
CERCANDO IL GRAAL...

UFO: IL TEMPO DELLA CONSAPEVOLEZZA
di Antonio Bruno per Edicolaweb
Gli UFO rappresentano una sorta di "miccia" e se non si è fortemente strutturati interiormente, in senso epistemologico, si può "cascare" in qualche setta sconclusionata o truffaldina.

Parte prima: quando l'ufologia si confonde con il "misticismo"
Se c'è un'innegabile aspetto critico della nostra epoca, dal punto di vista spirituale e della nostra natura più specificamente "interiore", questo è, credo, l'"insoddisfazione".
Come un inevitabile riflesso del senso di vacuità che ci giunge dalla natura effimera di una società tutta tecnologia e continuo inseguimento di un benessere prettamente materiale, l'uomo occidentale cerca confusamente il recupero di archetipi antichi e rassicuranti, insegue il filo di un legame, che ricordi vagamente, seppellito in qualche angolo del suo patrimonio spirituale atavico. A questa sorta di "reazione passiva", alcuni non si vogliono sottomettere, quasi che la sentissero uno scacco al proprio orgoglio di uomini razionali e liberi; parlo di chi "si è fatto" materialista radicale, scientista appassionato e si è costruito una corazza di cinico nichilismo spirituale. Sono convinto che si tratti di una sorta di "ribellione", una specie di protesta rabbiosa contro la paura di essere, in definitiva, soli nell'universo.
Ma un fenomeno per molti versi ancora più preoccupante di questo è quello di coloro che, di contro, si creano tutta una serie di "idoli" e falsi miti con i quali costruirsi le teogonie più assurde e strampalate dalle quali, "indipendentemente dalla loro logicità (e spesso, ahimè, eticità...)" trarre la linfa vitale e rigenerante di qualcosa in cui credere di nuovo, in cui riporre le proprie energie spirituali e da cui far rinascere, finalmente, la capacità di sentirsi felici, appagati, completi spiritualmente. Questi sono i fini ultimi e fondamentali che inseguono coloro che si aggrappano alle sette più disparate e sconclusionate che oggi vediamo fiorire in Occidente.
La "ragione vera" di tanto proselitismo, che stupisce e sconcerta non pochi di noi, è solamente il profondo, irrinunciabile bisogno di ritrovare quello che io definisco "il filo perduto", il contatto antico con il "Creatore", e con le varie forme di divinità che l'uomo riesce ad escogitare. Ma, in tempi come questi, confusi da una scienza arrogante, eticamente prostituta e da una tecnologia troppo al servizio dell'effimero, l'uomo "fa quello che può":
Così c'è chi SE NE APPROFITTA, e costruisce attorno a sé aloni di messianismo da sfruttare a suon di popolarità e denaro sonante e chi ci si butta a capofitto felice, finalmente, di aver ritrovato qualcosa in cui credere! La felicità di questi ultimi, sinceramente, mi fa molta pena per quanto io intenda rispettarla profondamente, almeno fino a quando non diventano prepotenti o coercitivi con la loro invadenza. La furbizia dei primi, invece, mi irrita soltanto.
Domanda: che c'entra l'ufologia con tutto ciò...? C'entra eccome!
Con buona pace di tutti, infatti, viviamo in un mondo che non è in grado, scientificamente, di risolvere tutta una massa di "misteri" ed affascinanti enigmi che, con il progredire della "civiltà" tecnologica, anziché diradarsi sembrano aumentare.
A fronte della totale inadeguatezza del metodo derisorio e saccente, adottato ancora troppo spesso dalla scienza ufficiale, della "negazione come sistema", la suddetta quantità di "eventi misteriosi" resta e, anzi, continua a manifestarsi ai nostri già confusi occhi di uomini occidentali.
I cosiddetti "UFO", questi misteriosi oggetti che solcano da sempre i cieli di tutto il mondo, ne sono forse i rappresentanti più evidenti ed innegabili.
A questo punto, quale migliore e più "ghiotta" occasione, per chi cerca supporti al proprio irresistibile bisogno di "segni mistici" di simili fenomeni?
Personalmente, io sono convinto che le intelligenze che sono all'origine degli eventi ufologici siano molto più evolute ed avanzate di noi e che esse vogliano prepararci a qualche tipo di "recupero di conoscenza", a quello che potremmo dire, un salto di qualità che non necessita di atterraggi plateali che creerebbero solo caos. Ma non penso proprio che gli UFO siano vascelli di "dei tecnologici" che non aspettano di meglio che imporci la loro "teologia" o di atterrare in basi costruite da questi schiavetti di terrestri, a suon di miliardi e di soddisfatto protagonismo di improbabilissimi "messia"!
Però, capisco che la tentazione possa essere forte... L'UFO, comunque, rappresenta una sorta di "miccia" che fa scattare il meccanismo di frenetica ricerca della felicità interiore di cui parlavo prima, e, una volta partito questo "meccanismo", è pura casualità, se non si è fortemente strutturati interiormente, in senso epistemologico, "cascare" in qualche setta sconclusionata o truffaldina...
Ecco spiegato come mai certi movimenti i cui postulati e personaggi portanti urtano profondamente il nostro raziocinio ed il nostro senso spirituale possano proliferare con tanta velocità e successo...
L'UFO come feticcio, dunque, come pretesto per improbabili teogonie...? Direi proprio di sì e, se una lezione si deve imparare da tutto questo, essa potrebbe consistere nella constatazione di quanto drammatico sia giunto ad essere il nostro bisogno di "valori ultimi".

