
CERCANDO IL GRAAL...

I DEMONI FUORI DALLA MENTE
di Antonio Bruno per Edicolaweb
Cos'è, per la Filosofia Occulta ed il corpus sapienziale magico, un "Demone"? La maggior parte di noi associa immediatamente a questo termine l'immagine di diavolo dell'inferno, spirito reietto, angelo decaduto al servizio di Satana che si contrappone al luminoso Angelo.

Questo è solo uno dei percorsi di un concetto di più ampia matrice. Le antichissime forme di religione e discipline sapienziali iniziatiche identificavano nel Demone un qualche principio negativo, ma con svariate sfumature. Di certo, il Demone è, innanzitutto, un essere intermedio fra l'uomo ed il soprannaturale, o altri livelli di esistenza.
Anticamente era facile che il termine "demone" identificasse qualsiasi essere non appartenente alla Terra ed alla dimensione degli uomini. Il Demone, però, è essenzialmente la raffigurazione concettuale di un qualche aspetto deteriore del creato che si riflette sull'uomo e, a latitudini ed epoche diverse, uno stuolo di Demoni si è "installato" nelle teogonie più svariate.

Il dizionario esoterico www.esonet.org/dizionario/d01.htm del sito telematico di Esonet dice:

"Le religioni mesopotamiche conoscevano già un grande numero di Demoni, oltre ai sette esseri malefici (utukk o udug), spesso ricordati nei testi magici e raffigurati come animali; aspetto di Demoni posseggono anche le divinità femminili Lamastu e Lilith (febbre e lussuria).
In Grecia il Demone assume un'accezione più intellettuale che fisica, specie nei dialoghi di Platone, dove rappresenta un particolare moto della coscienza , da cui Socrate si diceva guidato come da un ammonimento divino. Tuttavia nella mitologia greca esistono anche Demoni mostruosi, come la Gorgone e l'Idra di Lerna.
Presso gli Etruschi il Demone è collegato, nelle sue forme più orride che animalesche (serpente, artigli, becchi d'uccello), con l'aldilà, rivelandone l'inquietante incertezza che esso ispira al moribondo.
Demoni malefici (Yast) sono presenti già nei più antichi testi iranici dove due spiriti gemelli si contrappongono (spenta manyu, Demone benefico, ed abra manyu, Demone malefico). Da quest'ultimo il manicheismo trae Ahriman, il male, eterno nemico di Ahura mazda, il bene. Ahriman venne poi identificato con il diavolo nel cristianesimo.
La tradizione islamica è ricca di Demoni; sottomessi ad al-Sailon (od Iblis), con una numerosa coorte di Demoni minori (ginn), rappresentati sotto orride forme (serpente, cane, scorpione). Una complessa magia permetteva di avere ai propri ordini alcuni di questi ginn.
Nell'ebraismo i Demoni (se'irim, pelosi, cui si associano anche 'Aza'zel, il vampiro 'Aluqah ed altri serpenti e dragoni), provengono dagli angeli ribelli; il loro capo è Satana, la cui personalità è illuminata soprattutto dal prologo del libro di Giobbe, dove il Demone è rappresentato nella sua sfida a Dio, e nella sua irritazione di fronte al bene.
I Demoni della fede cristiana, illimitati per numero ed abitanti sulla terra e nell'inferno, sono agli ordini del diavolo o Satana (tentatore), detto anche Lucifero (luminoso), Belzebù (Signore delle mosche), Belial (grande male) ecc. Per la loro ribellione a Dio, hanno perduto la Grazia divina in maniera irreparabile, ma hanno pur sempre conservato capacità superiori all'umana. Invidiosi degli uomini, esercitano il loro influsso sul mondo cercando di portare gli uomini al peccato, con le loro seduzioni e tentazioni. Il Nuovo Testamento è saturo della presenza di Satana. Il cristianesimo colloca, accanto al regno di dio, un regno del maligno, che tenta di vanificare l'opera di Gesù Cristo.
Particolarmente ricca l'iconografia demoniaca nella sfera d'ispirazione cristiana.
Nel XII secolo si tende ad accentuare le caratteristiche orride e mostruose del Demone, unitamente ad altre caratteristiche umane od animalesche che rivelano la sua perversione.
Spesso i Demoni furono rappresentati nell'arte paleocristiana e soprattutto medievale, sotto forma di mostri rivoltanti: esseri ibridi, simili a rospi, come nell'Apocalisse di Bamberga, cani rabbiosi nel Trionfo della Morte nel cimitero di Pisa, arpie nei capitelli del duomo di Modena, esseri umani con corpo anguiforme nella chiesa di Ancy-le-Duc, ecc.
In epoca tardo gotica, i Demoni assunsero aspetto simbolico, magico o macabro.
Nel XIII secolo Duccio di Boninsegna dipinse una tavola, Cristo tentato dal diavolo (ora nella cappella Frick di New York). Nella chiesa di s. Angelo (Arezzo) Spinello Aretino (1350-1410) rappresentò le Lotte fra angeli e diavoli. Lo stesso Michelangelo (1475-1564) ritrasse il diavolo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina. La pittura nord-europea del XV-XVII secolo rivelò il lato grottesco e fantastico del Demone (Bosch e Brueghel); fra i temi più sfruttati è la tentazione di S. Antonio."

C'è tutto un universo dell'immaginario in questo percorso dei Demoni attraverso i millenni e le culture. Il Gotico ne ha risentito moltissimo ma noi dobbiamo domandarci dove ci conduce tutto questo. Probabilmente solo a dare corpo, forma e definizioni simboliche al principio del male, stante che esso è un'opzione dello spirito e che, in sostanza, non esiste veramente il male, ma solo l'ego con le sue più deleterie manifestazioni. Ma non escludo, tuttavia, che millenni e millenni di "forme pensiero" create dagli uomini possono aver creato, da qualche parte, un inferno piuttosto angosciante, tenebroso, popolato da quei demoni che noi stessi abbiamo creato per riversarvi dentro le nostre più infime manifestazioni spirituali, i nostri balbettii, le nostre doppiezze e tutta l'ipocrisia di cui è capace il genere umano. Se c'è un inferno, oltre alle difficoltà di una vita-percorso che per molti può sembrare una vera e propria dannazione, è quello che abbiamo creato noi con la nostra immaginazione, popolandolo dei mostri che il nostro egoismo, per millenni, ha generato.

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