
HERA Miti - Civiltà scomparse - Misteri archeologici

HERA - n. 101 Giugno 2008
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EDITORIALE:

Non vogliamo distruggere la vostra speranza,
ma saremmo infinitamente orgogliosi
di aiutarvi ad abbattere le vostre illusioni.

Dopo i festeggiamenti del Numero D'Oro, a proposito Vi ringraziamo di cuore, siete stati numerosi e assidui come e più del solito, anzi molto di più, in questo numero Vi proponiamo come Focus, l'approfondimento dei misteri del Deserto del Gobi, che non sono pochi, né da sottovalutare. La novità dell'ultima ora consiste nelle affermazioni di Padre José G. Funes direttore della Specola Vaticana, il quale ha dichiarato che è possibile credere in Dio e negli extraterrestri...
Già si profila l'ipotesi che tale esternazione, lungi dal costituire una novità per chi si interessi di ricerche misteriche o ufologiche, possa costituire una sorta di anticipazione (le strutture ecclesiastiche ogni tanto si sono esercitate in tale prassi) della divulgazione da parte di altri soggetti di scoperte o notizie (magari, finora omesse taciute o occultate) sulla portata delle quali l'istituzione cattolica si è, in tal modo, per così dire, "coperta" mediaticamente.
Non sono in grado, come nessuno ragionevolmente, di offrire riferimenti sufficientemente certi sull'argomento, ma credo sia giusto non partire mai dal pregiudizio nell'analizzare quanto ci viene rivolto o comunicato e pertanto, senza diffidenza alcuna, e con la migliore disposizione d'animo che conosciamo, che è l'ascolto libero e la cronaca fedele, raccoglieremo per voi, in prima persona, quanto esternato in queste ultime ore.
Tanto per rimanere in tema di convinzioni religiose e non, devo una breve risposta al lettore Eugenio P. che si lamenta di una lettera di un altro lettore e di un editoriale del direttore che mi ha preceduto, nonché degli articoli del nostro collaboratore Alfredo Di Prinzio, che, a suo dire, offenderebbero la sua religiosità di cattolico. Gentile Eugenio, la diversa interpretazione dei simboli della fede cattolica che viene offerta in qualche pagina della nostra rivista da qualche collaboratore, o nelle lettere dei lettori (e tengo a sottolineare che sarebbe sbagliato presumere che il direttore sia d'accordo con qualsiasi concetto venga pubblicato sul giornale, da qualsiasi collaboratore) non può e non deve essere ritenuta un'offesa da nessuno. È proprio una posizione di questo tipo, voler inibire a chi non la pensa come noi il diritto di esprimere le sue posizioni (Lei sostanzialmente nella Sua lettera ci rimprovera di pubblicare alcuni articoli) che finisce per divenire l'anticamera di quei roghi che Lei paventa si rivolgano oggi contro i cristiani, bellamente dimenticando o volendo sminuire con la scusa del tempo trascorso, che, proprio noi cristiani, e sottolineo noi, li abbiamo fatti davvero e ce li portiamo ancora oggi dolorosamente sulla coscienza. Ognuno di noi ha la sua ricerca, la sua strada da percorrere, gentile sig. Eugenio, ascoltiamo gli altri con l'apertura della tolleranza, accettiamo il dialogo anche quando avviene in toni umoristici, scherzosi o sarcastici, perché anche questi toni sono l'antitesi della violenza e della prevaricazione, e, come Diogene, con la nostra lanterna in mano continuiamo a cercare l'Uomo. Perché se troveremo l'Uomo, sia pure con tutte le sue contraddizioni, le sue luci e le sue ombre, ci ritroveremo nella maggior misura possibile, vicini a Dio, per chi ci crede, alla Verità per tutti gli altri.
A proposito venite numerosi il 5 luglio a Milano, alle ore 10.00, presso l'Istituto Onnicomprensivo ad ammirare, per la prima volta in Italia, il Teschio del Destino, il teschio di cristallo che ha ispirato il IV episodio della saga di Indiana Jones, noi ci saremo.
A tutti, buona lettura, amici del dubbio e della verità.


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