
DECRIPTARE LA BIBBIA...

IL CARRO DI FUOCO DI EZECHIELE: UFO E/O MACCHINA DEL TEMPO?
di Alessandro Conti Puorger per Edicolaweb

Con il ritrovato metodo della lettura dei segni, di cui ho detto nella rubrica "Decriptare le lettere parlanti delle sacre scritture ebraiche", ho voluto provare a sondare il seguente racconto e ne ho ottenuto una storia eccezionalmente affascinante; il tutto rispettando sempre integralmente i criteri del metodo di "Parlano le lettere".

EZECHIELE CAPITOLO 1
Nabucodonosor, dopo la conquista di Gerusalemme del 597 a.C., deportò a Babilonia molti ebrei, tra cui Ezechiele (in ebraico: "Dio conforta") figlio del sacerdote Buzi.
Erano tutti uomini di qualità che quel monarca riteneva utili per la loro sapienza e furono fatti insediare a Tel Aviv (in accadico "colle del diluvio") sulle rive del canale Chebar, affluente dell’Eufrate presso l’antica città di Nippur.
In tale luogo Ezechiele, nel 593 a.C., sentì la chiamata del Signore e l’invito ad iniziare la propria attività di profeta.
Molte di tali notizie si attingono proprio dal libro del profeta Ezechiele dell’Antico Testamento:

"Il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebar, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. Il cinque del mese - era l’anno quinto della deportazione del re Ioiachin - la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebar. Qui fu sopra di lui la mano del Signore." (Ez 1,1-3)

Questa chiamata ha inizio con la visione della "gloria di Dio" che gli appare sul "carro di fuoco", la cui descrizione impegna tutto il Capitolo I° del suddetto libro del profeta Ezechiele.
Il senso immediato è che il Signore non s’è dimenticato del suo popolo e viene a riprendere i deportati, dovunque questi si trovino e, di fatto, suscita il profeta Ezechiele che così l’annuncia e ne rende concreta la speranza del reinsediamento a Gerusalemme, che storicamente si concretizzò con l’editto di Ciro nel 538 a.C..

Ho così ottenuto un testo di secondo livello dalle pagine della Torah che fornisce uno spaccato che tenta di risolvere a livello di profezia molti enigmi suscitati dalle curiosità e dalla fantasia dell’uomo ansioso di conoscere il proprio domani.
Nel caso specifico, come in altri casi, sono profezie sulla vita del Cristo, che rispondono pienamente alle attese per la loro ampiezza e robustezza, ma che nel contempo aprono ad una prospettiva sugli eventi finali.
La continuità e le sequenze logiche del testo che così ho rinvenuto con la lettura dei segni rende ancora una volta giustizia alla chiave di lettura ritrovata e oltre a dar luogo ad un protovangelo apre ad idee interessanti.

Riporto di seguito la decriptazione con dimostrazione dei primi tre versetti di questo Capitolo I di Ezechiele:

Ez 1,1 "Il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebar, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine."

   
  
  
  
   
    
 
    
   

   
   
   
   
   
 
 
 

"Riportati
saranno
dal mondo
per stare
a casa
.
Nel terzo
 
saranno
salvati

(  ).
Tra gli angeli
entreranno
ad abitare
le moltitudini che

stanno
nella rovina
 .
Da dentro
le tombe
vive
risorte
usciranno
per la potenza
nuova
 
portata
dall’Unigenito
Il frutto
 
della croce
da cui portò
la rettitudine
nel mondo
a scorrere
si porterà
in potenza
.
Uscirà
dall’innalzato

(  )
un fiume
 
di rettitudine
.
Dentro
i corpi
l’energia
soffiata
dal Crocifisso
dalle tombe
porterà
fuori
risorti
i viventi
,
che saranno
da vivi
portati
l’Unico
a vedere
  .
A vivere
con il corpo
nell’Unico
li porterà
il Crocefisso
.
In Dio

entreranno
a stare
i viventi
."

