LA RISURREZIONE DEI PRIMOGENITI
di Alessandro Conti Puorger
per Edicolaweb
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GIACOBBE ALLO YABBOK
Quanto detto sulla squadra dei primogeniti, che ha avuto spunto dalla lettura con i segni dell’episodio del "Sacrificio d’Isacco", di cui ho detto all’inizio, risulta anche da altri testi.
Riporto la lettura con i segni dell'accennato episodio di Giacobbe allo Yabbok (Gn32,23-31); 9 versetti tutti connessi e conseguenti.
Di questi fornisco subito il decriptato tutto di seguito.

Gn32,23. Si portò Iahwèh ad abbattere la vita nelle case.
Di notte uscì (proprio) Lui per portare con forza il rovesciamento.
Nei posti chiusi i primogeniti finì.
Luminoso il segno (sulle porte) è per l'energia che dalla Luce è portata, (mentre) porta a venire fuoco che finisce le esistenze, col bruciante soffio strappate via sono portate.
E i primogeniti i segnati fratelli protessero.
In azione i principi forti potenti la protezione sono a recare e sono degli ebrei i primogeniti tutti, in seno dentro alla contesa versati.

Gn32,24. E furono a versarsi con calore.
E furono gli Ebrei a centinaia ad uscire guidati da Levi.
In azione con i figli primogeniti designati iniziò alla luce un corpo potente a portarsi.

Gn32,25. Ed è a portarsi il prescelto corpo, con forza in azione si versò, dentro dagli Egiziani da solo si recò.
E sono stati dai padri versati all'Unico per essere di salvezza delle vite portandosi alla vista dei serpenti.
Si portano tutti fuori all'aurora.

Gn32,26. Si portarono ad essere in vista così alla forza degli Egiziani i primogeniti.
Furono tutti i gli Egiziani a portarsi poiché sono stati afflitti nel pianto, a fil di spada (contro) i deboli portano.
Ed al suono di tromba così in faccia al confine sono in azione.
Versati da dentro le case, usciti dai padri per una speranza al popolo portare...

Gn32,27. …che a portarsi (il popolo) fu per primo agli "amari". Liberamente a vagare inviati furono i vasi forti, agirono potenti fuori, in campo aperto all'alba portati furono; (poi) si riporteranno i primogeniti agli "amari".
Gli Egiziani i primogeniti iniziano ad attirare.
Da amo così furono i primogeniti alle acque.
Figli retti di Tanis (della città di Menfi) sono.

Gn32,28. Mi si portino i forti!
Disse Dio il giorno che uscì a bruciare i viventi.
Così a portarsi furono i primogeniti.
Un vivente corpo con forza in azione rovesciò dentro (in Egitto).

Gn32,29. E furono prima (d’andare) agli "Amari" degli Egiziani i primogeniti ad essere in vista.
Si versarono dentro forti uniti alle acque di Ra.
Ed alla porta (vicino al fortino Migdal dove c’era la porta in Egitto per la via dei Filistei ) s’accese una strage forte.
Pur tuttavia d'Israele la coppa fu superstite.
Agì alle acque Dio.
Aperte furono le acque. Ed al popolo i primogeniti inviati in dono in vita ha riportato da segno riportandoli tutti.

Gn32,30. E sono furono risorti da Dio.
Furono alla fine riportati.
Furono i primogeniti agli "amari".
In campo in cammino una forte mano uscì agli inviati.
Dell'Unico il Nome così li portò a stare uniti agli "amari".
I serpenti/gli Egiziani dalla vita uscirono.
Colpiti in campo finiti dalla Luce di Dio che la potenza dai cieli portò.
Furono i figli nell'afflizione segnati, recati dall'alba al tramonto.

Gn32,31. E furono gli Egiziani abbattuti, visti spazzati rovesciati dentro dalla Luce nell'acqua; uscì (infatti) alle acque a sorgere davanti la forza di Dio.
Così fu che il corpo dei primogeniti fu segnato nell'esistenza.
Dio ha aperto il mare! Parlano gli inviati che sono vivi:
"Dio davanti al mare ha portato il segno. Salvatore delle loro vite è stato."

Gn32,32. "E fu lo straniero fiaccato dal potente bastone in campo dell'illuminato Mosè, il retto, primo duce ebreo, a cui venne il soffio d'energia portato da Dio.
E di Lui la protezione agì dall'alto.
Fu il corpo così a riportarsi."

