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CERCANDO IL GRAAL...

 
MOTO SÌ, CANI NO!

di Antonio Bruno
per Edicolaweb

 

Quando, tempo fa, avevo sostenuto in un mio intervento che la Chiesa Cattolica, o almeno parecchi suoi esponenti e certamente in numero maggiore delle voci opposte, mal sopportano da sempre gli animali e considerano il regno animale con malcelato disprezzo, avevo ricevuto qualche indignata replica.

Replica da parte di appassionati devoti non solo della Divinità ma anche di chi, da 2000 anni, pretende di esserne la più qualificata rappresentazione in terra.
Con indignazione, queste scrupolose "anime pie", cercarono di convincermi sia delle ragioni epistemologiche che di quelle oggettive per cui quello che affermavo non è vero.
Un po' più difficile esserne convinti oggi, però, dopo aver letto l'articolo che riporto dal quotidiano "Trentino":

Mori, negata la benedizione ai cani.
Parroco e diocesi "gelano" i promotori della festa del bastardino.
Per reazione, letture bibliche ai bambini: Dio ama gli animali.


di Daniela Tonelli

Rovereto. Fuori dal 17 gennaio, festa di S. Antonio patrono degli animali, benedire i cani "non è opportuno". Così - testualmente - ha scritto il vicario generale del Vescovo, don Tarcisio Guarneri, invitato ad impartire il segno della Croce alla seconda edizione della festa del bastardino, parte della Festa di Primavera.

Gli organizzatori, allibiti e increduli di questa risposta e di questo rifiuto, ieri hanno fatto leggere ad alcuni dei bambini partecipanti alla manifestazione, eloquenti citazioni bibliche o dal pensiero dei parroci e Papi. Corrado Rizzi e Stefania Arici, i responsabili dell'associazione "Amici di Tea e Schatzie", così commentano il niet: "La benedizione dei cani voleva essere un momento di raccoglimento e di preghiera rivolto non solo agli animali ma anche agli esseri umani. Preferiamo e vogliamo pensare che questo rifiuto sia nato da una incomprensione sulla finalità della nostra richiesta. L'anno scorso era stata fatta senza problemi. Avevamo pensato che anche quest'anno ci sarebbe stata la possibilità, dato che le fanno dappertutto, perfino la benedizione delle moto."

Riportiamo alcune delle toccanti frasi lette dai partecipanti:

"C'è nell'uno un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi". (Giovanni Paolo II)

"Guarda quel povero cane di nessuno. Chiamalo, dagli un po' della tua merenda, fagli una carezza. È il Signore che te lo manda perché tu possa fare una buona azione verso una sua creatura così abbandonata". (S. Giovanni Bosco)

"La crudeltà verso gli animali equivale a un atto di disamore verso Dio". (Cardinale John F. Newman)

"Gli animali sono creature di Dio. Non debbono essere maltrattati. Ricordiamo la sofferenza che provava S. Francesco allorché vedeva maltrattare i cani e come non mancasse di intervenire per proteggerli". (Papa Giovanni XXIII, il "Papa buono").

Perché il Vicario non abbia voluto benedire gli animali, resta da capire. Abbiamo provato a contattarlo ma non è stato possibile raggiungerlo. Ultima nota: Mariarosa Bertolini, altra responsabile della manifestazione e dell'associazione, si è recata dal parroco di Mori, Tarcisio Guarnirei per avere spiegazioni; il discorso è finito su S. Francesco che, a detta del sacerdote, "è stato strumentalizzato. Non è vero - avrebbe detto il don - che il santo stava a contatto con gli animali, ma solo con i lebbrosi".

Il lupo avrebbe qualcosa da eccepire.

Anch'io resto con l'interrogativo espresso nell'articolo.
Nel "perché?" posto da tutti di fronte al rifiuto dei vertici ecclesiastici locali di benedire i cagnolini, c'è tutto il simbolo di un distacco sempre più marcato fra la comunità della gente (le pecorelle, per usare un linguaggio in tema) e chi li dovrebbe curare spiritualmente (i pastori). Un distacco che la Chiesa non pare preoccuparsi di ampliare sempre più.


									

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