Ez 1,2 "Il cinque del mese - era l’anno quinto della deportazione del re Ioachin -"

    
  
   
    
  
 
  
    

"Da dentro
la quinta costola
 
aperta
la potenza
nuova
 
ad uscire
sarà
dall’Unigenito
.
Uscirà
per rinnovare
  .
Riuscì
dalla tomba
vivo
risorto
colui che era stato
crocifisso
.
Del Potente
,
rivelò

(  ),
avrebbe portato
tutti
ad entrare
nel Regno
  .
Vi saranno
portati
a stare
per la rettitudine
che con forza
invierà
."

Ez 1,3 "la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebar. Qui fu sopra di lui la mano del Signore."

   
  
  
  


  

  
 
 
  
  


  
  
 
 
 

"Ad uscire
fu
per entrare
nel mondo
per farsi giudeo
  .
Dentro
un corpo
il Signore
   .
La divinità

fu
in un petto
(  )
a versare
.
Dio

da figlio

si portò
.
Con questi
fu
ad entrare
la rettitudine
nel mondo
inviata
dentro
la terra
  .
La rettitudine
dall’Onnipotente
 
alla Madre
dall’alto

inviò
per generare

(  )
un retto
figlio

portandosi
finalmente
dal mondo
spazzerà

(  )
il serpente
recando
la risurrezione
ai viventi
sarà
la mano
di Iahwèh
   ."

Riporto tutto di seguito l'inizio del racconto che risulta dalla decriptazione.

Ez 1,1
"Riportati saranno dal mondo per stare a casa.
Nel terzo (giorno) saranno salvati (terzo per l’umanità = ottavo del mondo).
Tra gli angeli entreranno ad abitare le moltitudini che stanno nella rovina.
Da dentro le tombe vive, risorte, usciranno per la potenza nuova portata dall’Unigenito.
Il frutto della croce da cui portò la rettitudine nel mondo a scorrere si riporterà in potenza, uscirà dall’innalzato un fiume di rettitudine.
Dentro i corpi l’energia soffiata dal Crocifisso dalle tombe porterà fuori risorti i viventi, che saranno da vivi portati l’Unico a vedere.
A vivere con il corpo nell’Unico li porterà il Crocefisso.
In Dio entreranno a stare i viventi."

Ez 1,2
"Da dentro la quinta costola (cioè dal costato) aperta la potenza nuova ad uscire sarà dall’Unigenito.
Uscirà per rinnovare.
Riuscì dalla tomba vivo risorto colui che era stato crocifisso.
Del Potente, rivelò, avrebbe portato tutti ad entrare nel Regno.
Vi saranno portati a stare per la rettitudine che con forza invierà."

Ez 1,3
"Ad uscire fu per entrare nel mondo per farsi giudeo.
Dentro un corpo il Signore la divinità fu in un petto a versare.
Dio da figlio in una casa si portò.
Con questi fu ad entrare la rettitudine nel mondo inviata dentro la terra.
La rettitudine l’Onnipotente alla Madre dall’alto inviò per generare un retto figlio; portandosi finalmente dal mondo spazzerà il serpente recando la risurrezione ai viventi; sarà la mano di Iahwèh."

PRIMA PARTE DELLA VISIONE: UNA TEOFANIA
Abbiamo per ora considerati i fatti nudi e crudi e poi il decriptato che rivela l'intento, pure da parte di questo profeta, in definitiva d'annunciare l'epopea del Messia, come in definitiva è lo scopo di tutti i testi dell'Antico Testamento.
Ezechiele, comunque, ebbe una visione, cioè un’esperienza mistica di Dio che gli si manifestò; cioè ebbe una personale teofania.
Questo inizio con la visione è però anche un avviso al lettore che può cimentarsi alla decriptazione, perché essendo annunciata nel testo esterno una visione può cercare di dipanare i misteri anche non leggendo in modo convenzionale.
A tale riguardo rimando in particolare a "Chi legge doppio è brillo"; infatti il decriptare di fatto è una lettura da sogno, appunto da visione.

C’è infatti il discorso chiaro d’Isaia (Is 29,11.12): "Per voi ogni visione sarà come le Parole di un libro sigillato; si dà ad uno che sappia leggere dicendogli: Leggilo. Ma quegli risponde: Non posso perché è sigillato. Oppure si dà il libro a chi non sa leggerlo dicendogli: Leggilo, ma quegli risponde: Non so leggere." che è in linea con quanto sostengo.
Cioè una visione è un libro sigillato, quindi da decriptare.