Gn32,33. "Agì in cammino da retto Mosè, l'inviato del Potente.
Iniziò con forza ad unire tutti, a condurre i figli fu d'Israele dal primo all'ultimo, nel cammino fu una mano aperta.
Dimenticò il popolo presto questi fatti ai primi calore barcollarono.
Rettamente parlò in campo con forza il capo retto della comunità.
Fu con bastone l'acqua ad aprire colpendo, ad uscì così con forza l’energia, a scorrere, si vide dentro a coppe nelle bocche essere del popolo/corpo così per la forte azione.
A versarsi dalle case dentro in cammino furono per l'aiuto uscito dall'Inviato Mosè, illuminato nel mondo."
Tutto unito, ci presenta un discorso veramente illuminante comprovante quanto era andato emergendo, prova esauriente, sotto tutti gli aspetti, della validità della ricerca.
Si noti come dall'uscita dalle case si perviene alla divisione dei due gruppi, ma senza contrasto con i versetti dell'Esodo, anzi con conferme e chiarimenti.
Qui di seguito c’è la prova della decriptazione ottenuta utilizzando rigidamente il metodo delle lettere parlanti (solo per il primo versetto porto accanto al decriptato tutti i segni ebraici, per gli altri solo quando vi sono due o più lettere unite).

Gn32,23. Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passo il guado dello Yabbok.



















































"Si portò

Iahwèh

ad abbattere

la vita

nelle case

.
Di notte



uscì (proprio) Lui



per portare

con forza

il rovesciamento

.
Nei posti chiusi

i primogeniti

finì

.
Luminoso

il segno

(sulle porte) è

per l'energia

che dalla Luce

è

portata

(mentre) porta

a venire


(



)
fuoco

che finisce

le esistenze

,
col bruciante

soffio

strappate via


(



)
sono

portate

.
E

i primogeniti

i segnati

fratelli


protessero

.
In azione

i principi


forti

potenti

la protezione

sono

a recare

e

sono

degli ebrei



i primogeniti

tutti

,
in seno


(



)
dentro

alla contesa



versati

."
Gn32,24. Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi.























"E furono a versarsi con calore


(



).
E furono gli Ebrei



a centinaia


(



)
ad uscire guidati


(



)
da Levi



.
In azione con i figli


primogeniti designati iniziò alla luce un corpo potente a portarsi."
Gn32,25. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora.


























"Ed è a portarsi il prescelto corpo, con forza in azione si versò, dentro dai serpenti / dagli Egiziani da solo


si recò. E sono stati dai padri


versati all'Unico per essere di salvezza
(



= Gesù) delle vite portandosi alla vista dei serpenti. Si portano tutti fuori all'aurora



."
Gn32,26. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì alla articolazione del femore, l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.


































"Si portarono ad essere in vista


così alla forza agli Egiziani / al serpente i primogeniti. Furono tutti


i serpenti / gli Egiziani a portarsi poiché

sono stati afflitti


(



)
nel pianto


(



)
a fil di spada


(contro) i deboli


(



)
si portano. Ed al suono di tromba



così in faccia al confine



(




)
sono in azione. Versati

da dentro le case

,
usciti

dai padri


per una speranza


al popolo


portare

."
Gn32,27. Quegli gli disse: "Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora. Giacobbe rispose non ti lascerò se non mi avrai benedetto!"
































"…che a portarsi (il popolo) fu per primo agli 'amari'


.
Liberamente a vagare



inviati furono i vasi forti, agirono potenti fuori, in campo aperto all'alba



portati furono; (poi) si riporteranno i primogeniti agli 'amari'


.
I serpenti/gli Egiziani i primogeniti iniziano a tirar fuori


(



- cioè ad attirare). Da amo


così furono i primogeniti alle acque. Figli


retti

di Tanis (della citta di Menfi)


sono."
Gn32,28. Gli domandò: Come ti chiami? Rispose: Giacobbe.



















"Mi si portino i forti! Disse



Dio


il giorno



che uscì a bruciare i viventi. Così a portarsi furono i primogeniti. Un vivente corpo con forza in azione rovesciò dentro (in Egitto)."
Gn32,29. Riprese non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!











































"E furono prima (di andare) agli 'Amari'


dei serpenti/degli Egiziani i primogeniti ad essere in vista.
Si versarono dentro forti uniti alle acque di Ra


(Egitto). Ed alla porta (vicino al fortino Migdal dove c’era la porta in Egitto per la via dei Filistei) si accese una strage



forte

.
Pur tuttavia


d'Israele





la coppa

fu

superstite




.
Agì alle acque Dio


.
Aperte furono le acque. Ed al popolo


i primogeniti inviati in dono


in vita ha riportato da segno riportandoli tutti


."
Gn32,30. Giacobbe allora gli chiese: Dimmi il tuo nome. Gli rispose: Perché mi chiedi il nome? E qui lo benedisse.







