico ci fu, si vedrà il cattivo con bruciature venire fuori.
Il risorgere che ci sarà lo brucerà dentro i cuori.
Arso vivo nel fuoco si vedrà l'angelo.
L'oppressione uscirà dalla vita.
Nel mondo ad opprimere con la tomba i viventi, l'angelo (ribelle) era!

Salmo 23,5 - Finirà il nemico in tutte le persone che saranno risorte col vigore degli angeli per splendore.
La tribolazione nei corpi sarà battuta dalla risurrezione.
Angeli del Crocifisso a casa nell'ottavo (giorno della creazione) con i corpi dall'Unico risorti saranno retti, recati alla pienezza per stare, saziati da Iah (wèh).

Salmo 23,6 - Nell'Unico così nel cuore li porterà dentro, e nell'assemblea tra i cerchi per mano saranno accompagnati, portati da angeli a stare per tutti i giorni della vita.
Saranno condotti nella luce dentro tutti a stare ad abitare nella casa che è del Crocifisso, il Signore, il potente Unigenito che rettamente nei giorni visse.

Segnalo, perché veramente esaustivo, il contenuto della voce "Pastore e Gregge" nel "Dizionario di Teologia Biblica" di Xavier Leon-Dufour (Marietti) e non mi soffermo oltre sul tema che do per scontato.

IL GIUSTO SOFFERENTE
La figura di Abele, tratteggiata con poche parole in Genesi 4,1-10, introduce la figura del "giusto".
Questi fin dalle origini è rifiutato dal fratello.
Il rifiuto del giusto rifiutato dagli uomini era stato sviluppato dal profeta Isaia nei quattro canti detti "del servo del Signore" (42,1-9; 49,1-11; 50,4-11; 52,13-53,12).
Platone (427-347 a.C.) nel dialogo sullo stato ideale detto della Repubblica, tratta della rettitudine che in un uomo è veramente perfetta se accetta ogni ingiustizia per amore della verità.
Scrive Platone che l'uomo sommamente giusto deve essere:

"...un uomo semplice e generoso che, dice Eschilo, vuole non apparire, ma essere onesto. E l'apparire bisogna appunto eliminare. Se infatti vorrà appa