Isaia parla chiaro, c’è un I° ed un II° livello di lettura, uno normale, cioè il saper leggere usuale ed uno speciale, per leggere il sigillato, per il quale occorre avere una particolare iniziazione e, chi non sa leggere, non supera il I° livello e chi legge soltanto quanto ufficiale, non supera il II°.

Tornando però al racconto esterno d'Isaia questi sta raccontando d'aver avuto la visione dei cieli aperti e di quattro esseri su un carro di gloria e su questo, su un trono pure di gloria, l’immagine di un uomo.
Per i cristiani è il figlio dell’uomo - figlio di Dio, Gesù Cristo, e per gli ebrei la figura dell’archetipo dell’uomo l’Adam Kadmon, l’uomo pensato da Dio prima del peccato.
Questa visione divenne oggetto della speculazione mistica del Merkavah.
La descrizione della visione è di totale impatto, atta a descrivere con parole umane immagini mai viste prima dall’uomo capaci di suscitare emozioni non comuni e perciò extraterrestri.

Riporto la descrizione dal 4 al 12:

Ez 1,4-12 "Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinio di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente. Al centro apparvero la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte egli zoccoli dei loro piedi erano come zoccoli dei piedi d’un vitello, splendente come lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé. Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra, e ognuno dei quattro, fattezze d’aquila. Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e muovendosi non si voltavano indietro."

DIO E GLI EXTRATERRESTRI
Chi crede in Dio, unico creatore del cielo e della terra e delle innumerevole galassie di stelle e pianeti e altre realtà celesti, non può escludere che nella Sua infinita possibilità sussista la volontà di vita anche su altri mondi e quindi, di altre intelligenze che in definitiva pure in Lui riconoscono la "paternità" della propria vita, perciò simili, fratelli, in altri pianeti del creato.
Con ciò non può obiettarsi ad opinioni su iniziative di esseri evoluti che sentono l'esigenza di annunci di verità acquisite per il progredire di culture in tutto il creato.
E ciò che passa per la logica non si può escludere senza prove contrarie.
Nel Vangelo di Giovanni, peraltro, vi è una frase di Gesù che apre tutto uno spaccato di ipotesi sul tema:

"E ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore." Gv 10,16

Questo Dio ha creato il tempo e lo spazio, ma senza esserne vincolato.
La speranza dei mistici tra gli uomini e gli tra alieni, se vi sono, è quella di vederlo e di passare alla Sue "dimensioni".
Cioè attendono che vi sia un'ulteriore crescita o comunque un avvicinamento da parte Sua per un contatto più ravvicinato.
Cioè o noi o Lui dobbiamo fare un viaggio nel nostro spazio e nel nostro tempo per uscirne.
La fantascienza è stata spesso molla di scoperte che l'ortodossia col suo lento e pesante incedere ha accettato solo dopo secoli di negazioni.
Si pensi all'idea del volo, accarezzata per millenni dall'uomo, o alla possibilità di parlare, praticamente in tempo reale, con altri uomini agli antipodi o anche in capsule spaziali.
Nel contempo illustri scienziati da decenni stanno sondando con approcci teorici raffinati la possibilità di percorrere il tempo nelle due direzioni.
Cioè l'idea nata da tempi non recenti è entrata ormai nell'immaginario collettivo per una macchina del tempo o di raggiungere velocità superiori a quelle della luce per accedere ad altri mondi in tempi contenuti con le possibilità umane.
Molte idee-speranze degli uomini di oggi non sono però diverse da quelle dei tempi di Ezechiele anche se sono passati oltre 25 secoli.
Ogni uomo più o meno inconsciamente si attende che un bel giorno debba entrare in una avventura mai prima affrontata e che un viaggio più o meno rapido fuori dal tempo lo dovrà pur fare.
Questo uomo, se non cade nel nulla, ma accoglie rivelazioni o idee religiose, può domandarsi quali saranno le modalità ed il mezzo.
È in pratica anche la domanda dei faraoni di 5000 anni fa.
Anche prima dei tempi di Cheope pensavano ad un viaggio con apposita nave che partendo da un canale vicino alla piramide, che ne conteneva il corpo, s'incanalava nel Nilo e s'innestava all'orizzonte, in un preciso giorno, nella via lattea per portarsi alla costellazione di Orione e… oltre.
Problematiche del genere sono simili a quelle che hanno mosso i profeti dell'A.T. che desideravano contatti (ravvicinati) faccia a faccia con Dio.
Certo non si poteva ardire molto in modo esplicito in quanto era chiaro che l'uomo più di tanto non poteva colmare da solo la distanza con Dio, ma occorreva un avvicinamento per volontà divina.
Nulla allora si sapeva del DNA, ma era evidente che un qualcosa nella genetica dell'uomo doveva però modificarsi per intervento diretto del Creatore con l'innesto della "natura divina" nella natura umana per sviluppi a nuove dimensioni atte a rendere possibile la visione ravvicinata.
Occorreva perciò un ponte.
Caronte, con la sua barca, è un mito antico che preannuncia anche nel mondo greco-romano una sentita esigenza ed il tentativo di spiegazione e di ricerca del supero dei confini spazio-temporali.
Nel mondo ebraico la risposta in definitiva fu il Messia.
Pur se negli scritti canonici della Bibbia ebraica, col livello della sola lettura ortodossa esterna, tale attesa è veramente molto contenuta, nelle letture di secondo livello, cioè per decriptazione, ove i filosofi, mistici e profeti, così colloquiavano tra loro, questa era molto ardita e diffusa.

