
CERCANDO IL GRAAL...

I GIOCHI DI MENTE/PENSIERO
di Antonio Bruno per Edicolaweb
I "soli" danzano nel cielo e compiono evoluzioni sorprendenti; si moltiplicano, cambiano colore. Nei contesti più disparati appaiono le più varie figure, mistiche, umanoidi, folkloriche, improbabili. Ed è qualcosa che non accade da pochi anni, o secoli: è sempre accaduta, da quando l'uomo è apparso sulla Terra.

Lo stesso fenomeno UFO ci presenta una grande varietà di eventi i quali, benché raggruppati in gruppi o "categorie", hanno in comune una sola, innegabile prerogativa: non sono spiegabili con sicurezza dalle nostre conoscenze scientifiche. E nemmeno si può sperare di sciogliere tali enigmi con l'ausilio della nostra razionalità "locale"; pertanto si sceglie spesso un ventaglio di ipotesi ed opzioni che, di per sé, rappresentano una onorevole resa del nostro intelletto ordinario di fronte al mistero.
L'importante è che tale resa sia davvero "onorevole" perché terminerebbe di essere tale quando la si volesse sottomettere ad un pregiudizio peculiare che, più o meno, suona così: le ipotesi sono, diciamo, cinque però la nostra, inclusa in queste cinque, ha diritto di maggior probabilità e considerazione perché suffragata dalle conoscenze acquisite dal sapere scientifico. Non solo: ha anche il diritto di considerare dall'alto in basso le altre, improbabili ipotesi.
Poco onore in tutto ciò, dicevo. Prima di tutto perché il sapere scientifico, se da un lato è l'unico e migliore strumento che abbiamo per affrontare l'ignoto, dall'altro è da sempre perfettibile, ampliabile, a volte fallace.
È una torcia elettrica che scruta nel buio, ma a volte le batterie si esauriscono ed il buio avvolge sia chi tiene in mano la torcia che coloro che non la possiedono e che, tuttavia, si trovano anch'essi coinvolti nel mistero che l'oscurità rappresenta.
Poco onore, inoltre, perché a canzonare e dileggiare coloro che non possiedono torce elettriche in mano, si può sempre sbattere le corna contro delle pareti impreviste e non viste. Il pipistrello non ha bisogno di torce per orientarsi perfettamente nel buio più e meglio di qualsiasi uomo.
Allo stesso modo, la percezione interiore, vuoi che sia retaggio di un patrimonio remoto di acquisita esperienza, vuoi che sia l'espressione di una ignota capacità interpretativa delle cose al di là ed al di sopra della razionalità cartesiana, non va mai presa sotto gamba bensì ascoltata, considerata e... meditata. Solo da questa sinergia paritaria e rispettosa possono scaturire le tante risposte che ancora cerchiamo e che rappresentano la sfida perenne del mistero che ci sovrasta.

Ho iniziato questo intervento elencando indicativamente una serie di misteri-tipo, di eventi eccezionali che si ritrovano pressoché nelle cronache di tutte le epoche: dalle apparizioni mariane a quelle degli gnomi; dai soli che danzano agli animali fatati o alle navi veleggianti nei cieli...
Come se fosse il regno del mago di OZ il nostro pianeta sembrerebbe la patria d'elezione per l'incredibile, il paradossale. La mia modesta convinzione, però, è che la chiave di tutto ciò vada ricercata nella trama stessa di quella che riteniamo realtà, e nella vera natura della nostra stessa esistenza.
Ecco l'antico, apparentemente semplice, postulato: TUTTO È ILLUSORIO.
Sinceramente, coloro che discutono ore, mesi, anni, sulle possibili ragioni di un evento eccezionale quale, ad esempio, l'apparizione di più soli nel cielo o la "danza" della nostra stella al di sopra dei nostri nasi, mi suscitano un misto di commiserazione e di disappunto: possibile che non si capisca che ci troviamo di fronte all'espressione della vera natura di tutta la nostra esistenze?
Dell'esistenza di tutto ciò che "crediamo" esistere...?
Una natura effimera, mutevole, straordinariamente illusoria.
Noi non possiamo sapere cosa o chi stia al di sopra di quegli inganni che sono le nostre percezioni; forse non lo sapremo mai. Ma possiamo dedurre che si tratti di "qualcuno" la cui intelligenza ed il cui pensiero, finalità, significati, stanno troppo al di sopra di tutti noi.
Secondo alcune teorie estreme, a metà fra la filosofia e la metafisica, potrebbe non esistere nulla e nessuno, al di fuori della singola percezione di un solo, ignoto individuo.
E allora? Forse qualcuno pensa che io voglia proporre una arrendevole rinuncia dell'intelletto e del raziocinio di fronte a queste elucubrazioni? Si sbaglierebbe.
Sarei contento semplicemente se si tenesse almeno sempre presente l'eventualità che siamo tutti figli di Mente-Pensiero, qualunque cosa essa sia, e che essa può anche divertirsi con noi (o con se stessa) stupendoci nei modi più strani ed "assurdi"...
Forse, lo fa per allenarsi a tornare in sé; forse solo per divertirsi, ma una cosa è certa: l'intelletto razionale e cartesiano, da solo, non è che uno strumento, e non l'unico.
Le risposte possono scaturire da una fonte anche ben diversa, forse proprio quella che, per incidente o per sagacia, è riuscita a "captare" la giusta onda di pensiero che sottende un fenomeno "straordinario".
L'empirismo, tanto caro ai cultori del pensiero materialista e scientista, è una tappa, solo una tappa del lungo percorso verso la conoscenza. Ora è utile e prezioso per la nostra scienza ma diverrà sorpassato e inadeguato per i nuovi panorami che si delineano sempre più chiaramente.
Il metodo scientifico ed il procedere cartesiano della ricerca saranno quella variante che sono, storicamente importante e, forse, passaggio obbligato di un percorso che, però, non si ferma lì, come la scoperta che la Terra gira attorno al Sole non esclude che anche il Sole si muove nella galassia e che anche la galassia ruota insieme al suo sistema locale; e che anche quel sistema locale ruota, nel suo gruppo di galassie; e che anche quel gruppo di galassie...
A questo punto, il re potrebbe diventare nudo. Quanto a noi, potremmo... svanire all'improvviso.
Oppure diventare enormemente potenti. Forse anche un po' più felici.

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