
CERCANDO IL GRAAL...

UNITÀ COSCIENTE UNIVERSALE
di Antonio Bruno per Edicolaweb
Quale che ne sia il nostro concetto, ritengo che il principio di "intelligenza" dovrebbe essere considerato una quinta dimensione certa.

Per non dar adito a spiacevoli malintesi, preciso subito che ciò a cui qui mi riverisco è spogliato da ogni attributo soggettivo e valutativo, squisitamente locale, riguardando invece un semplice (ma importantissimo) valore oggettivo.
Il "principio di intelligenza" dovrebbe essere una costante assieme alle tre dimensioni certe e a quella temporale, ammessa come quarta dimensione nel XX secolo.
Tale costante si accompagna al fenomeno vitale laddove vogliamo intenderla come "determinazione cogitante" o anche, semplicemente, percezione del sé.
In altre parole, la vita stessa, universalmente diffusa, porta con sé la "determinazione cogitante" la quale non è un'opzione ma una caratteristica imprescindibile, pur a vari livelli di consapevolezza. È, in altri termini, nient'altro che la riaffermazione dell'antico postulato filosofico-mistico che "tutto ha un'anima" solo che al termine "anima" credo sia forse giusto, in questo caso, dare una caratteristica di stato "esistenziae" oggettivo e di consapevolezza la quale, in definitiva, differenzierà sempre un organismo vivente da un assemblato tecnologico, per quanto perfetto possa essere. Anche in questo caso, non sarei così assolutista nel negare anche agli oggetti una loro forma esistenziale "animica" o "cosciente", se si preferisce, in quanto, almeno sulla Terra, non mi risulta sia possibile costruire niente che non sia costituito da elementi terrestri e perciò, in ultima analisi, naturali.

Temo che questo concetto di intelligenza, in quanto determinazione cogitante o anche pura essenza coscienza, non possa ancora pretendere avvalli scientifici. Questo a causa dell'impostazione ancora troppo settoriale ed empirica della scienza ufficiale in occidente la quale, in un'eccessiva prostrazione al percorso occam-newtoniano, ha avuto sempre troppa fretta di rinnegare quanto di buono ci fosse nelle speculazioni filosofiche del passato che molto spesso altro non erano che stati di coscienza anch'essi, consapevolezze istintive dell'Homo Cogitantes.
Da tutta questa premessa teorica, nasce la certezza mia personale che non solo la vita ma anche l'intelligenza e la consapevolezza, in ogni sua manifestazione e grado, siano diffusi universalmente andando a costituire, di fatto, la base della concezione OLISTICA del Tutto, ovvero che ogni cosa, anche la più lontana nello spazio, anche la più piccola, è parte stessa di noi come noi lo siamo di lei.
Tutto comunica con Tutto, e una foglia strappata ad un albero crea un danno a tutto l'Universo.
A questo punto, il buddista potrebbe sorridermi benevolo e, cortesemente, farmi notare che sto facendo affermazioni che sono note ed accettate da millenni dalla sua accezione interiore del Tutto. Ed io gli risponderei che lo so bene e che non avevo certo intenzione di enunciare una scoperta nuova. Il mio unico desiderio sarebbe che sempre più coscienze occidentali si risvegliassero a concetti e consapevolezze simili a quanto ho modestamente cercato di esprimere qui, poiché quando esse saranno parte accettata e vissuta della coscienza umana, avremo compiuto già un grandissimo salto evolutivo che, ne sono certo, ci predisporrà ad ulteriori, avanzate e meravigliose scoperte.

Tale certezza mi nasce dalla riflessione che una volta giunti all'essere umano, così come si è sviluppato intellettualmente oggi sul nostro pianeta, non avremo certo sperimentato il più alto grado di coscienza e di consapevolezza: saremo solo ad una tappa, importante ma non definitiva, del nostro grande cammino verso la Comprensione.
Credo che, una volta sbarazzata la nostra mente dai limiti localistici di un periodo del nostro percorso conoscenziale, quelli del positivismo materialista privi di ogni concetto energetico ed olistico, ci attendano straordinarie scoperte e che, alla fine, gli UFO saremo noi, che ci affacceremo come navigatori e visitatori novelli in mondi nuovi ed a fianco di nostri fratelli ed energia ed intelligenza saranno tutt'uno con la loro stessa esistenza proprio perché sono arrivati prima di noi a capire il complesso prisma della vita di ogni cosa che ogni cosa deve amare e rispettare.
Se avverrà questo vero e proprio tsunami intellettuale e spirituale nell'uomo del pianeta Terra e se avverrà a cavallo di questo decennio iniziando ad impostarsi in modo inarrestabile, penso che ogni eventuale "sconvolgimento" che ci attenderà nel fatidico 2012 non potrà che favorire questo enorme cambiamento, la cui portata, in termini di progresso e civiltà, poteva ben essere stata prevista dalla grande sapienza dimenticata di popoli antichi e mai del tutto compresi dai nostri scienziati moderni.
E noi, intanto, uomini e donne "della strada", cosa possiamo fare nel frattempo?
Niente di impossibile: semplicemente far crescere in noi, dapprima discretamente poi sempre più insistente e quotidiano, un grande, completo senso di UNITÀ COSCIENTE con tutto l'Universo.

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