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MIRACOLO NEL VUOTO »

Nel film" Powder" viene analizzata l'idea che noi "siamo energia" e "torniamo all'energia". Sembra vi sia molto interesse oggi verso la bioelettricità e verso la nostra connessione a qualche Divina Fonte energetica. Alcuni credono che l'Uomo sia parte di un Dio o di una Divinità ed abbia il potere di creare tutto. Un concetto, rimasto finora limitato entro i confini del misticismo e credo che, in questo senso, le religioni instaurate l'abbiano reso dogmatico, poi l'abbiano reso segreto e quindi abbiano instillato il terrore in chi osava credere diversamente. Il metodo scientifico è sempre consistito nell'essere atei o agnostici e così ci si aspetta che continui a combattere ciò che è mistico creando una dicotomia tra scienza e spiritualità. Ora che entriamo nel ventunesimo secolo, le cose stanno cambiando?

Nel mio libro "The Second Coming of Science", affermo che tutte le aree della scienza e tutti gli aspetti dei sistemi di fede esistenti lasciano che la gente partecipi alla nostra cultura a scatole cinesi, dove ogni scatola consiste in un sistema di credenze limitante. La scatola che accettiamo più facilmente, negli USA, è una scatola chiamata "scienza occidentale", divenuta un banale e limitante esempio di realtà. Immagina che la scatola sia legata al tempo ed allo spazio e che l'asse del tempo scorra dalla nostra nascita fino alla nostra morte. Qualunque quesito o congettura riguardante cosa avvenga prima della nascita o dopo la morte sono considerate tabù, nell'ambito di un tribunale o di una investigazione scientifica. La scatola è limitata dagli spazi interni ed esterni. Un dualismo. Dobbiamo riuscire a superare la separazione, è giunto il momento di costruire un ponte ed è stata una vera sfida, per gente come il Dott. Steven Greer (direttore del Cseti, Centro Studi Intelligenze ExtraTerrestri), e molti altri, incluso il sottoscritto, poter esprimere questa realtà in un modo che sia comprensibile, perché quando stai trattando con due paradigmi contrastanti che coesistono, ti trovi ad affrontare due realtà molto differenti. La "scatola della scienza" è una versione limitata della realtà. In certe circostanze è valida ma in circostanze più generali non lo è affatto. La chiave in questo caso è la coscienza. Purtroppo, scienziati come Stephen Hawking o Carl Sagan hanno a lungo ribadito l'idea che la coscienza non esiste. Ciò è assurdo e non c'è bisogno di essere un mistico per rendersene conto. Puoi essere uno scienziato ed osservare l'effetto della coscienza sul nostro mondo "reale" e provarlo in un laboratorio, come ho fatto io. Immagino mi si possa chiamare l'Indiana Jones della nuova scienza, sto cercando di dare una mano a ridestare il mondo e di dire alla gente che abbiamo il giusto potenziale dentro di noi, che sta giungendo proprio nel momento opportuno per salvarci da un disastro ecologico sul nostro pianeta.
Verso il problema provo sentimenti contrastanti. Mentre portavo avanti il lavoro di ricerca per l'ultimo libro pensavo che si sarebbe trattato semplicemente di un pezzo foto-giornalistico sui migliori risultati nel campo della free energy e che stavo svolgendo un servizio, ma mi sono trovato a vivere delle emozioni intense - un profondo cambiamento interiore - quando ho iniziato ad accogliere le nuove informazioni e a meditare sulle implicazioni. Mi sono reso conto di aver attraversato una serie di spiacevoli stati emotivi, una fase di "lutto", e che tutti noi stiamo condividendo quest'esperienza. La Dott.ssa Elizabeth Kübler Ross ha svolto un'ampia ricerca sul modo in cui affrontiamo la morte.
