
CERCANDO IL GRAAL...

LE SOLITE "HACKIATE" DI MARGHERITA
di Antonio Bruno per Edicolaweb

Per le seguenti, brevi riflessioni, prendo spunto da un articolo apparso sul quotidiano "l'Adige" di oggi 20 luglio 2007, a proposito della partecipazione dell'astrofisica Margherita Hack ad uno spettacolo di musica, con alcune sue "riflessioni" sulle meraviglie del cosmo.

Allacciandosi al fatto che la Hack ha appena pubblicato il libro "Così parlano le stelle", riservato ad un pubblico giovanile, il giornalista le ha domandato se le stelle parlino un unico linguaggio o se siamo noi, in sostanza, che le facciamo parlare a seconda dei nostri paradigmi e credenze.
La risposta della Hack è stata:

"È la fisica che le fa parlare, ci parla la luce. La possiamo analizzare e scomporre per capire di che cosa sono fatte. Così si conosce la composizione chimica, le condizioni interne alla stella, che sono quelle che la fanno vivere in un certo modo. Ma il discorso è strettamente fisico: così parlano le stelle a noi. Poi possiamo lasciare ai romantici il tempo di parlarne con altri linguaggi."

Una logica materialista e scientista che non fa una grinza. E che elude, in modo direi scontato e grossolano, la finezza insita nella domanda del giornalista. Le stelle, per la Hack, non sono che oggetti fisici da studiare e, tutto quello che hanno da dirci, spetta alla "fisica", alla scienza della materia.
Mi si dirà: è una scienziata, che altro doveva dire...? Forse niente di più anche se la mancanza di elasticità mentale che la porta a sparare una sentenza dopo l'altra ha ben poco da condividere, a mio parere, con una vera connotazione scientifica. Soprattutto per la sottile (ma nemmeno tanto) vena canzonatoria che riserva a coloro che chiama "romantici" e che, invece, magari non sono altro che persone le quali vogliono capire se le stelle, e per traslato tutto l'Universo, non possano parlarci con linguaggi che la scienza non è ancora arrivata a comprendere né a scoprire.

Ma proseguiamo.
Il giornalista, a proposito dell'evoluzione, ha chiesto alla Hack che ne pensa dell'"Intelligent Design", che vorrebbe reinserire il concetto di Dio nel tentativo di comprendere il cosmo e la sua nascita.
Risposta:

"ROBA DA MEDIOEVO! Mi sembra che sia in atto una sorta di ritorno al passato, Tra messe in latino e polemiche sull'evoluzione, vedo nell'"Intelligent Design" una scappatoia per rimettere Dio dove non dovrebbe stare. L'evoluzionismo è una teoria scientifica accertata, valida, che dimostra come noi siamo fatti della stessa materia delle stelle e siamo stati creati dalla stessa energia delle reazioni nucleari. Questo è un discorso scientifico, basato sulla sperimentazione. Tutto il resto sa di medioevo."

Quanta sicumera! Quanta boriosa manifestazione di ottusità scientista!
Dio...? Lei SA dove dovrebbe e dove non dovrebbe essere...
L'evoluzionismo? È una verità sacrosanta che pare addirittura eretico rimettere in discussione (quando noi sappiamo che ci sono validi motivi per tornare, almeno, ad aprire la questione). Poi, messe in latino ed "Intelligent Design" messe nel solito, capiente pentolone della generalizzazione che la fa da padrona a dispetto del tanto decantato "spirito scientifico"...!
Quando il giornalista provoca la Hack sul concetto di "creazione" riguardo all'uomo, essa risponde:

"Allora combiamo: siamo costituiti uomini dagli stessi elementi chimici delle stelle e tramite le stesse energie."

Fine sentenza.
E questo cosa significherebbe? Perché il fatto che gli uomini siano derivati, per così dire, dalle stelle nella loro intima essenza chimica, dovrebbe liquidare così drasticamente il concetto di "Disegno Intelligente" quando, se ci pensiamo bene, qualsiasi intelligenza evoluta avrebbe proprio creato un sistema interdipendente universale ove il Tutto viene dal Tutto ed ogni cosa è strettamente legata anche nella sua essenza fisica...?
Dov'è che Dio sarebbe messo alla porta da questo scientismo da bancarella...?
Sui limiti della scienza, la Hack dice:

"Abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi anni. Si procede sempre per avvicinamento alla verità, anche se si è consapevoli che non si potrà capire tutto. Dio, però, lo lasciamo alla fede.
Chi vuole crederci lo faccia pure, ma non si può pretendere che la scienza applichi dei criteri che sono propri della fede."

Amen. Troppa bontà!
La Hack lascia a chi vuol credere la libertà di farlo! Poi, un grido ci sorge spontaneo: Viva la coerenza! Dapprima afferma che la scienza non è in grado di capire tutto, poi esclude che in questo margine (che suppongo lei creda ristrettissimo) di cose che la scienza non riesce, o non può, capire, esclude in modo assoluto un qualsiasi concetto di Dio!
È l'apoteosi del separativismo, dell'innalzamento di steccati, della presunzione scientista...!
La vera scienza, invece, si sta rendendo conto che, invece, ESISTONO DELLE CONVERGENZE e che l'uomo "potrebbe, grazie ad essa, tornare proprio a Dio"... La scienza più progredita va, appunto, verso un concetto di unitarietà intelligente che la Hack sembra e vuole del tutto ignorare, forte e sicura nella sua cittadella materialista e scientista...
Alla fine, sorvolando sulle banali ovvietà di puro stampo scientista che la Hack afferma a proposito dei viaggi spaziali e del suo modo di intendere astronomicamente la luce, l'astrofisica afferma che la sua velocità è oggi un limite insuperabile e che solo a non ben chiari "messaggi" che la luce ci dà ci sarà possibile comunicare con forme di vita extraterrestri.
Accidenti: manco per sbaglio la mente dell'esimia scienziata è stata sfiorata dal fatto che quello che per noi è un "limite insuperabile" possa non esserlo per... "altri"!
Certo, ha detto quella parolina magica, "oggi", che farebbe sperare in un'apertura mentale in tal senso. Solo che, poi, concepisce il contatto con eventuali intelligenze extraterrestri come un... viaggio a senso unico: ovvero, saremmo SOLO NOI, che pur abbiamo dei limiti (in questo caso la velocità della luce) a dover andare a trovare questi E.T., e neanche per sogno che si possa immaginare che siano ESSI, che magari hanno già superato i nostri limiti, conosciuti e sconosciuti, che potrebbero invece, venire a bussare alla nostra porta. Sempre che lo trovino intelligente e significativo...
Certo che, con "scienziati" di questo tipo, se io fossi in loro, mi limiterei a qualche foto del pianeta ed a qualche discretissima abduction. Il tempo è prezioso. In tutto l'universo...


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