-

































"E sono furono risorti da Dio


.
Furono alla fine



riportati. Furono i primogeniti agli 'amari'


.
In campo in cammino una forte mano uscì agli inviati.
Dell'Unico il Nome


così li portò a stare uniti agli 'amari'


.
I serpenti / gli Egiziani dalla vita uscirono. Colpiti in campo finiti dalla Luce di Dio


che la potenza dai cieli



portò. Furono i figli


nell'afflizione


(



)
segnati, recati dall'alba

al tramonto

."
Gn32,31. Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel: Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva.










































"E furono (gli Egiziani) abbattuti, visti


(



)
spazzati


(



)
rovesciati dentro dalla Luce nell'acqua. Uscì (infatti) alle acque a sorgere



davanti


(



)
la forza

di Dio


.
Così fu che il corpo dei primogeniti fu segnato nell'esistenza.
Dio

ha aperto il mare


!
Parlano gli inviati che sono vivi: Dio


davanti


(



)
al mare


ha portato il segno. Salvatore



delle (loro) vite è stato."
Gn32,32. Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca.





























"E fu lo straniero


fiaccato


dal potente bastone

in campo dell'illuminato Mosè


,
il retto, primo duce


ebreo



,
a cui venne


(



)
il soffio d'energia portato da Dio


.
E di Lui



la protezione


agì dall'alto


.
Fu il corpo così a riportarsi."
Gn32,33. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico che copre l'articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.



















































"Agì in cammino


da retto (Mosè), l'inviato del Potente. Iniziò con forza ad unire tutti


,
a condurre i figli


fu d'Israele





dal primo all'ultimo, nel cammino fu una mano aperta. Dimenticò



(il popolo presto questi fatti) ai primi calore barcollarono



.
Rettamente parlò in campo con forza il capo retto della comunità



.
Fu con bastone l'acqua ad aprire colpendo, ad uscì così con forza l’energia, a scorrere, si vide dentro a coppe nelle bocche essere del popolo/corpo così per la forte azione. Da versarsi dalle case dentro in cammino furono per l'aiuto uscito dall'Inviato (Mosè), illuminato nel mondo."

Quel particolare "delle acque di Ra" trovato nella traduzione del versetto Gn32,29 è veramente illuminante e conferma l’idea:
"E furono prima (d’andare)
agli 'Amari' degli Egiziani i primogeniti ad essere in vista.
Si versano dentro forti uniti alle acque di Ra.
Ed alla porta si accese una strage forte, ma d'Israele la coppa è superstite.
Agì alle acque Dio.
Aperte furono le acque."

Si descrive un contatto con morti da entrambi le parti alla porta di Migdol; il corpo dei primogeniti fu inseguito e s’insinuò lungo il tombolo della laguna del Mare Sardonis - o di canne - e lì avvenne il rovesciamento per intervento divino.
Infatti, il ramo più orientale del Nilo, che irrigava la terra di Goshen, ramo ora scomparso, ad eccezione di alcuni rami occupati da canali di opera posteriore, si staccava dal Nilo di fronte ad Heliopolis, città del Dio sole Ra, piegando a nord-est.
Nel punto in cui toccava Bubastis, dimora della dea gatta Bast, partiva verso est il Canale "dell'acqua dolce", che fiancheggiava lo Uadi Tumilat fino ai laghi Amari ed era costeggiato dalla più importante strada antica verso il Sinai centrale e meridionale.
Le acque di Ra, a circa 32 Km da Bubastis, seguendo la corrente verso lo sbocco nel Mediterraneo, cambiavano nome; divenivano "le acque di Avaris" in corrispondenza di Rouaty "Bocca delle due vie" dove era sorta appunto la città detta Avaris al congiungimento delle strade per Canan e quella per il Sinai, ed era la porta orientale d'Egitto, dove passavano tutte le carovane.
Lì, "alle acque di Ra", alla porta, "si accende strage", cioè, si accende un primo combattimento che trova vittoriosi i primogeniti, poi le forze veloci, i cavalieri Egiziani, convocati dall'interno del paese, li rincorrono e, in serata, li raggiungono al Mare di Canne.
Gli Egiziani credono di inseguire tutti i fuoriusciti; poi, all'alba, inizia la giornata conclusiva del miracolo dell'apertura del Mare.
Il capovolgimento di fronte fu un miracolo; il soffio di Dio al momento opportuno fu ad intervenire.
La laguna del Mare Sardonis - o di canne - era un posto dove cambiava spesso il vento, infatti: (Es14,21) E il Signore durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero.

