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CERCANDO IL GRAAL...

 
BUON ANNO, MADRE TERRA!

di Antonio Bruno
per Edicolaweb

 

Sono convinto che per nutrire con un certo ottimismo la speranza di risolvere i problemi globali di fronte ai quali si trova l'umanità all'inizio di questo nuovo millennio, sia assolutamente indispensabile mutare radicalmente il nostro modo concettuale di porsi di fronte al pianeta che ci ospita.

Espressioni come "sviluppo sostenibile", "equa distribuzione delle risorse", "problema ambientale", ecc. non possano più far parte solo di un complesso cliché dell'apparire, in ossequio ad una doverosa moda dell'ecologia buonista, ma debbano appartenere ad una profonda e radicale mutazione della nostra coscienza, che deve caratterizzarsi assolutamente come "coscienza dell'essere". In questo senso, il passo fondamentale di tale basilare mutamento concettuale è assumere in via di principio e come certezza radicata che la Terra "è un essere vivente" e che noi, su di esso, "siamo solo organismi potenzialmente compatibili" ma nient'affatto necessari.

Come pulci arroganti, ci siamo sovrapposti ai ritmi vitali della Terra interferendo con essi in ogni modo. Mentre le civiltà antiche di ogni continente avvertivano questa grande verità ed onoravano sia spiritualmente che interiormente la "simbiosi" con il nostro pianeta, il nostro tempo ha gradualmente perso questo contatto vitale scambiandolo per superstizione e relegandone gli afflati più profondi nel novero delle bazzeccole retrograde.
Ci siamo abbagliati di tecnicismo e non abbiamo capito che, per quanto benessere scienza e tecnica potessero apportare alla nostra vita, esso sarebbe stato del tutto controproducente, sui lunghi tempi, se ci fossimo dimenticati del "legame vitale" che ci unisce al nostro pianeta. Un po' come se tutto l'equipaggio di una nave si affannasse a lucidare, lodare ed ammirare la sala macchine senza preoccuparsi della rotta o, al massimo, lanciandole un'occhiata distratta.

Adesso, al termine di un'unità temporale a nostro uso e consumo chiamata "anno", siamo di fronte ad un'altra pieni di dubbi e interrogativi. Molti sentono di avere "la coscienza sporca", come bambini che hanno fatto delle grosse marachelle, ma ormai non sanno più cosa fare. Del resto, questo nostro grande essere planetario di cui siamo ospiti, sta dando chiari segni di inquietudine e, soprattutto, di "vita". Sì, perché la Terra È UN PIANETA VIVO, assolutamente vivo... La vitalità di un essere, però, non è una cosa statica, insensibile, asettica, ed il nostro pianeta è ben lontano dall'essere quell'insieme di ecosistemi e di geologia "meccanici" che la scienza positivista vorrebbe!
Non si tratta solo di leggi fisiche e meccaniche, astronomiche ed astrofisiche, no... Il nostro pianeta è anche ENERGIA, VIBRAZIONE, COSCIENZA, e se non capiremo al più presto questo recuperando il vero senso dell'interazione con esso, ne verremo prima o poi scalzati!
Che cosa siamo, noi, senza la Terra? Nulla. Cos'è la Terra senza di noi? Un pianeta "felice"!
Se, infatti, a puro titolo speculativo, dovessimo figurarci la "serenità" di un pianeta, ditemi voi per quale ragione la Terra dovrebbe essere più felice di averci sul groppone...
Abbiamo detto che la Terra "è un essere vivente", giusto? E, allora, guardiamo un attimo tutti gli esseri viventi che conosciamo, a partire da noi stessi, e ditemi quale fra essi è felice di sopportare una quantità sempre crescente di parassiti fastidiosi e letali!
A costo di apparire troppo new-age, non mi stancherò di ripetere che la Terra e noi siamo una cosa sola e che "è nostro dovere", come con una partner, capire cosa le piace e cosa no.
La Terra ha le sue energie, il suo "carattere", e noi non possiamo fregarcene ancora a lungo del linguaggio che esprime attraverso le molteplici manifestazioni del suo essere.
Atmosfera, campo magnetico, energie tettoniche, meteorologiche, ecc... sono tutte manifestazioni della vitalità del nostro pianeta, una vitalità che io dichiaro senza paura essere COSCIENTE!
Fino a quando l'arroganza della scienza dei piccoli uomini vorrà dimenticarsene?
Ci sono terremoti disastrosi, maremoti, strani fenomeni di "inquietudine geologica"? Beh, ci sono sempre stati, fan parte della normale vitalità ed attività del nostro pianeta... - ci rispondono gli scienziati - Non facciamone un dramma...!
No, non ne facciamo un dramma ma vogliamo, semplicemente, riappropriarci del nostro diritto di AMARE LA TERRA, di PARLARE CON LEI, di SOGNARE CON LEI, senza delegare a nessun filtro, per quanto "scientifico", il diritto di darcene il permesso!
Abbiamo sterminato i popoli più antichi e nobili che con la Terra parlavano.
Una ragazza, di origini indiano-americane, ha preso in mano la chitarra ed ha cantato: "In My Country 'tis of thy People You're Dying", una delle sue canzoni più celebri.

Buffy scrive:

"Now that your big eyes finally opened.
Now that you're wondering how must they feel,
Meaning them that you've chased across America's movie screens.
Now that you're wondering how can it be real
That the ones you've called colourful, noble and proud
In your school propaganda
They starve in their splendour?
You've asked for my comment I simply will render:
My country 'tis of thy people you're dying."

(Adesso che i vostri occhi sono finalmente aperti.
Adesso che vi state chiedendo come si devono sentire,
intendendo quelli che avete inseguito attraverso quel grande schermo cinematografico che è l'America.
Adesso che vi state chiedendo come sia potuto essere vero
che quelli che avete definito variopinti, nobili e orgogliosi
nella vostri propaganda scolastica
quelli lì stiano morendo di privazioni nel loro splendore?
Avete chiesto il mio parere e io vi rispondo semplicemente così:
Il mio paese appartiene alla gente che state uccidendo.)

La ragazza si chiama Buffy Sainte Marie. Ma Buffy è solo una delle tante e tuttavia troppo poche persone che hanno subito il lacerante strappo fra la propria cultura, la propria storia, la propria fede ed la nostra Terra.

L'illusorio benessere che stiamo vivendo sta presentandoci il conto. E non si tratta solo di minacce bibliche, catastrofi globali che voglio qui delinearvi. Si tratta di una lacerazione, di un "fine delle trasmissioni" irrevocabile che, da un momento all'altro, potrebbe verificarsi fra tutti noi e il Grande Essere che ci ospita condannandoci al SILENZIO ed alla più terribile SOLITUDINE.
Voglia Dio che non sia così e che possiamo ancora essere in tempo a recuperare l'antico dialogo!
Anche per questo, con umiltà e sincerità, diciamo: BUON ANNO, MADRE TERRA!


									

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