parti precedenti:

PERCHÉ CREDO IN BABBO NATALE »
Una "dimensione" potrebbe essere un "piano" plastico e "duttile" in cui il pensiero, nostro o di altre "entità", interviene per fungere da vero e proprio "creatore". Aggiungiamo pure, se vogliamo, che le entità pensanti e quindi creatrici sono di diversa natura e livello e che, pertanto, anche noi possiamo esistere su un piano di esistenza che è stato pensato da un creatore al quale io, per scelta, metto la "C" maiuscola. A questo punto, anche se il concetto di "infinito" può sgomentare qualcuno, diciamo che, essendo le dimensioni infinite, i pensieri degli uomini "creano" in continuazione nuovi mondi oppure che molti di essi vanno a canalizzarsi in alcune "dimensioni-madre" che attirano tali pensieri per "affinità vibrazionale". Proseguiamo. Più persone pensano ad un "qualcosa", (più lo caratterizzano, più lo definiscono), più lo determinano e lo vivificano di quelle che gli esoteristi chiamano "onde-pensiero". Complessi meccanismi di "conservazione simbolica" hanno consentito di tramandare nel tempo, di generazione in generazione, determinate immagini o concetti per cui, ad esempio, affermare che esistono mondi fantastici popolati di leggende, fiabe, sogni, tradizioni e via di seguito, non è così azzardato. Passepartout di questi mondi potrebbe essere l'immaginazione, un'immaginazione che, di per sé è anche creatrice. Ormai lanciati nell'astrattismo più puro, diciamo allora che possono benissimo esistere mondi dove gli asini volano, altri in cui Biancaneve gioca con i 7 nani ed altri in cui... è una diva del porno. Sì, perché qualcuno un giorno l'ha immaginato e, pertanto, le varie dimensioni spaziano dalle più mistiche alle più atroci o volgari. E l'arte? L'ispirazione artistica? Non potrebbe essere la capacità di "pescare" nel serbatoio infinito delle dimensioni? Poi, chiediamoci anche questo: sempre seguendo il binario di questa speculazione, quale dimensione ha il diritto di definirsi "Realtà"? Quanti vostri duplicati esistono?... E se un altro voi stesse leggendo, in questo momento, in qualche parte dell'universo, "Extra Terrestre" solo con qualche piccola variazione? E se i sogni fossero, anche, degli speciali "stati di coscienza" nei quali, ogni tanto, ci è possibile esplorare le varie dimensioni?
Le domande sono tante e nemmeno del tutto nuove. Da sempre l'uomo è attratto da simili argomentazioni e recentemente esse hanno costituito, ed ancora costituiscono, fertile terreno per gli autori di fantascienza. Tornare a riflettere su questi interrogativi di sempre non è tempo perso, né tanto meno inutile.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico