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DECRIPTARE LA BIBBIA...

 
VANGELI, PROFEZIE ATTUATE DAL CRISTO

di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb

 

    parti precedenti:

INTRODUZIONE »
FATTI, TESI E DIMOSTRAZIONI »
1 - IL PROLOGO E GIOVANNI BATTISTA »
2 - NATIVITÀ E SACRA FAMIGLIA »
2a - GIUSEPPE »
2b - MARIA »
3 - BATTESIMO E TENTAZIONI »
4 - IL PADRE ABRAMO »
5 - NAZARENO »
6 - LE NOZZE DI CANA »
7 - PARLARE IN PARABOLE »
8 - L'INGRESSO A GERUSALEMME »
9 - PURIFICAZIONE DEL TEMPIO »

10 - LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI
Altro episodio, riportato da tutti gli evangelisti (Mt. 14,13-21, Mc. 6,31-34, Lc. 9,10-17, e Gv. 6,16-21) è la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Matteo e Marco lo collocano dopo la decapitazione del Battista e fanno seguire il miracolo dall'evento, nella notte, della tempesta sedata e nel giorno successivo da guarigioni nella regione di Genezaret.
Luca descrive la traversata verso il paese dei Geraseni (8,22-25) con meno pathos senza dire che era notte e la moltiplicazione dei pani è inserita in altro contesto, al ritorno della missione degli apostoli, dice solo che Gesù s’addormentò, non racconta che camminò sulle acque, ma che dimostrò d’aver potere sui venti e sulle onde e fa seguire il tutto dalla professione di fede di Pietro che riconosce in Gesù "Il Cristo di Dio".
Giovanni lo pone prima d’una festa di Pasqua; nella notte c’è l'episodio della tempesta e poi a Cafarnao il discorso nella sinagoga.
Gesù cammina di notte sul mare, per Matteo e Marco è come "un fantasma"; in Giovanni "è buio", lo vedono ed hanno paura.
Per tre evangelisti quella notte Gesù operò, sedò la tempesta e camminò sul mare; era buio, ma lo videro, quindi era luminoso.

In quei Vangeli il segno è:

- il giorno prima, grande attività, moltiplica i pani, è luce ;

- è come un sole di notte e cammina sulle acque ;

- il giorno dopo grandi miracoli a Genezaret, è luce .

Il sole (in ebraico sole = - Luce che i viventi illumina ) c’è anche di notte ma non si vede, mentre Gesù è il vero nuovo sole, che opera ed illumina i viventi di giorno e di notte.

Il nuovo messaggio latente è raccolto nell’Apocalisse (22,5a): "Non vi sarà più notte e non avranno più luce di lampada, né luce di sole".

Nella moltiplicazione dei pani tutti poi sono concordi; 5000 uomini, i pani 5, i pesci 2, poi le ceste avanzate 12.
Esaminiamo per prima la moltiplicazione dei pani nel Vangelo di Giovanni (6,1-15), ove precisa che i pani erano d'orzo.
Gesù vide che una gran folla veniva da lui e disse a Filippo:

"Dove possiamo comprare il pane... Diceva così per metterlo alla prova; egli sapeva bene cosa stava per fare...".
Questo avviso fa capire che quello che fa ha un doppio significato, poi tutto rotea sulle seguenti parole: "Per cinquemila uomini cinque pani d’orzo e due pesci. Il resto dodici ceste." che riporto in ebraico e decripto col metodo dei segni con doppia decriptazione:

A)

"Guizzavano stringendoli le acque per la distruzione ( = ) soffiava tra i guai posti = ) nascosta nelle acque la luce dal vigore delle acque del mare i viventi sorgere vedono il corpo di Iahwéh (del Signore) sulle acque si porta luminoso , per i lamenti i viventi aiuta , cammina sul mare che d’essere finì cattivo , da una luce la mente/testa illuminata degli apostoli fu . Un segno dentro ha portato completo ."

