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DECRIPTARE LA BIBBIA...

 
VISIONE SU ABELE, IL PASTORE GRADITO AL SIGNORE

di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb

 

    parti precedenti:

ABELE PRIMOGENITO DI ADAMO? »
SI PREPARA LA TRAGEDIA »
CAINO E ABELE »
GIUDIZIO SU CAINO - PRIMA ISTANZA - INDAGINE E DIFESA »
GIUDIZIO SU CAINO - PRIMA ISTANZA - SENTENZA »
APPELLO - POSSIBILITA' DI PERDONO PER CAINO »

IL BUON PASTORE
Il libro del Genesi nel capitolo del racconto di Caino e Abele in modo sintetico pone in evidenza una realtà: "Abele era pastore di greggi".(Gen. 4,2)
Ora, le lettere ebraiche di "pastore" sono anche quelle di "compagna, amica", ma vi sono le lettere di male, cattivo, Ra (dio), Egitto, termini che non sono il massimo per la spiritualità ebraica.
Appena dopo la cacciata dal paradiso terreste è inatteso che venga messo in vetrina un uomo concepito fuori da quel giardino, ma "gradito" a Dio.
Provo a scrivere con i criteri usati dall'autore del Genesi:

Il Signore gradì un pastore delle gregge (pecore)!


Ho già fatto notare che quel gradì ha le lettere di Gesù che così disposte è la prima volta che appaiono nel libro del genesi o "Ber'eshit", del Principio.
L'idea che se ne ricava è che Il Signore Gesù è il Pastore delle pecore; cioè Il Signore Gesù è il Buon Pastore. Però c'è di più!

Tra quelle lettere vi sono anche le lettere di "porta", quelle che ho evidenziate, da cui "Il Signore è la porta che si vedrà nel mondo per le pecore ".
Il Vangelo di Giovanni pare proprio seguire tali pensieri quando si esprime con:

  • "Allora Gesù disse loro di nuovo: In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo." (Gv. 10,7-9)
  • "Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me..." (Gv. 10,14)
In definitiva in quelle lettere c'è la profezia che: "il Signore in Gesù nel corpo si vedrà nel mondo ".

È noto che l'autore del Genesi è ispirato dallo spirito che anima le comunità dei Giudei all'epoca successiva al ritorno dall'esilio in Babilonia.
È quindi da ritenere che quanto nel pensiero biblico della Toràh, dei Salmi e di molti profeti più antichi o coetanei gli fossero noti.
L'autore ispirato perciò non scrive parole a caso, ma annette a ciascuna il valore che comporta in base al complesso delle citazioni ricavabili da quei libri.
Aggiungo che, come gli autori di tutti i testi biblici inseriti nel canone ebraico che si rifanno ai più antichi scritti della Torah, questi scrive adottando il criterio di dare al testo anche messaggi di secondo livello come ho esposto nelle varie rubriche di "Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche" e nei molti articoli ivi riportati con i risultati.
Tutti i testi di secondo livello, come ho messo in evidenza in quelli studi, portano ad un racconto in forma profetica dell'idea della incarnazione e della salvezza portata dal Messia.

Quelle lettere di "Ora Abele era pastore di greggi" Portano a questo pensiero:

"Si portò Yah per stare nel mondo a casa del serpente , male del mondo ; la sozzura dell'angelo ...", cioè: "Si portò Yah per stare nel mondo a casa del serpente, male del mondo; la sozzura dell'angelo..."
Incastonato nel libro del Salterio spicca il Salmo n° 23 (il 22° della Bibbia masoretica), "Il Signore è il mio pastore", atto di fede amorevole del popolo d'Israele verso Iahwèh.
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