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UFOSTORIE...


LE MISTERIOSE FOTOGRAFIE DI YUNGAY

di Antonio Bruno
per Edicolaweb

[due Ufo all'apparenza metallici - 28K .jpg] [UFO in bella evidenza - 24K .jpg]
 

C'è un tipo di scetticismo, che degenera in sindrome dell'ego e, di fatto, non è più "scetticismo", per cui le documentazioni fotografiche di presunti eventi ufologici non possono costituire mai una "prova" in senso stretto degli eventi che riprodurrebbero.

Tale conclusione sarebbe estrapolata da una perversa applicazione del principio di probabilità misto, se vogliamo, ad un'aberrazione del "rasoio di Occam", ovvero: molte foto, di bassissima qualità o rilevatesi manipolate, quindi fasulle, bastano, di per sé, a concludere l'inattendibilità di tutta la documentazione fotografica (ma il discorso potrebbe spostarsi anche nel campo delle riprese video) per il semplice fatto che, mettendo sui piatti di un'ipotetica bilancia, da una parte i casi comprovatamente artefatti e, dall'altra, quelli ancora "inspiegati", si ritiene più saggio appoggiarsi con il proprio peso sul primo piatto per non correre il rischio di "comprare merce avariata".
Risulta evidente, a qualsiasi raziocinio obiettivo, che così "non può" essere e che (fintanto che non sarà stato assolutamente provato, per tutti i casi di documentazione fotografica esistenti - pare oltre 10.000 - che trattasi di abbagli, manipolazioni o truffe) resta lecito un atteggiamento di cauto possibilismo. Teniamo anche presente, che si sta giocando una "partita" estremamente difficile per i difensori del diritto della "prova di colpevolezza"; infatti, viviamo in tempi di sofisticatissime tecnologie, nei quali non è assolutamente facile esprimersi in modo assoluto in molti casi di presunta documentazione fotografica. Questo, proprio in virtù delle peculiarità di "potenziale" manipolazione del mezzo fotografico, può venire sfruttato in modo disonesto dagli scettici "per elezione", una categoria che non esito, per esperienza, a definire assolutamente senza scrupoli di coscienza nella maggior parte dei casi.
Consideriamo, inoltre, che quasi il 90% dei casi di avvistamento ufologico avvengono di notte e questo complica ulteriormente le cose. In definitiva, un dato può essere considerato indicativo di tutte le cautele che debbono essere prese nell'esaminare foto di presunti UFO: pare che gli ufologi non considerino, come "prove inoppugnabili" di carattere ufologico, più di 100 fotografie su tutte le migliaia che sono state scattate. Questo la dice lunga su due aspetti della questione:

- In primo luogo, bisogna constatare che esistono ufologi obiettivi e seri, i quali non sono affetti dal "complesso dell'ultima parola", tanto comune nel noioso panorama scettico, ma, al contrario di questi ultimi (gli scettici in generale) si sono dimostrati molto più maturi, come ricercatori e scienziati, ed hanno saputo proscrivere in una percentuale alquanto limitata i casi inspiegati;
- In secondo luogo, e sempre restando nel campo delle fotografie (senza considerare, in questo caso, il materiale filmato), resta pur sempre una ristretta quantità di eventi fotografati che attende una spiegazione e, nel frattempo, potrebbe costituire una prova potenziale di un caso ufologico.

Occorre considerare anche un aspetto della questione sulla quale non credo si siano soffermati in molti: esiste quella che, in altro articolo, chiamai "ufologia sommersa", ovvero tutta quella casistica che, per vergogna, inesperienza o paura, i testimoni tengono per sé e preferiscono non divulgare. Anche in merito a possibili documentazioni fotografiche si suppone, logicamente, l'esistenza di parecchia "ufologia sommersa". Ve ne propongo un esempio che risale agli anni '60, anche se, più che di "ufologia sommersa", qui sarebbe il caso di parlare di "ufologia dimenticata"...

Nel 1968, un impiegato della Kodak mette a disposizione dell'ufologo Richard Greenwell quattro fotografie "particolari". Si tratta dei positivi ricavati da un negativo di cui era giunto in possesso in un modo non chiaro e, peraltro, Greenwell non aveva ancora il permesso, da parte della Kodak stessa, di utilizzare quel materiale. Questo, però, accade fortunatamente poco dopo e, siccome l'evento ufologico riguarderebbe il Perù, pare che sia stato d'aiuto, in questo caso, anche l'intervento della marina di quel Paese.
Greenwell, a quel punto, decide di approfondire le indagini "in loco" e parte per il Perù. La località direttamente interessata dall'evento ufologico, risalente all'aprile del 1967, è Yungay. Per la precisione, per ciò che riguarda il punto di avvistamento da cui furono scattate le fotografie, si tratta di una vetta a 3000 mt. di altitudine nella valle di Huaylas.
L'autore delle foto, secondo le informazioni in mano a Greenwell, è un tale Augusto Arranda il quale, utilizzando la macchina fotografica dell'amico Cesare Ore, riuscì, come sembra, ad immortalare degli UFO. Il signor Ore, per inciso, era direttore del locale ufficio turistico.
Molte foto della nutrita serie scattata da Arranda sono purtroppo oberate da una pecca molto comune, in questo genere di presunta documentazione ufologica: gli UFO, cioè, appaiono in pieno cielo diurno senza che, tutt'intorno, vi sia alcun riferimento (montagne, pali della luce, alberi, ecc...).
Si tratta di una sequenza mostrante due oggetti all'apparenza metallici, a forma di disco leggermente appuntito, comprendente una sorta di appendice centrale, che qualcuno ha paragonato ad una "pinna". Il diametro degli oggetti fu valutato di circa sei metri.
Niente riferimenti esterni, ho detto; ma una foto, invece, sembrava proprio quella che ci voleva per un autentico caso di "prova" fotografica: l'Ufo è in bella evidenza, perfettamente a fuoco sullo sfondo di montagne e paesaggi del luogo dichiarato da Arranda.
Durante le indagini condotte da Greenwell, il quale, purtroppo, non riesce a risalire ad Arranda pur avendone ricevuto una descrizione dettagliata ed attendibile, avviene anche un evento drammatico che aggravia il caso con un peso di sfortuna: un terremoto fortissimo semina morte e distruzione, la città di Yungay è rasa al suolo ed i morti accertati sono più di 70.000.
È intuibile che, di UFO, nessuno ebbe più voglia di parlare. Il "caso di Yungay", dunque, rimase senza soluzione; ci restano le fotografie, non comprovate come falsi, con le quali nessuno ha mai tentato di operare qualche speculazione.
Le foto, scattate dal misterioso signor Arranda, faranno parte dell'esigua categoria di foto "autentiche" di UFO?
Sarebbe interessante, anche se sono trascorsi molti anni, un pronunciamento da parte di seri e qualificati studiosi di ufologia.


									

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