Raggruppandole e leggendo di seguito si ha che quelle parole chiave della moltiplicazione dei pani e dei pesci se scritte in ebraico e lette col metodo dei segni (Vedi: "Parlano le lettere") danno luogo, in modo netto e senza sbavature, allo stesso racconto della tempesta sedata (Gv. 6,16-21) che in nei vangeli (salvo che in Luca) viene subito dopo ed è un avviso agli esperti del tempo di leggere in trasparenza tutto il racconto come profezia che spiega il segno con il camminare sulle acque.

"Guizzavano stringendoli le acque per la distruzione,
soffiava
(la tempesta) , tra guai posti,
nascosta nelle acque la luce
(è tramontato)
dal vigore delle acque del mare i viventi sorgere vedono il corpo di Iahwéh (del Signore) che sulle acque si porta luminoso,
per i lamenti i viventi aiuta, cammina sul mare che d’essere finì cattivo,
da una luce la mente/testa illuminata degli apostoli fu.
Un segno dentro ha portato completo.
"

Questo segno che gli apostoli allora non capirono, aveva un significato che compresero a pieno dopo che videro il Cristo risorto e che si ottiene dalla decriptazione:

B)

"Dal serpente che vi stringe vi salverò () Dio parla/dice L’uomo è un vivente che dalla tomba vivo risorgerò , il vigore della vita risarà nei viventi . A salvare () dal nemico sarò i viventi recherò della risurrezione l’energia a stare nei viventi per l’aiuto a fuggire sarà dai viventi , la forza che v’ha segnato con il male , brucerò nei corpi con il fuoco l’angelo (ribelle) che c’è . Alla fine a casa porterò tutti ."

Ecco cosa in effetti in modo allora incomprensibile aveva detto con quei numeri e con quelle parole: Per cinquemila uomini cinque pani d’orzo e due pesci. Il resto dodici ceste; è sottesa la seguente promessa:

"Dal serpente che vi stringe vi salverò Dio dice:
L’uomo è un vivente che dalla tomba vivo risorge;
il vigore della vita risarà nei viventi.
A salvare dal nemico sarò i viventi.
Recherò della risurrezione l’energia a stare nei viventi.
Per l’aiuto a fuggire sarà dai viventi la forza che v’ha segnato con il male, brucerò nei corpi con il fuoco l’angelo
(ribelle) che c’è.
Alla fine a casa porterò tutti.
"

Riporto la descrizione della tempesta sedata dal Vangelo di Giovanni:

"Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai buio e Gesù non era ancora venuto da loro. Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver, remato circa tre o quattro miglia videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: Sono io, non temete. Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamnte la barca toccò la riva alla quale erano diretti." (Gv. 6,16-21)

È come un sole che sorge di notte; "Era ormai buio ... videro Gesù che camminava sul mare ..."

Ponendosi sul lago di Tiberiade, il sole che la sera tramonta ad occidente sembra che vada a scendere nelle acque del Mar Mediterraneo per poi sorgere la mattina dalla riva opposta del Mare di Tiberiade.
Seguendo i simboli, il sole percorre la sequenza sorge-nell’acqua-risorge -- ed in ebraico così scrive proprio la parola "sole" che si dice "scoemoesh", che con una facile lettura ci dice: "(per il) Nome illumina " od anche "del Nome luce " e simili.

Quella notte però fu come se il sole avesse seguito un altro percorso non dormì (in Luca al massimo sembra che dorma), e questi è il Cristo cioè è il "Nome" che essendo nel corpo non risorto sembra un "fantasma"; "Non si addormirà, non prenderà sonno, il custode d’Israele." (Sal. 121,4)

Questi sembra che dalle acque sorga, come se il sole si rialzasse sul mare, anzi vi camminò sopra, cioè sulle acque il Nome , perciò una sequenza , un sole di notte, che anche si può immaginare con i segni ribaltati rispetto al sole di giorno ; c’è anche sintetica l’indicazione che è venuto dal cielo = "Il nome sul mare ."
Questi segni richiamano alla mente "salvare () dalle acque " infatti salva dalle acque in tempesta gli apostoli è un più di Mosè che fu "salvato dalle acque" ma è segno che "salverà () i viventi " e che prefigura conversione e battesimo "dalle acque risorgere alla vita".

Sole di giorno + sole di notte + Gesù corrisponde a Iawèh.

