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DECRIPTARE LA BIBBIA...

 
LA PERLA NASCOSTA NEL ROTOLO DI RUT
DEL CANONE EBRAICO

di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb



    parti precedenti:

INTRODUZIONE »
RUT CAP. 1 - UN POPOLO VIENE PARTORITO »
ANTEFATTI AL MIRACOLO DEL MAR ROSSO - Testo decriptato »
MIRACOLO DEL MAR ROSSO - Testo decriptato »
RITORNO AI LAGHI AMARI - Testo decriptato »
CONCLUSIONI »

RUT CAP. 2 - UN POPOLO CHE SI DISSETA DELLA PAROLA

Il Capitolo 1 di Rut ha riportato frettolosamente nel decriptato dell’ultimo versetto (Rt. 1,22) il racconto dell’acqua fatta scaturire dalla roccia, episodio che si trova al Capitolo 17 del libro dell’Esodo, ove si parla del monte Horeb.
Per la maggior parte dei commentatori il percorso tradizionale del cammino degli ebrei fuoriusciti dall’Egitto si sarebbe sviluppato verso il Sud dei laghi Amari, per arrivare al monte Sinai, ma tale scenario non è congruente con tale Horeb e col Capitolo 18 dell’Esodo stesso ove è raccontato d’uno scontro con gli Amaliciti.
Questi, infatti, hanno una collocazione ad est e a sud-est della Giudea, il che rafforza l’idea che il vero monte Horeb potrebbe non essere quello ritenuto, a sud della penisola del Sinai, bensì a nord est di questa, cioè a sud della Palestina (si parla di una collina detta monte Karcorum o monte dello zafferano).
Anche ciò rafforza la tesi portata avanti con "La risurrezione dei primogeniti" a cui rimando.
Nel racconto c’è l’accenno chiaro a tutta la problematica di rendere un popolo solo le due realtà inconciliabili, quelle degli Israeliti ben incarnati nella cultura egiziana e la massa di raccogliticci portata via dall’Egitto, causa della reazione del Faraone.
Interessante è che pure il decriptato del Capitolo 2 di Rut racconta l’episodio degli Amaleciti e con lo stesso sviluppo del racconto del libro dell’Esodo.
Il popolo fatto uscire dall’Egitto, sembra proprio che fino allora non avesse visto ancora nulla della potenza di Iahwèh, come se non fosse stato presente assieme ai primogeniti al miracolo del Mar Rosso.
La stessa fuoriuscita dell’acqua dalla roccia dell’Horeb poteva essere sembrato un fatto naturale - come le quaglie e la manna, di cui peraltro il decriptato non parla (dice solo che il Signore li sfamò) - anche se raro ed opportuno.
La vittoria sugli Amaleciti fu in effetti per loro un primo fatto inspiegabile.
Viene pure precisato che l’inimicizia degli Amaleciti fu per il dominio delle acque.
Nel decriptato di Rut è poi data molta importanza all’episodio dell’acqua guizzata dalla roccia dell’Horeb che in pratica sostituisce quello della consegna della legge; l’acqua che guizza fuori è la parola = ..
C’è poi l’incontro con Ietro, che è sviluppato nel Capitolo 18 dell’Esodo stesso.
Ietro era del paese di Madian, confinante a nord con gli Amaleciti; perciò anche quest’episodio sarebbe congruente con la tesi del monte Horeb in posizione non tradizionale, ma a sud del Negheb e a nord della penisola del Sinai.
In definitiva salta agli occhi la mancanza di tutto il racconto della consegna della legge, del vitello d’oro e di accenni alla descrizione della tenda del convegno, preparatoria alla problematica della costruzione del futuro Primo Tempio.
Non basta, v’è l’episodio degli esploratori che entrarono a spiare la terra promessa, del loro racconto, del lungo rinvio all’entrata finché non morirono tutti quelli della generazione precedente.
Il Capitolo 2 si conclude con l’entrata nella terra promessa, col passaggio all’asciutto del Giordano con davanti l’arca.
Riporto di seguito nelle varie parti il decriptato dopo aver dato qui di seguito la dimostrazione del primo versetto.

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