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LA MINACCIA FANTASMA
di Pablo Ayo
In un mondo come il nostro, in cui i mass media e gli apparecchi multimediali annullano le distanze e rendono reale ciò che è virtuale, La Minaccia Fantasma diventa una summa di momenti topici, brani di vita vissuta non sulla nostra pelle, ma nell'inconscio collettivo. Stralci, frammenti, flashback continui. Il Senato stellare riunito a Coruscant rifiuta di aiutare la regina Amidala contro i droidi invasori della Federazione dei Mercanti. Flash. L'Assemblea delle Nazioni Unite si rifiuta di intervenire in difesa delle minoranze Curde. Flash. Nel pianeta desertico Tatooine i Podracers (gli "sgusci") sfrecciano a velocità incredibili, in una corsa organizzata dal boss locale Jabba the Hutt. Flash. La Ferrari di Schumaker vince al Nurburgring, in un mare di pioggia tedesca. Flash. Anakin Skywalker saluta per l'ultima volta la madre prima di abbandonare Tatooine. È un addio alla sua condizione di schiavo, ma anche all'infanzia e alla sua innocenza, che perderà per sempre quando il destino lo porterà ad abbracciare il Lato Oscuro della Forza. Flash. A Miami, in America, il piccolo Elian Gonzales viene strappato dalle braccia della zia per essere riportato coattivamente al papà adottivo, a Cuba.
Ciò che ha decretato il successo di Guerre Stellari, anche nella trilogia precedente, è la sua attualità. Sotto la vertigine degli effetti speciali e delle scene d'azione, riusciamo a ritrovare, flash-by-flash, fotogramma dopo fotogramma, frammenti di vita già visti e perciò in qualche modo familiari. Certo, chi adora i film intimisti o di tipo intellettuale si troverà sicuramente a disagio nei canyons di Tatooine o tra i palazzi neoclassici di Naboo. La Minaccia Fantasma è un film costruito "ad hoc" per un pubblico di adolescenti, per stessa ammissione degli autori. Ma dannatamente bene, e se nei primi cinque minuti qualcuno storce il naso, alla fine della proiezione persino i cinquantenni si alzano soddisfatti. A patto di non chiedere a Star Wars quello che non può dare: l'interazione umana tra i personaggi è appena accennata (peccato!), le gags comiche di Jar Jar Binks un po' stolide e il protagonista del film è il piccolo Anakin (Jake Lloyd) sinceramente un tantino antipatico. Eppure l'azione possiede il mordente tipico dei film di Lucas, il ritmo è quasi sempre adrenalinico e l'universo di Star Wars è ricreato alla perfezione, credibile e reale come quello che abbiamo imparato a conoscere anni fa. A chi non è piaciuta La Minaccia Fantasma rispetto alla prima trilogia fa difetto la memoria: personalmente sono andato al cinema a rivedere la versione rimasterizzata del Primo Star Wars, di una noia tremenda. La nostra mente tende, col tempo, a canonicizzare ed abbellire anche ciò che, in fin dei conti, era normale. Certo, per il 1978, Star Wars fu grande, perché inaugurò il fantasy del Terzo Millennio, ma oggi ci abbiamo fatto l'abitudine, persino negli spot pubblicitari. Eppure, vedere Ewan McGregor/Obi Wan montare in collera di fronte al corpo del suo maestro a terra e tempestare Darth Maul di fendenti con la spada laser, mentre in sottofondo la musica di John Williams cresce d'intensità e un coro di quasi cento persone intona a tutto volume "Duel of the Fates" in sanscrito… credetemi, è qualcosa che dà i brividi. E che vale la pena di vedere, almeno una volta, anche sul piccolo schermo.

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