   
+ + + = + + +
   

Infatti: Tre volte il Nome + Gesù =

Gesù (Mt. 14,22-33; Gv. 6,16-21; Mc. 6,45-52) che di notte cammina sulle acque fa presente il segno "del tempo del nuovo Mosè", e salva Pietro come segno di salvezza per tutti.
All'uomo non basta la luce del sole per vedere, ma deve essere disposto a voler invertire il corso della propria vita vivendo tutto il proprio giorno prendendo luce da Dio e così queste tre lettere , aldilà d’ogni grammatica indicano un sole diverso e nuovo che è presente anche se il sole fisico è nelle acque, cioè è tramontato.
"Non temete!" dice il Cristo in questi Vangeli ed aldilà del tranquillizzarli dalla paura del "fantasma" c'è insito "non temete sono la salvezza dell'uomo, l'alleanza di Noè, l'arco del sole sulle acque".

Il giorno dopo nella sinagoga di Cafarnao ci fu una grande discussione; non avevano capito il segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci portato da Gesù, evidentemente non cercavano Dio, ma volevano pane anche loro: "Allor gli dissero: Quale segno dunque tu fai e possiamo crederti? Qual opera compi ? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto; come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo." (Gv. 6,30)

Riporto il testo esatto del versetto del Salmo citato:

"Comandò alle nubi dall'alto e aprì le porte del cielo, fece piovere su di essi la manna per cibo e diede loro pane dal cielo" (Sal. 78,23.24)

e la decriptazione:

"E fu giù a portarsi la luce (il sole tramonta), si nascose versandosi nel mare.
Vivo dalle acque si risollevò e con mano protente un segno ci fu per il Nome sul mare.
Parla il segno, annunciato è che in un vivente nel cuore in corpo l’Altissimo entrò a vivere che manna con potenza da mangiare e pesci emise.
Luminoso sull’acqua del mare con energia finisce l’energica potenza con cui le acque si portavano.
"

Provate a verificare se è più probabile che sia un caso trovare "il pesce" in quel versetto, che esternamente non ne parla con tutto il discorso che combacia con tutti i segni, o se, invece, gli apostoli e gli evangelisti usassero il metodo dei segni da me ritrovato.
La decriptazione di questi due versetti conferma proprio i segni già fatti da Gesù nel giorno precedente che, però i giudei antagonisti, pur citando quei versetti, non sono stati in grado di interpretare e chiedono ancora: "Quale segno ... ?"
Riporto ora come il Vangelo di Giovanni, con cui stiamo colloquiando, racconta che Gesù replicò agli interlocutori: "Rispose loro Gesù: In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo." (Gv. 6,32-33)
Si può verificare che in pratica Gesù risponde col decriptato (che riporto) del versetto successivo a quello che hanno citato gli oppositori:

Sal 78,25 "l'uomo mangiò il pane degli angeli, diede loro cibo in abbondanza."



"Il vigore della vita del Padre gli sarà nel corpo . Sarà per i viventi il mangiare con uomo a scendere , che sarà per aiutare nel mondo . Luce del Potente racchiuderà . Avrà il potere al mondo della vita . La potenza sorgerà da dentro ; vedrete !"

"Il vigore della vita del Padre gli sarà nel corpo.
Sarà per i viventi il mangiare con uomo a scendere, che sarà per aiutare nel mondo.
Luce potente racchiuderà.
Avrà il potere al mondo della vita.
La potenza sorgerà da dentro; vedrete!
"

Gesù, cioè assevera che anche con il criptato del versetto che cita dell’A.T. diceva che Pane dal Cielo è un uomo "che discende dal cielo e dà la vita al mondo."

Gesù, poi, nella discussione (Gv. 6,44-45a) cita un altro versetto dell’A.T.: "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio."

Questa citazione ammaestrati da Dio è coincidente a discepoli del Signore porta a Is. 54,13: "Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli."

La cui decriptazione è:

"Reca la rettitudine nel cuore.
Ad inviarla sarà a tutti i viventi!
A portare l’aiuto sarà il Signore che recherà nei corpi dentro la risurrezione. Del Potente porterà i viventi figli, essendo retti.
"

Il criptato spiega che alla risurrezione saremo tutti figli di Dio Padre in quanto avremo la stessa sostanza, cioè la rettitudine.