Mare di canne



richiama la parola




tempesta (Vedi Osea 8,7); quindi era anche un mare tempestoso.
Il gruppo dei primogeniti evidentemente uscì dalle proprie case, salutando le famiglie che li consegnarono in mano a Dio, all’inizio della notte del 14 di Nisan in cui passò l’angelo sterminatore, ed i familiari li rincontrarono alle acque amare dopo tre giorni:
- il 14 di Nisan giorno di scorribanda dei primogeniti nel paese per farsi rincorrere dagli Egiziani alla sera s’accamparono a Pi-Akirot;
- il 15 di Nisan (Nm 33,3), partenza del popolo per gli Amari, scontro dei primogeniti con gli Egiziani e apertura del Mare di canne;
- il 16 di Nisan, giorno di cammino per andare agli Amari e incontro con il gruppo di Aronne ed i congiunti.
Questa è la radice di tutte le profezie del risuscitare dopo tre giorni, il tempo cioè che i primogeniti sono stati "davanti a Dio", lontani dai familiari, dati per morti, ma tornati vivi nonostante il potente nemico.
Si comprende così il pathos attribuito a tale numero, con i giorni passati da Giona nella balena e, infine, da Gesù Cristo nella tomba.
Il fatto che la radice dei tre giorni stia proprio nel momento dell'apertura del Mare, cioè nell'evento pasquale fondante l'ebraismo, è garanzia d’autenticità.
Tutte le altre profezie di tale circostanza, dovunque vengano tratte, prendono origine da questo brano che è il più antico.
Sta il fatto che dopo "il canto di vittoria" di Mosè si legge: Mosè fece levare l'accampamento
d'Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur.
Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. (Es15,22)
Occorsero tre giorni perché tutti quelli che erano usciti dall'Egitto fossero insieme nello stesso punto ed appare il problema dell'acqua di cui si trova traccia nel criptato del versetto Gn 32.33.
Nel criptato del versetto Gn 32,25 abbiamo trovato:

"E sono stati dai padri


versati all'Unico per essere di salvezza



delle vite portandosi alla vista degli Egiziani".

Gesù



si legge in trasparenza.
I primogeniti sono come Gesù.
Se i padri ebrei per fede hanno "consacrato a Dio i primogeniti" per la salvezza di tutti, Dio Padre come non consacrerà il proprio figlio Unigenito



per la salvezza di tutti gli uomini?
La fede di Abramo in Dio ha portato frutto.
Tutti i padri Ebrei hanno consacrato, come Abramo fece con Isacco, i primogeniti al Signore, disposti a sacrificarli.
A questo punto è chiaro che lo stesso sacrificio di Isacco può essere figura, midrash di questo sacrificio nella fede da parte di un intero popolo, quel racconto sembra illuminare la legge del riscatto - sostituzione prescritta (Es13,13 e 34,20).
Nelle tradizioni giudaiche, su Isacco, peraltro, si racconta:
I suoi occhi erano stati colpiti dalle lacrime degli angeli, che erano cadute su di lui mentre essi piangevano ed egli aspettava di essere ucciso.
Ed Isacco è il primogenito



,
lo piangono


(



)
per il corpo

(che sarà sacrificato), figura di Gesù Cristo il cui sacrificio ebbe luogo dando compimento alle prescrizioni della legge antica e l'episodio della strage degli innocenti dei Vangeli forse ricorda il sacrificio dei quei primogeniti, figli d'Israele.
Un popolo per nascere libero alla fede di Iahwèh è stato disposto a sacrificare i propri figli migliori.
La risposta di Dio alla fede del popolo d'Israele, di cui quella di Abramo è figura, è auspicata ed è attesa; viene scritta in forma criptata nell'Esodo poi trasformata in profezie, in frasi, in midrash nella Genesi, piccoli accenni sempre più intensi, ma Dio è l'ispiratore di questa fede e risponderà con l'incarnazione del Figlio Unigenito piegandosi alle speranze del popolo.
Una ulteriore conferma a questa idea dei due gruppi di cui solo quello dei primogeniti fu spettatore e attore nel miracolo detto "del Mar Rosso" si ottiene anche dalla lettura per decriptazione del primo Capitolo del "Cantico dei Cantici"; ma di ciò parleremo in altra occasione.
a.contipuorger@tin.it