Parte seconda: chi sono, da dove vengono?
Chi mi ha già letto sa che non faccio mistero di "accarezzare" da tempo l'ipotesi "parafisica", quella che studiosi come Vallèe, Wilson ed altri sono giunti dopo lunghi e meditati anni di studio e ricerca. Ma preciso subito che ritengo l'universo (o gli universi) talmente ampi di possibilità e di "manifestazione in essere del Principio Intelligente" da cui tutto ha origine, da non escludere in via assoluta che esistano anche "visitatori" spaziali nel senso più tradizionale dell'ufologia.
Penso che noi, come civiltà, siamo molto arretrati come consapevolezza di ciò che davvero sono gli universi. La nostra tecnologia, sviluppatasi freneticamente in poco più di cent'anni, ci ha storditi, spesso inorgogliti, ancor più spesso frustrati. Ma sono al tempo stesso convinto che ci siano forme di coscienza ed intelligenza molto più avanzate di noi che ci potrebbero benissimo monitorare, osservare, e, probabilmente, "preparare".
Allora, "chi sono"?, "da dove vengono"...?
Forse sono rappresentanti di ciò che potremmo essere noi stessi in futuro, entità che hanno superato il giro di boa dell'attuale ristagno coscienziale della nostra civiltà e che, probabilmente, stanno cercando di "tirarci su" da questo incespicamento epocale in cui ci troviamo.
Credo anche che ci sia un'assoluta relazione fra fenomeni paranormali, mistici ed UFO poiché tutto verte sugli stessi postulati basilari: forse viviamo in universi fittizi in cui la forza del pensiero domina, in cui si è strutturati su ancora misteriosi (per noi) schemi di energia.
Mi rendo conto che tutto questo speculare non sta portandoci a nessuna certezza "scientifica" ma sono altrettanto convinto che è da intuizioni come queste, che sfociano, poi, quelle "consapevolezze" che ci permettono di raggiungere nuovi e più ampi traguardi di conoscenza.
Gli UFO e chi li governa sembrano intenzionati a confonderci, più che a darci segni coerenti di esistenza.
Qui appaiono come dischi argentei da cui scendono i classici "Grigi"; là si manifestano alla massaia che cammina nei campi come piccoli gnomi che scendono da capsule romboidali; altrove si fanno vedere come immensi oggetti volanti che cambiano di forma, colore e dimensioni; spesso, io credo, si sono volutamente confusi con matrici misticheggianti lasciando che, di essi, si appropriassero le forme fideistiche precipue dei tempi e delle culture a cui si manifestavano...
Ma si tratterà proprio di "confusione"...?
E se fosse una forma di "allenamento", secondo logiche che ancora ci sfuggono?
Se la loro idea di consapevolezza passasse attraverso la presa di coscienza delle mille forme che potrebbe assumere "l'assurdo" ai nostri occhi proprio per convincerci che non esistono, negli universi, barrire insormontabili di forma, tempo e spazio...?
Di certo, ancora sono abbastanza "lontani" dall'"Homo Tecnologicus" del Terzo Millennio. Ma vogliono avvicinarsi, questo sì. Credo che lo vogliano fare con molta determinazione, forse perché sono consapevoli di prossimi, importanti cambiamenti per tutti noi.
Lasciamo perdere le "sette", per favore!
Non è più tempo di fideismi fanatici né di "messia" egocentrici.
È tempo di "consapevolezza". Loro ci aspettano.

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