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CERCANDO IL GRAAL...

 
PERCHÉ DOVREMMO FARE PIÙ FIGLI?

di Antonio Bruno
per Edicolaweb

 

Esiste un innegabile problema che angustia l'Occidente, con particolare riferimento all'Italia: quello demografico o, per meglio dire, il rapporto fra popolazione attiva (i giovani e gli uomini in età produttiva) e popolazione passiva (gli anziani).

Questi ultimi sono sempre più numerosi e fra non molti anni il divario potrebbe rappresentare un problema piuttosto serio per la continuazione del ritmo sociale. Tanto più che, con l'egoismo e l'individualismo mimetizzati nel retorico buonismo, che fa tanto tendenza e che ci sta sempre più caratterizzando, quando i "vecchi" saranno sempre di più, aumenterà il pericolo di risolvere il problema con soluzioni-ghetto camuffate da civile assistenzialismo.
Questa situazione, è certo, non può essere sottovalutata ma nel cercare di risolverla dobbiamo stare molto attenti a trovare una soluzione che sia intelligentemente rispettosa della dignità umana in tutti i sensi: quello del diritto ad un'esistenza più autonoma possibile e quello di far parte di una società davvero civile, che pratica l'"integrazione" sotto ogni forma possibile.
L'"integrazione" deve essere conquistata come vero e proprio pilastro di una futura società che non sia basata unicamente sul materialismo, il guadagno e la produttività economica ma sulla preziosità della "risorsa-uomo", in tutte le età della sua esistenza.

Ora, scopro con una certa sorpresa, che l'inossidabile Piero Angela, coadiuvato dal suo fedele collaboratore Lorenzo Pinna, hanno pubblicato un volume che ha un titolo più che altro opportuno ad un articolo da rotocalco: "Perché dobbiamo fare più figli".
Quali siano le ragioni che, muovendo da una concezione sostanzialmente scientista e tecnicista del progresso umano, hanno indotto Piero Angela a questa sua nuova fatica commerciale, è difficile dirlo. È però certo che, se tanto mi dà tanto, il titolo è tutto un programma e, se vogliamo, un'ennesima dimostrazione della mentalità da "1+1" del più famoso divulgatore scientifico della televisione italiana.

Facciamo conto che in un lago si stia creando una sovrapopolazione di persici-sole. Gli appassionati di pesca o di fauna ittico lacustre sapranno che questo pesciolino, di origine americana, è piccolo, diffuso e privo di particolari qualità gastronomiche essendo anche piuttosto spinoso.
Immaginiamo ora che, per ovviare al problema della sovrapopolazione di persici-sole, si decida di immettere nel lago grandi quantità di... scardole, per dirne una.
Cosa si risolverebbe, con questo?
Certamente, se il numero delle scardole aumentassero, le sostanziali differenze fra le due specie entrerebbero maggiormente in conflitto e, se arrivassero ad eguagliare quello dei persici-sole, questi ultimi sarebbero sopraffatti dalla maggior forza e grandezza dei primi.
Ma è questa la soluzione migliore? Risolvere un sistema ecobiologico in squilibrio col numero? In altre parole ed in estrema sintesi, facendo braccio di ferro fra specie?
Tornando all'ambito umano, diamo per accettato che tutti facciano più figli (e facciamo finta di ignorare tutte le problematiche economiche e culturali che ne nascerebbero).
Io non ho letto il nuovo libro di Piero Angela e non credo, ancora una volta, di essermi privato di un tesoro della sapienza moderna, ma sono pronto a scommettere che il problema viene considerato dagli autori come RISOLTO solo perché così non si estinguono le risorse e le opportunità del futuro, a cui appartiene la vita dei giovani; perché non andrebbero perse risorse preziose nel campo della ricerca tecnologica e scientifica e, in una parola, perché il "progresso" non soffochi in una deleteria e stantia arretratezza.
Proviamo a tradurre il concetto con parole da mercato: facciamo più figli così i giovani aumentano e lasciamo che i vecchi muoiano togliendosi di mezzo senza lasciare spazi vuoti!

Guardate che le cose stanno così: non fatevi ingannare se, come condimento, ci si mette un sacco di belle parolone sulla contemporanea necessità di perfezionare ed ampliare i sistemi assistenziali a vantaggio della dignità dell'anziano e delle sue ultime stagioni di vita.
La sostanza, lo ripeto, è: mentre aspettiamo che gli anziani muoiano, facciamo i figli di domani che li soppiantino...
Tra l'altro, i giovani di domani saranno gli anziani di dopo domani e, così ragionando, l'occidente sarebbe costretto a figliare in continuazione come una batteria di conigli per non farsi prevaricare dagli individui anziani.

Non voglio negare il fatto che la crescita demografica sia in preoccupante perdita, solo per fermarci al nostro paese. Ma questa è solo la cima di un iceberg ben più esteso, fatto di squilibri più profondi e culturali, guarda caso figli proprio di quel materialismo edonista e scientista che ci ha trasformati in ricercatori di benessere fino al punto di rinunciare, per necessità, all'esperienza più sacrale dell'essere umano: la genitorialità.
C'è un sottile ma importante separé concettuale fra la mia concezione del problema e quella di Piero Angela, che pare voler affrontare le questioni demografiche come si affrontano i bilanci di una qualsiasi ditta: per Angela, fare più figli ci "preserva" dall'estinzione produttiva, scientifica e culturale, ovvero da un imbastardimento con ciò che, nel libro, paventa come fosse un qualsiasi leghista e cioè l'alta natalità delle famiglie extracomunitarie immigrate in Italia.
Insomma, oltretutto, si rischia di estinguere la razza!
Per me, riconquistare la "cultura della genitorialità" e, dunque, fare più figli, non dev'essere una conquista della paura, un correre ai ripari per colmare dei vuoti creatisi da quegli stessi errori che ora me ne farebbero compiere un altro piuttosto grave; dev'essere frutto di una modifica radicale della concezione della vita attuabile "solo" dopo che saranno mutate altre priorità inderogabili: quella ambientale, quella delle risorse rinnovabili, quella della mutazione del sistema economico produttivo volto a far diventare sempre più ricchi i ricchi e più poveri i poveri!
La scienza deve smetterla di lasciarsi sedurre dagli affari e dalle logiche di potere...
Sì perché... anche la scienza è piena di "vecchi"! E, da quei "vecchi", è difficile ottenere reimpostazioni concettuali...
Fare più figli senza una ritrovata cultura della vita e senza aver conquistato davvero quel benessere che solo una scienza libera da logiche di profitto può darci, vuol dire unicamente mettere al mondo tanti sventurati sulle spalle dei quali i nostri problemi di oggi cadrebbero raddoppiati di peso e non credo che ci ringrazierebbero molto, di questo!

Insomma, quel maestro della divulgazione scientista che è Piero Angela ne ha fatta un'altra delle sue. Sono certo che il suo libro è ben scritto e di agevole lettura. Come una Sacra Bibbia adattata ad uso dei giovani catecumeni.


									

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