DECRIPTAZIONE PRIMA PARTE VISIONE EZ 1,4-12
ANNUNCIO AVVENTO DEL SIGNORE
Ez 1,4 "Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinio di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente."

    
 
  
 
   

 
  
 
  
   
 
  
   
  
    
  

   

"Si portò
l’Unigenito
in un corpo
desideroso
 
d’inviare
al mondo
lo Spirito
  .
Nella buca
del nemico

entrò
dentro
.
Dell’Unico
nel mondo
in un vivente
l’energia
entrò
.
Giù
il Verbo
si portò
dell’angelo
alla vista
per inviare
l’energia
.
Scapperà
l’essere impuro

(  )
che il serpente
portò
.
Il peccare
 
finirà
.
Il serpente
rovescerà
,
ne strapperà

(  )
la portata
energia. Per scappare
uscirà
il serpente
e
la conversione

(  )
sarà
dentro
a portarsi
negli uomini

e
la rettitudine
rientrerà
.
La rettitudine
,
azione
sarà
d’energia
.
Usciranno
dalle tombe
risorti
i viventi
.
Il serpente
negli uomini

porterà
a spengere

( 
l’Unigenito
con la risurrezione
."

Ez 1,5 "Al centro apparvero la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l’aspetto: avevano sembianza umana"

  
 
  
    
 
  
  
  
     

"Ed
agli uomini

la portata
rettitudine
uscita
dal sangue

portato
dalla croce
dall’Unigenito
nelle moltitudini

avrà agito
.
Dal mondo
saranno
a portarsi
nel Crocifisso
che porterà
questi
fuori
vivi
con il corpo
dall’Unico
.
Saranno
ad entrare
tra gli angeli
da simili
   .
Gli uomini
 
dal Potente
entreranno
,
gli angeli
dal mondo
."

Ez 1,6 "e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali."


  
   
   
  
  
     

"E
l’Unigenito
tutti
a casa
vedranno
uscendo
in faccia
tra angeli
.
Fu
dai viventi
per il serpente
il fratello

crocifisso
,
ma
unico
nel corpo
dentro
gli agiva
la rettitudine
che inviò
col soffio
.
Rifù
in vita
col rifiuto

per strappare

(  )
il serpente
fuori
dai viventi
."

Ez 1,7 "Le loro gambe erano diritte egli zoccoli dei loro piedi erano come zoccoli dei piedi d’un vitello, splendente come lucido bronzo."