Il primo gradino nel nostro modo di affrontarla è la negazione. La memoria va alla mia prima esperienza di "Remote Viewing". Era il 1979 e mi trovavo ancora a Princeton. Ebbene, la vissi ma negai a me stesso di averla vissuta. Tornai al lavoro come se nulla fosse accaduto e ci vollero due esperienze consecutive, una di pre-morte ed una di guarigione per scuotermi al punto giusto - per risvegliarmi - sino al punto di dover ammettere che la scienza che avevo sempre insegnato come un dogma non era tutto,né la fine di tutto. Mi ci vollero diversi anni prima di accettare completamente questa evidenza. C'è uno slogan ideato da Chad O'Shay, un predicatore di Asheville, North Carolina, che dice: "La verità vi renderà liberi ma, all'inizio, vi farà infuriare". Infatti quando ho superato il periodo della negazione ed ho accolto le nuove informazioni, mi sono arrabbiato immensamente. Ero furibondo con quelli che cercavano di nascondere come stanno veramente le cose, mi veniva voglia di saltargli alla gola e a volte non nego di sentirmi ancora così. Dopo il periodo di rabbia segue quello delle "contrattazioni", una sorta di: "Posso adattare dei perni cilindrici a dei fori quadrati? Posso costruire un ponte tra questi due mondi? Posso conciliare il nuovo punto di vista con quello vecchio?" Di solito la risposta è negativa, il che è piuttosto demoralizzante. Così mi è capitato per un paio d'anni, mentre preparavo il libro, di attraversare una profonda depressione. Trovavo frustrante e difficile trasporre sulle pagine alcune idee per me solidamente scientifiche quanto qualunque altra cosa cui mi fossi dedicato durante la mia carriera di astrofisico. Ho attraversato la fase del lutto e, secondo la Ross, l'ultima parte della fase di lutto consiste nell'accettazione. Si tratta di una sorta di quieta accettazione di questa realtà, inclusa la coesistenza dei paradigmi vecchi e nuovi. Stiamo vivendo ora in un'epoca schizofrenica e va bene così. Alla conclusione del libro, non ho potuto fare altro che condividere la mia esperienza e osservare cosa sta accadendo culturalmente in questo momento. Ci troviamo sulla cuspide tra negazione e rabbia e la parte rabbiosa della rivoluzione attualmente in corso - la rivoluzione della consapevolezza - sarà quella più evidente. Tuttavia siamo sufficientemente saggi e compassionevoli per aiutarci l'un l'altro a superare queste fasi in modo da non confondere, ancora una volta, i mezzi con il fine. Il nuovo paradigma di cui parliamo è un mondo in cui possiamo tutti essere i potenti artefici di noi stessi e dove la massa e l'energia diventano sussidiari della coscienza. Avevamo messo il carro davanti ai buoi, adesso possiamo mettere i buoi sul sedile del guidatore ed entrare nella consapevolezza che diverrà la pietra angolare della nuova scienza. Ciò ci permetterà di scoprire chi siamo realmente, qualcosa che ci è sempre stato tenuto nascosto. È una cultura così strana la nostra!
Grazie a Dio esiste Internet e grazie a Dio esistono tipi come voi ed altri colleghi e stiamo tutti lavorando su questo progetto. Ai bei vecchi tempi, quando lavoravo per la NASA o quando insegnavo a Princeton, mi sostenevano tutti. Un'organizzazione che ti sostenga è molto importante. Avere un gruppo di supporto formato da nuovi colleghi, mentre attraversiamo le fasi di cambiamento, è ancora più importante.

C'è qualche osservazione, a conclusione di questa intervista, che vorresti porre alla nostra attenzione?
Il messaggio che voglio trasmettere è che la nostra realtà è infinitamente più grandiosa di quanto ci abbiano lasciato credere e dobbiamo impegnarci in prima persona e partecipare. Abbiamo bisogno di più persone disposte a correre dei rischi. Abbiamo tutti dei poteri psichici e ciò è misurabile e ripetibile in laboratorio. Alleandoci come colleghi, e in gruppi, possiamo veramente raggiungere quello stadio in cui le nostre vite diverranno molto più facili e, conseguentemente, il mondo sarà di gran lunga migliore. Nascoste da qualche parte esistono le tecnologie e gli strumenti che possiamo usare perché si affermi un mondo nuovo ma, probabilmente, dovremo affondare ed attraversare un lungo periodo di caos prima che la nuova fase si stabilizzi.

Speriamo che non sarà troppo doloroso. Grazie per averci concesso il tuo tempo, Brian, è stato bello rivederti.

Grazie, anche per me.

Note:
Swami Virato è scrittore, studioso di filosofie orientali ed editore della rivista New Frontier Magazine.

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