Gesù prosegue e conclude: "Io sono il pane della vita". (Gv. 6,48)

Il "pane venuto dal cielo", il "pane della vita" sono immagini che Gesù propone in relazione al discorso, nei versetti prima citati, sulla manna che Dio dette dal cielo per cibo agli ebrei nell’esodo prima di entrare nella terra promessa.
Con gli ebrei usciti dall’Egitto, monoteisti, era uscita anche una gran massa di gente promiscua che li aveva seguiti che erano attenti e alla cosmogonia egiziana che conoscevano ed i segni di Dio dovevano essere chiari anche per loro e dovevano dire con chiarezza che venivano dal cielo.

Nei geroglifici egiziani la volta del cielo , è una tavola con quattro piedi e del cielo esistono due forme:
  • la maschile "il cielo PT" che ha sopra il segno del cielo i segni consonantici di P di T, cioè, una pietra e un pane;
  • la femminile "la cielo NUT" che ha gli stessi segni con la sola variazione d’un orcio per la biconsonante NU al posto della P di prima; l’orcio NU è N + due Iod; quindi l’orcio si può immaginare pieno di energia N e di vita Iod (in ebraico due Iod e una N è vino ).
Questo pane, e quest’acqua con l’energia del cielo e/o vino, o questa pietra del cielo che si trovano in modo così radicale sia nell’A.T che nel N.T. rimasero perciò nell’immaginario ebraico; si pensi infatti:
  • per l’A.T., all’acqua del diluvio, al vino subito dopo prodotto da Noè, alla manna, alle tavole di pietra della legge, all’arca (su cui c’erano i cherubini e dentro c’erano le tavole di pietra e la manna), ai pani dell’offerta che stavano davanti al Santo dei Santi, al vino del kiddush all’entrata del sabato che porta al cielo;
  • per il N.T., il pane e il vino, l’acqua del battesimo che ha un’energia divina per la discesa dell’invocato Spirito Santo;
  • in entrambi l’idea del banchetto escatologico in cielo ove si mangerà anche il pane di Dio.
Nel libro della Genesi, dopo il diluvio, promette un’acqua dal cielo che salva con l’arcobaleno sulle acque cioè con il Cristo che darà energia alle acque stesse, poi ci fu l’avviso con una torre che arrivava al cielo e che cadde (torre di Babele), pioveranno pietre dal cielo, e dal cielo poi vennero le tavole della legge: "Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della Testimonianza, tavole di pietra scritte dal dito di Dio." (Es 31,18)

E se Dio si mette a scrivere qualcosa è certo che non scaverà le pietre su cui scrivere, ma anch’esse pioveranno dal cielo. (L’espressione "dito di Dio" si trova nei rotoli e negli scritti egizi.)

E di quei segni del "cielo PT" e "cielo NUT" Egizio mancava a raccolta solo il pane, ma "quello vero" che viene dal cielo di sopra, non quello come la manna trasportato nel cielo dal vento, sia pure per volere di Dio, né quello messo come segno nella tenda della Testimonianza, ma un pane spirituale, come spirituali erano le acque del diluvio e le tavole scritte da Dio.

Incuriosito dal tema, e certo che la Genesi è una guida alla lettura di tutta la Bibbia, sono andato ad esplorare, subito dopo il diluvio (in cui aveva adito l’espressione NUT) quando per la prima volta appaiono vicine le lettere PT nell’episodio della torre di Babele ove Dio entrava in lizza nel mondo del demonio, ma con criteri diversi da quelli del diluvio.
à ho trovato il seguente interessante versetto di cui apro la seconda parte: (Gen. 11,9) "Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra."



Il versetto con riferimento a quanto sopra dice:

"Dalla casa di due Serpenti il Signore farà sorgere un PT , così del Potente aprirà la luce ( = ) dei precetti . Mosè () ai viviventi nel mondo da bocca di Iahwèh si alzerà . Le acque sarà ad aprire per portarli al mondo ."