  
    
 
 
 
    
 
  
 
      
 
   

"Si portò
col corpo
a rivelarsi

(  )
nell’esistenza
del mondo
.
Ai viventi
(quel) corpo
rivelò

(  )
che era stato
risorto
.
Da (quel) corpo
fuori
portò
la rettitudine
che a fruttificare

(  )
rivelò

(  )
sarà
nel mondo
.
Dalla piaga

(  )
la rettitudine
soffiò
.
In piedi
 
lo rividero
,
a rivelare

(  )
portò
agli apostoli
che su
saliva
.
Fu
la piaga

(  )
una sorgente
 
per inviare
nelle tombe
la risurrezione
che alla fine
rovescerà
con potenza
il serpente
…"

Ez 1,8 "Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d’uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali,"

     
    
    
   

    
  
 
   
      

"… che portò
nell’esistenza
l’essere impuro

(  ),
che l’uomo
 
tra i morti

stringe
con oppressione
 ,
inviando
il soffio
a stare
nel mondo
del male agire
 
dalle origini
nelle moltitudini
 .
Nel tempo

dai corpi/popoli
le preghiere
 
uscirono
che la vita
si riportasse
nelle persone

(  )
essendo
uscita
dai viventi
.
Per recare
della rettitudine
l’energia
il Verbo
fu
ad entrare
in pienezza
 
in un corpo
dentro
nel tempo

a vivere
."

Ez 1,9 "e queste ali erano unite l’una all’altra. Mentre avanzavano si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé."

 

 
   
  

    
   

 
   
  
   

"Nel grembo

del corpo
di una scelta
donna
 
la divinità

l’Unico
annunciò

(  )
che al segno
entrerà
.
Così
un angelo
a parlare
fu
nel mondo
alla Madre
che la potenza
dell’Unico
sarebbe stata
a riempirla
dentro
.
Per recare
dentro
la potenza
della rettitudine
,
indicò
l’angelo
che in uomo
 
Dio

tra gli ebrei
 
nella persona

(  )
starà
e
sarà
in cammino

a portarsi
."

Ez 1,10 "Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d’uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra, e ognuno dei quattro, fattezze d’aquila."

 
  
     
   

  
  
 
 
   
    
     
      

"E
per impedire/sbarrare
il morire
 
delle persone

(  )
fu
ad entrare
a vivere
in una persona

(  ).
Fu
in un uomo
 
a portare
il Verbo
l’energia
.
Fu
l’Unigenito
in un corpo
a stare
.
Entrò
la divinità

nel mondo
.
Nei giorni
 
l’energia
del Potente
iniziò
in un corpo
.
In una casa
si vide
una pura

portare
il Verbo
.
Per l’angelo
(ribelle) era
un fuoco
a recare
nel corpo
;
i viventi
del mondo
risorgerà
.
L’Unico
portò
al serpente
da rifiuto
 ,
in un corpo
dentro
al tempo

l’inviò
."

Ez 1,11 "Le loro ali erano spiegate verso l’alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo."

 
    
  
  
    
   
     
     
      

   
    

"Si portò
il Verbo
per i lamenti

usciti
dai viventi
e
la retta
energia
che soffiare
fu
;
entrata
nella Madre
fece frutto

(  );
l’aiuto
portò
la pura

perché

(  )
dall’alto

entrasse
il Potente
.
In un uomo
 
alla luce
finalmente
fu
;
nelle midolla

gli si portò
dentro
al corpo
.
E
un segno
dell’Unico
ci fu
di gioia
 
che d’indicazione
fu
ai viventi
che un vivente
di rettitudine
pieno
si portava
.
Il segno
venne

(  )
per chi in cammino
portatosi
era
,
d’indicazione
furono
gli angeli
che uscirono
."

Ez 1,12 "Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e muovendosi non si voltavano indietro."

  
 
  
 

  
  
 

   
   
  

  
   

"E
in un uomo
 
Dio

agiva
dentro
al corpo
.
In una persona

(  )
s’era
portato
.
Era stata
da una sposa

(  )
portata
la divinità
 .
Da una donna

(  )
dal corpo
era
uscita
.
Era
nel mondo
il Nome

entrato
.
Nel mondo
lo Spirito
 
del Potente
in cammino

finalmente
c’era
,
al serpente
così
portava
il rifiuto

all’esistenza
.
In giro
la rettitudine
porta
;
distruggerà

(  )
così
alla fine
l’angelo
."

