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CERCANDO IL GRAAL...

IL REMOTO RETAGGIO EGIZIO
di Antonio Bruno per Edicolaweb
Nei giorni scorsi ho visitato l'interessante mostra "Egitto mai visto", che si tiene nelle sale del Buonconsigio di Trento fino a Novembre.

Nelle 14 sale dell'esposizione sono conservati reperti davvero avvincenti, provenienti dal Museo Egizio di Torino, che illustrano alcuni percorsi archeologici poco conosciuti dal grande pubblico ed un'esplorazione cronologica dell'Antico Egitto che va a ritroso dal periodo più recente fino ai tempi predinastici.
Moltissimi reperti rappresentano tutto ciò che ruotava, per gli Antichi Egizi, attorno al culto dei morti ma, soprattutto, alla credenza della loro sopravvivenza nel corpo con tutte le necessità che avrebbero avuto nell'aldilà cibo, suppellettili, compagnia, ecc.).
Moltissime erano poi le vetrine dedicate ai modellini "rituali", ovvero statuette raffiguranti alcune attività quotidiane o anche di carattere simbolico, alcune delle quali si diceva avessero il potere di animarsi al suono di note o formule magiche...
È una mostra in anteprima mondiale e vale la pena di essere visitata da tutti gli appassionati di Egittologia ed Antico Egitto.
Fra i tanti motivi di interesse e di riflessione suscitatimi da quell'esposizione, ne voglio riportare qui uno, forse il più adatto per questo gruppo, pur nella loro ammirevole fattura, maestra d'esecuzione ed accuratezza di materiali scelti.
È stata forte in me la constatazione, certo da neofita, che gli Antichi Egizi erano dei grandi artisti che possedevano un complesso ed evoluto sistema sociale e religioso. Pensando però alle grandi piramidi di Giza, alla Sfinge ed ai mille motivi per cui, ancora oggi, restiamo senza parole di fronte alla perfezione di svariate strutture che le Piramidi stesse - ma non solo - ci hanno tramandato, alle cognizioni tecnologiche, ingegneristiche ed astronomiche che rivelano, resto quanto mai perplesso se devo attribuire tutto ciò al popolo che ha prodotto i reperti esposti nella mostra di Trento: qui ci troviamo senza dubbio di fronte ad una civiltà evoluta e strutturata, certo, ma essenzialmente agricola, con archi che erano poco più che rami abbozzati; remi altrettanto grossolani, una gioielleria ed una suppellettile non molto dissimili da quelle che producevano gli Antichi Romani o gli Etruschi, per citare solo due dei popoli di epoche del mondo Mediterraneo antico.
Più chiaramente: ho avuto la netta impressione che gli Antichi Egizi che produssero quegli oggetti esposti, avessero nient'altro che "ereditato" da tempi ancor più remoti di millenni le grandi Piramidi ed altre straordinarie costruzioni. Su di esse si "innestarono" e, probabilmente, strutturarono una propria cosmologia e religione, sistemi di deità di teologie, forse degenerazioni di antichissimi patrimoni conoscenziali derivanti dagli antichi e reali "costruttori"...
Chi furono questi "costruttori"?
Le teorie sono tante e potrebbero generare un po' di confusione. Non essendo ancora appoggiate da quei dati oggettivi di riscontro scientifico tanto care (giustamente) all'ortodossia, tali teorie restano nel campo delle supposizioni; dei voli pindarici, direbbero i denigratori.
Non sono nemmeno tanto sicuro che questi dati oggettivi, prove, segni ed indizi, siano del tutto assenti; solo che esiste un potente sistema di cover-up anche in questo genere di studi, messo in atto dall'ortodossia, per preservare il quadro rassicurante dello status ufficiale di quel sapere il cui monopolio non vogliono mollare tanto facilmente.
Così il ricercatore appassionato e libero, l'ingegno non addormentato e ben attivo, dovrà ancora per un po' arrangiarsi per conto suo e districarsi fra teorie, segni e possibilità che delineano affascinanti scoperte.
Ad esempio, pensiamo all'impatto culturale che avrebbe l'affermazione dell'esistenza di civiltà extraterrestri evolute che, in tempi remoti, "istruirono" gli uomini di scomparse civiltà terrestri in vari campi del sapere; che elargirono loro cognizioni che li resero in grado di realizzare straordinarie opere e che, forse, li resero temporaneamente padroni di forme di energia che ancora non conosciamo...
Difficile da digerire per i discepoli dei guru televisivi della nostra "divulgazione scientifica" italiana...
Queste ed altre riflessioni ha acceso in me la visita all'interessante mostra egizia di Trento.
Come dicevo, l'impressione è stata netta e possedeva la stessa semplicità delle cose vere e nascoste al tempo stesso. Per cui, le derisioni di chi è abituato a sentirsi detentore della verità scientifica che più vera non si può, mi sfiorano soltanto. Come una foglia di papiro portata dal vento e che si posa sul Nilo...

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