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CERCANDO IL GRAAL...

IL PERCORSO PER... RITROVARLI
di Antonio Bruno per Edicolaweb
Al tempo dei "Figli dei Fiori" si diceva "Fate l'amore non fate la guerra". Poi, è arrivata la New Age che, nel tentativo di recuperare una forma di spiritualità "universale" basata sulla legge dell'Amore, si è confusa e spesso degradata al rango di una specie di fenomeno sociale nel quale confluiscono illusi vari e frustrati di buon cuore.

Ecco nato, allora, il termine "calderone" per descrivere tutto quel coacervo di pratiche hyppie, filosofie orientali, fumigazioni di erbe, terapie alternative delle più svariate forme, contatti con "fratelli cosmici", ecc.
Io ritengo questo fenomeno una risposta istintiva e spontanea al giogo millenario imposto all'uomo dalle religioni ufficiali ed a quello secolare di un illuminismo divenuto sempre più scientismo ed esercizio di un materialismo dottrinale che disarma e priva di dignità sia l'essere umano che la sua posizione nell'universo.
A mio parere, la forma più elevata di spiritualità consiste nel vedere l'uomo come una parte di un Tutto animato in viaggio verso un'"evoluzione" dell'essere che coinvolge ogni cosa manifesta. Consiste nella consapevolezza di un disegno intelligente e non casuale o selettivo della realtà, un disegno intelligente che potremmo chiamare "Dio" anche perché Egli è consapevole del pensiero di ogni più piccola parte di sé, cioè di noi, e pertanto anche il concetto di preghiera assume un grande valore come una forma di consapevolezza evoluta ed interagente con il Tutto poiché ogni cosa non è che energia mentale e, come enuncia la stessa fisica quantistica, l'informazione di una piccola parte è subito trasmessa all'intero.

La stessa vita sul piano materiale non è che un'illusione funzionale a questo processo. Capire in quale modo, esattamente, essa ci coinvolga per permetterci di esprimere questo processo evolutivo fa parte delle grandi sfide che l'uomo dovrà affrontare nell'immediato futuro, ma di certo c'è un senso in ogni cosa ed è quanto mai valido ed attuale il principio che l'energia fondamentale dell'Universo è l'Amore. Questo "Amore" non è più quello folkloristico, benché spontaneo, dei "Figli dei Fiori"; è qualcosa che può essere, ormai, anche "scientifico", ovvero una forma di aggregazione energetica che coinvolge tutto l'esistente e che una scienza che fosse un po' meno incancrenita sugli schemi materialistici potrebbe cominciare a comprendere ed a decodificare.
La vita sul piano materiale, dunque, dovrebbe portarci a decifrare il vero motore dell'Universo definendo così ciò che ne è in armonia con ciò che ancora non ne ha riconosciuto l'importanza.
Questa è, secondo me, la vera distinzione fra bene e male ed in questo processo di somma evoluzione, le religioni hanno ben poco spazio se le vogliamo intendere come sostanzialità imprescindibile del raggiungimento della felicità più profonda. La felicità completa, infatti, non è che il riconoscersi parte di un Tutto intelligente ed amorevole, dal quale, spontaneamente, nascono delle leggi empatiche di giustizia ed amore.
Se si comprende questo e lo si vive nel suo vero significato, a partire dall'assoluto rispetto per ogni essere vivente e dalla necessità di essere "veicoli e ricettori d'Amore", ogni religione diventa inutile perché le religioni non sono una scala bensì solo i primi scalini che la compongono.
Questo lo si capisce dal fatto che le religioni si sono quasi sempre impantanate nella realtà materiale dell'uomo, nella sua storia, nella sua politica; ne hanno condiviso dinamiche e, quel che è peggio, hanno spesso voluto far parte di esse, dominarle, condizionarle.
Ma, come abbiamo visto, anche la realtà materiale non dovrebbe essere uno stato immutabile e finalistico dell'esistente e, quindi, le religioni che ci si invischiano sono condannate a seguirne la sorte, che è incompletezza e, alla fine, smarrimento.
La totalità del nostro essere spirituale, che è un'energia primaria dentro ogni essere vivente, la si raggiungerà in futuro anche se i primi passi di questo percorso li stiamo facendo proprio nei nostri tempi. E' infatti in atto una terribile guerra fra chi sente non più prorogabile questa istanza di consapevolezza universale e chi, cieco e confuso dall'incertezza della vita materiale, ci sta facendo perdere nelle sue follie, ovvero nell'esercizio dei suoi aspetti più egoistici e deteriori. Per forza che queste persone si attaccano alla tecnologia ed alla visione meccanicistica del Tutto: stanno perdendo il senso della vita ed allora cercano di costruirselo loro nei laboratori...!
La scienza non è più un mezzo di conoscenza ma un sistema di sopravvivenza, un dio da adorare in mancanza di uno che non si trova...
Chiunque ci stesse osservando, dalla profondità degli spazi o oltre la barriera che separa le dimensioni, non può ancora intervenire. Devono aspettare.
Forse, a loro modo, anche pregare perché l'umanità di questo bel pianeta non si perda nel buio dell'errore. Solo DOPO li troveremo o... meglio, li RItroveremo.

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