Di seguito, si leggere la pagina di un vangelo, cioè l'annuncio della buona notizia dell'avvento del Signore con articolati chiarimenti ed argomentazioni teologici.

Ez 1,4
"Si portò l’Unigenito in un corpo desideroso d’inviare al mondo lo Spirito.
Nella buca del nemico entrò dentro.
Dell’Unico nel mondo in un vivente l’energia entrò.
Giù il Verbo si portò dell’angelo alla vista per inviare l’energia.
Scapperà l’essere impuro che il serpente portò.
Il peccare finirà.
Il serpente rovescerà, ne strapperà la portata energia.
Per scappare uscirà il serpente e la conversione sarà dentro a portarsi negli uomini e la rettitudine rientrerà.
La rettitudine, azione sarà d’energia.
Usciranno dalle tombe risorti i viventi.
Il serpente negli uomini porterà a spegnere l’Unigenito con la risurrezione."

Ez 1,5
"Ed agli uomini la portata rettitudine uscita dal sangue portato dalla croce dall’Unigenito nelle moltitudini avrà agito.
Dal mondo saranno a portarsi nel Crocifisso che porterà questi fuori vivi con il corpo dall’Unico.
Saranno ad entrare tra gli angeli da simili.
Gli uomini dal Potente entreranno, gli angeli dal mondo."

Ez 1,6
"E l’Unigenito tutti a casa vedranno uscendo in faccia tra gli angeli.
Fu dai viventi per il serpente il fratello crocifisso, ma unico nel corpo dentro gli agiva la rettitudine che inviò col soffio. Rifù in vita col rifiuto per strappare il serpente fuori dai viventi."

Ez 1,7
"Si portò col corpo a rivelarsi nell’esistenza del mondo.
Ai viventi (quel) corpo rivelò che era stato risorto.
Da (quel) corpo fuori portò la rettitudine che a fruttificare rivelò sarà nel mondo.
Dalla piaga la rettitudine soffiò.
In piedi lo rividero, a rivelare portò agli apostoli che su saliva.
Fu la piaga una sorgente per inviare nelle tombe la risurrezione che alla fine rovescerà con potenza il serpente …"

Ez 1,8
"… che portò nell’esistenza l’essere impuro, che l’uomo tra i morti stringe con oppressione, inviando il soffio a stare nel mondo del male agire dalle origini nelle moltitudini.
Nel tempo dai corpi/popoli le preghiere uscirono che la vita si riportasse nelle persone essendo uscita dai viventi.
Per recare della rettitudine l’energia il Verbo fu ad entrare in pienezza in un corpo dentro nel tempo a vivere."

Ez 1,9
"Nel grembo del corpo di una scelta donna la divinità l’Unico annunciò che al segno entrerà.
Così un angelo a parlare fu nel mondo alla Madre che la potenza dell’Unico sarebbe stata a riempirla dentro.
Per recare dentro la potenza della rettitudine, indicò l’angelo che in uomo Dio tra gli ebrei nella persona starà e sarà in cammino a portarsi."

Ez 1,10
"E per impedire/sbarrare il morire delle persone fu ad entrare a vivere in una persona.
Fu in un uomo a portare il Verbo l’energia.
Fu l’Unigenito in un corpo a stare.
Entrò la divinità nel mondo.
Nei giorni l’energia del Potente iniziò in un corpo.
In una casa si vide una pura portare il Verbo.
Per l’angelo (ribelle) era un fuoco a recare nel corpo; i viventi del mondo risorgerà.
L’Unico portò al serpente il rifiuto, in un corpo dentro al tempo l’inviò."

Ez 1,11
"Si portò il Verbo per i lamenti usciti dai viventi e la retta energia che soffiata fu, entrata nella Madre fece frutto; l’aiuto portò la pura perché dall’alto entrasse il Potente.
In un uomo alla luce finalmente fu; nelle midolla gli si portò dentro al corpo.
E un segno dell’Unico ci fu di gioia che d’indicazione fu ai viventi che un vivente di rettitudine pieno si portava.
Il segno venne per chi in cammino portatosi era, d’indicazione furono gli angeli che uscirono."

