VANGELI, PROFEZIE ATTUATE DAL CRISTO
di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb
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1 - IL PROLOGO E GIOVANNI BATTISTA
Procedo ad una lettura particolare dei segni del primo versetto del Genesi riferendomi a Gesù Cristo.

Gen. 1,1 "In principio Dio creò il cielo e la terra."
























"In principio




(





vedi Ez. 37,11) fu

il tutto

dal Figlio


Unigenito

di Dio


ad uscire

.
Fu

la vita

a venire


(



).
Uscì

la Luce

che la vita

è

dei viventi

.
E

venne



in terra



."

Di seguito, togliendo i segni si ha:

"
In principio fu il tutto dal Figlio Unigenito di Dio ad uscire.
Fu la vita a venire.
Uscì la Luce che la vita è dei viventi.
E venne in terra."

Il primo versetto della Genesi, come la tradizione si attende e come Giovanni, nel Vangelo che prende da lui il nome, ha ben inteso, contiene nei segni la profezia del prologo, infatti:

"
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio; tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini" (Gv. 1,1-3)

San Giustino, nato a Sichem in Samaria nel 100 d.C., filosofo cristiano, martirizzato a Roma sotto Marco Aurelio tra il 163 ed il 167 d.C., evidentemente in relazione a questo versetto del Cap. 1° del Genesi, nella II Apologia, al Cap. VI scrive: "Il Padre dell'Universo, essendo non generato, non ha nome: dargli un nome equivale ad ammettere uno più antico di lui, che abbia imposto il nome stesso. I vocaboli di Padre, Dio, Creatore, Signore, padrone, non sono nomi, ma designazioni suggerite dai benefici e dalle opere di lui. Il figlio poi di lui, il solo chiamato figlio, il Verbo, coesistente generato prima della creazione allorquando
al principio Dio per mezzo di lui creò e ordinò tutte le cose, è chiamato il Cristo per essere stato unto e per avere Iddio per mezzo suo ordinato l'universo."

Provo un’altra variante di decriptazione del 1° versetto del Genesi:






















"Da dentro

la mente/testa

originò

la luce

.
Fu

per il segno/disegno

il Figlio


Unigenito

da Dio


ad uscire

.
Fu

la vita

a venire


(



).
Uscì

la Luce

che la vita

è

dei viventi

.
E

venne



in terra



."

"
Da dentro la mente originò la luce. Fu per il disegno il Figlio Unigenito da Dio ad uscire. Fu la vita a venire. Uscì la Luce che la vita è dei viventi. E venne in terra."
Questa variante ha stretti collegamenti teologici con l'ultimo versetto del prologo di Giovanni (Gv. 1,8.18): "Dio nessuno l'ha mai visto; proprio
il Figlio Unigenito che sta nel seno del Padre, lui lo ha rivelato."

Qui di seguito li evidenzio:
Giovanni 1,18 e 8 |
Genesi 1,1 decriptato |
- il Figlio Unigenito |
- il Figlio Unigenito |
- che sta nel seno del Padre |
- Da dentro la mente originò la luce dell'Esistenza |
- lui lo ha rivelato |
- da Dio uscì (cioè lo rivela) |
In Lui era la vita |
- Uscì la Luce |
E la vita era la luce degli uomini |
che la vita è dei viventi |
Il prologo di San Giovanni su cui si basa la teologia della rivelazione del Figlio Unigenito, di fatto, si apre e si chiude con la lettura con il metodo dei segni di Gen. 1,1.

Applico, ora, il metodo dei segni al versetto dopo il prologo del Vangelo di Giovanni, in cui cita Isaia (40,3) cui si rifanno anche altri Evangelisti
Is. 40,3 "
Una voce grida: Nel deserto preparate la via al Signore appianate nella steppa la strada per il nostro Dio."


































Esame della forma:
Isaia è grande profeta, cultore della parola e rispetta i canoni formali della Torah. Si vede il Nome Iahwèh




e s’intravedono 4 titoli costituiti da 4

perciò si parla del capo dei Serpenti di Dio; è Dio in terra, è l'emanazione di Iahweh, è Iahweh in terra. Teologicamente c'è una sola sostanza e due persone.
Esame con i segni:
"Si versi

il Servo

(In Egiziano il bastone girato è il servo) Potente

.
Si versi

portandosi

in un corpo

del Padre


in un vivente

la Parola



.
Il Verbo

degli angeli

rechi

d’aiuto

in un corpo

la rettitudine

.
Il Signore




che è

la Luce

in un corpo

la porti

ad accendere



.
Dentro

vi entri

la vita

piena

.
Del Potente

entri

la potenza

.
La divinità


nel mondo

sia

a dimorare


(



)."

E, senza interruzioni:

"
Si versi il Servo Potente.
Si versi portandosi in un corpo del Padre in un vivente la Parola.
Il Verbo degli angeli rechi per aiutare in un corpo la rettitudine.
Il Signore, che è la Luce, in un corpo la porti ad accendere.
Dentro v’entri la vita piena; del Potente entri la potenza.
La divinità nel mondo sia a dimorare."

Il Vangelo di Marco lo fa precedere da un versetto del profeta Malachia (3,1), che ho letto con i segni:

"
Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti."











































































Si vede il Nome Iahwèh




,
si vede il Nome A'don




.
Si intravedono 6 titoli costituiti dagli ideogrammi di potenza

; in definitiva due presenze, perciò anche in questo caso si parla di Dio e del capo dei Serpenti di Dio, cioè Dio in terra.
È sostanzialmente come in quel versetto di Isaia appena esaminato; teologicamente c'è una sostanza e due persone.
Questo versetto è richiamato nel Vangelo di Matteo (11,10) in cui Gesù, indicando Giovanni Battista, dice che quel versetto di Malachia parla del precursore.

Riporto la decriptazione, ma ometto per snellezza la dimostrazione.

"
Uscì un energico inviato (Giovanni Battista)
che era l’illuminazione del Potente a racchiudere; ambasciatore era,
si portò a parlare energicamente per aprire il cammino del Potente.
(Che) in una persona era a portarsi la Parola indicò (disse che):
- l'Unigenito in vita era venuto;
- Dio al mondo era;
- della rettitudine la potenza portava al mondo.
Il Signore, l'Unigenito, il Principe dell’Unico, puro, all'acqua dentro si rovesciò (Battesimo di Gesù).
Ad illuminare furono i viventi portati dal messaggero.
Uscì, che il Figlio era; l'indicò l'Unico.Il Principe dell’Unico puro innocente sceso era in un vivente, uscì inviato al mondo da casa; l'Unico lo disse. (Sul fatto che)
il Signore veniva giù dentro, l'Unico recò il segno."

Il Vangelo di Marco sottolinea: "
E si sentì una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto." (Mc. 1,11)