"Dalla casa di due Serpenti il Signore farà sorgere un PT, così del Potente aprirà la luce dei precetti.
Mosè ai viventi nel mondo da bocca di Iahwèh si alzerà. Le acque sarà ad aprire per portarli al mondo.
"

La casa dei due serpenti è la tribù dei Leviti; infatti, padre e madre di Mosè erano Leviti, come riferisce il libro dell’Esodo: "Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi." (Es. 2,1)
Cioè il diluvio e la torre di Babele sono episodi che manifestano l’intervento del cielo nella storia del mondo, il primo con la parte femminile NUT, causa delle inondazioni benefiche del Nilo, ed il secondo episodio con il cielo maschile PT e profetizzano interventi liberatori dell’Esodo.

Questo segno PT Egiziano del "il cielo maschile", ci parla di Mosè e l’ebraismo, in quanto ricordano anche:
  • l'altare del Santuario, il tavolo delle offerte oltre che l’arca;
  • le pietre per la costruzione del tempio.
Le lettere ebraiche ci dicono di PT , che questi "la parola scrive ", e rafforza quel midrash su Mosè sulla la bocca segnata "bocca segnata " dal fuoco e appunto balbettava; il "fuoco la bocca a segnato " è un predicato proprio della parola in cui si trovato il PT e che è importante.
In quel versetto appare oltre a PT anche di cui ho parlato colloquiando con i vangeli sulla tempesta sedata.
L'evangelista Giovanni è il più sensibile degli evangelisti a questa tensione sul "pane vivo" (forse perché già discepolo del Battista e quindi aveva frequentato Qumran ove si cercava di restare fedeli alle radici) ed è l'unico che riporta il discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao e che usa le seguenti espressioni incalzanti:
  • Gv. 6,32 "...non Mosè, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo."
  • Gv. 6,33 "...il pane di Dio è quello che scende dal cielo."
  • Gv. 6,35 "Io sono il pane della vita."
  • Gv. 6,41 "Io sono il pane che è disceso dal cielo.".
Degli altri evangelisti Luca prima della parabola di Gesù sugli invitati ad una grande cena, che raffigura quella escatologica che si farà in cielo, riporta l’osservazione d’un commensale: "Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio" (Lc. 14,15b) a conferma che nell’ebraismo di allora l’idea di questo pane era fortemente radicata.
Nella preghiera del "Padre Nostro" per i cristiani quello del pane del cielo è ormai tensione giornaliera: "Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra, dacci oggi il nostro pane quotidiano."

Matteo (15,32-39) riporta anche un’altra moltiplicazione dei pani quando Gesù sta per andare nella zona di Tiro e Sidone dopo aver guarito la figlia d’una Cananea - che lo prega di dare almeno le briciole di pane ai cagnolini = pagani - e tale episodio prepara questa seconda moltiplicazione, che la tradizione, appunto, ascrive a profezia d’apertura della parola di Dio - spezzare il pane - ai pagani.
Gesù nei pressi del mare di Galilea va verso il monte, si raccoglie una folla con malati, li guarisce e poi compie il segno, sfama la folla, sale sulla barca e va nella regione di Magadan; in questa occasione gli uomini sono 4000, i pani 7, pochi pesci e raccolgono 7 sporte piene.

Come prima prendo le parole chiave in ebraico e le decripto:
  • "Quattromila uomini": "Iniziarono in un corpo dentro a vedere che di Dio la Parola in un uomo era a vivere ."
  • "Sette pani": "L’illuminò che dentro dall’alto chiuso il Vivente stava in un vivente "
  • "Pochi pesci": "in seno (), che per amore , d’aiuto in cammino è tra i viventi ."
  • "Il resto": "Fu un segno per le menti /teste ."
  • "Sette sporte piene": "Accese dentro l’azione nel cuore degli apostoli che il primo è dei viventi in cui la pienezza c’è della vita ."
Anche questo messaggio ha un senso ed è congruente.

"Iniziarono in un corpo dentro a vedere che di Dio la Parola in un uomo era a vivere."
"L’illuminò che dentro dall’alto chiuso il Vivente stava in un vivente in seno, che per amore, d’aiuto in cammino era tra i viventi."
"Fu un segno per le menti."
"Accese dentro l’azione nel cuore degli apostoli che il primo è dei viventi in cui la pienezza c’è della vita."
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