Ez 1,12
"E in un uomo Dio agiva dentro al corpo; in una persona s’era portato.
Era stata da una sposa portata la divinità.
Da una donna dal corpo era uscita.
Era nel mondo il Nome entrato.
Nel mondo lo Spirito del Potente in cammino finalmente c’era, al serpente così si portava il rifiuto all’esistenza.
In giro la rettitudine porta; distruggerà così alla fine l’angelo."

Ecco che la prima parte della visione è una preparazione che chiarisce come l'uomo può sperare di aver parte della stessa natura degli angeli e come il Cristo ponte è la risposta intima della teologia all'uomo per farlo crescere alla divinità auspicata.
Si è così verificato come dalla decriptazione, seguendo lettera per lettera si ottiene uno squarcio della visione altrimenti impenetrabile.
Si trova una pagina che ha contatti con le profezie esterne dell'A.T., con i testi dei Vangeli ed alle visioni dell'Apocalisse di Giovanni non contrarie al comune credere ed all'ortodossia, ma che allarga la risposta alle domande ataviche dell'uomo del "da dove vieni, chi sei, dove vai".
C'è un punto iniziale e finale della storia del mondo e del singolo uomo che per l'ortodossia passa attraverso Dio, ma l'ortodossia non può dire oltre.
Certo però è che, comunque gli uomini ed i profeti dell'A.T. e poi del N.T. si sono interrogati e si sono date risposte meditate.
Col decriptato si trovano risposte a livello di visione e di sogno che allargano e giustificano le attese a problematiche di confine.

DECRIPTAZIONE SECONDA PARTE VISIONE EZ 1,13-28
UN VIAGGIO OLTRE IL TEMPO
Il racconto della visione procede in modo incalzante, con immagini rutilanti, che indubbiamente hanno del fantastico, e che aprono accostamenti con testimonianze di visioni di UFO sulle quali molto è stato scritto.

La descrizione di Ezechiele, infatti, così continua:

Ez 1,13-28 "Tra questi esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. Gli esseri andavano e venivano come un baleno. Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro. Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutte e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un’altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni, senza bisogno di voltare nel muoversi. La loro circonferenza era assai grande e i cerchi tutti e quattro erano pieni d’occhi tutt’intorno. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e egualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote. Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote egualmente si alzavano, perché lo spirito dell’essere vivente era nelle ruote. Al disopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile a un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l’una conto l’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando esse si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto di un accampamento. Quando poi si fermavano ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al disopra del firmamento che era sulle loro teste. Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l’elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore il cui aspetto era simile a quello dell’arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale m’apparve l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che mi parlava."

Procedo come per la prima parte alla decriptazione fino al versetto 28, fine del Capitolo I di Ezechiele.

Ez 1,13 "Tra questi esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori."

 
    
   
   

  
    
   
    
 
  
 
 
 
  
   
 
     

"E
nel sangue

ha recato
il segno
che rientra
la vita

al riportarsi
dell’integrità

nel corpo
.
Nell’Unigenito
,
essendo
entrata
la vita
retta
,
il vigore

del Potente
ricominciò
accendere
dentro
l’azione
(settimo
  )
nel corpo
,
e
dalla croce
la rettitudine
con l’acqua
videro
 
uscire
guizzante
per riscattarli

(  );
era
la Madre
che usciva
!
Fu
il primo
che dai morti

riuscì
in cammino
 .
Il Crocifisso
a casa
fu
dagli apostoli
a rientrare
vivo

(  )
e
tutto
si portò
in splendore
  .
Il Potente
,
all’Unigenito
la risurrezione
portò
per rivivere
,
l’energia
rientrò
nell’Unigenito
in dono
 ;
la portò
giù
il Padre

che nel corpo
gliela rovesciò
."

Ez 1,14 "Gli esseri andavano e venivano come un baleno."

  
   
  
  
     

"E
nel mondo
per la vita

riportare
il Crocifisso
col corpo
salirà
per riportarsi
dall’Unico
,
ma
tornerà
  ;
(intanto) la retta
Madre
le menti/teste
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