
VISTI IN TV

Roswell
di Lily Familiari Ayo
Cosa si prova ad essere stranieri in terra straniera? Paura, dubbio, confusione. Con i protagonisti della serie televisiva "Roswell" entriamo nella loro mente, vivendo braccati, costretti a dosare ogni parola, ogni sguardo, per non essere scoperti. Siamo nella omonima cittadina del New Mexico famosa nel mondo per l’UFO crash del 1947, e ci poniamo un interrogativo: e se la storia fosse diversa da quella che ci hanno raccontato? Cosa sarebbe successo se qualcuno degli extraterrestri a bordo della astronave che si schiantò nel deserto fosse in qualche modo sopravvissuto? Gli sceneggiatori ipotizzano che tre discendenti - sopravvissuti al crash in capsule criogeniche - dell’equipaggio (del cui vero destino solo la fantasia, fino ad oggi, ci ha raccontato qualcosa) siano stati adottati da famiglie terrestri e vivano come normali teenagers. Gli eventi evolvono e uno di loro, Max, deve usare i suoi poteri per salvare la vita di una compagna di scuola, Liz, di cui è segretamente innamorato. Lo sceriffo, in cerca di riscatto per la memoria del padre che negli anni Cinquanta era stato screditato (una trasposizione della vicenda reale vissuta dal maggiore Jesse Marcel e suo figlio J. Marcel Jr.), vuole dimostrare che gli ET esistono e avvia una indagine serrata sui tre giovani, dei quali sospetta. Ma i ragazzi non sono soli: indizi frammentari svelano che almeno un altro essere come loro è sulla Terra, ma... All’intricata situazione si aggiungono i servizi segreti... Attori giovani e convincenti, ambientazione che riproduce bene la miope e ricca provincia rurale, ritmo passabile e, naturalmente, la forte connotazione tematica, fanno di "Roswell" un grande successo, negli USA. L’idea di fondo, per noi, è di una fiction cui viene dato un tono psicologico non del tutto scontato, che anzi adombra l’idea che anche il serial "Roswell" sia stato programmato per preparare il pubblico alla consapevolezza che gli ET siano fra noi.

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