
PERCHÉ CREDO IN BABBO NATALE
di Antonio Bruno

I pensieri degli uomini creano in continuazione nuovi mondi. Tornare a riflettere sugli interrogativi, che da sempre costituiscono fertile terreno per gli scrittori, non è tempo perso. Esplorare i possibili confini tra realtà e immaginazione potrebbe riservare delle sorprese...

C'è una teoria molto interessante che proviene dai ricercatori più avanzati, sebbene solo a livello teorico, nel campo dello studio della fisica. Questa teoria, che ribadisco essere puramente speculativa pur venendo da autorevoli scienziati, ipotizza, sulla base di alcuni assunti che sembrano coerenti con i risultati delle suddette ricerche, che esistono infinite dimensioni, tante quante uno può immaginarne.

PENSARE QUINDI CREARE
Una "dimensione" potrebbe essere un "piano" plastico e "duttile" in cui il pensiero, nostro o di altre "entità", interviene per fungere da vero e proprio "creatore". Aggiungiamo pure, se vogliamo, che le entità pensanti e quindi creatrici sono di diversa natura e livello e che, pertanto, anche noi possiamo esistere su un piano di esistenza che è stato pensato da un creatore al quale io, per scelta, metto la "C" maiuscola. A questo punto, anche se il concetto di "infinito" può sgomentare qualcuno, diciamo che, essendo le dimensioni infinite, i pensieri degli uomini "creano" in continuazione nuovi mondi oppure che molti di essi vanno a canalizzarsi in alcune "dimensioni-madre" che attirano tali pensieri per "affinità vibrazionale". Proseguiamo. Più persone pensano ad un "qualcosa", (più lo caratterizzano, più lo definiscono), più lo determinano e lo vivificano di quelle che gli esoteristi chiamano "onde-pensiero". Complessi meccanismi di "conservazione simbolica" hanno consentito di tramandare nel tempo, di generazione in generazione, determinate immagini o concetti per cui, ad esempio, affermare che esistono mondi fantastici popolati di leggende, fiabe, sogni, tradizioni e via di seguito, non è così azzardato. Passepartout di questi mondi potrebbe essere l'immaginazione, un'immaginazione che, di per sé è anche creatrice. Ormai lanciati nell'astrattismo più puro, diciamo allora che possono benissimo esistere mondi dove gli asini volano, altri in cui Biancaneve gioca con i 7 nani ed altri in cui... è una diva del porno. Sì, perché qualcuno un giorno l'ha immaginato e, pertanto, le varie dimensioni spaziano dalle più mistiche alle più atroci o volgari. E l'arte? L'ispirazione artistica? Non potrebbe essere la capacità di "pescare" nel serbatoio infinito delle dimensioni? Poi, chiediamoci anche questo: sempre seguendo il binario di questa speculazione, quale dimensione ha il diritto di definirsi "Realtà"? Quanti vostri duplicati esistono?... E se un altro voi stesse leggendo, in questo momento, in qualche parte dell'universo, "Extra Terrestre" solo con qualche piccola variazione? E se i sogni fossero, anche, degli speciali "stati di coscienza" nei quali, ogni tanto, ci è possibile esplorare le varie dimensioni?
Le domande sono tante e nemmeno del tutto nuove. Da sempre l'uomo è attratto da simili argomentazioni e recentemente esse hanno costituito, ed ancora costituiscono, fertile terreno per gli autori di fantascienza. Tornare a riflettere su questi interrogativi di sempre non è tempo perso, né tanto meno inutile.

CREARE QUINDI È REALTÀ
Il nostro spirito ha continuamente bisogno di interrogarsi, di riflettere. L'essenza stessa dello spirito umano è la ricerca ed io credo che, fra le tante ricerche e fra le tante affascinanti domande senza risposta, poche siano così ricche di intrinsechi, profondi sconvolgimenti culturali e spirituali quanto quelle relative al vero concetto di "realtà" ed ai confini delle possibili dimensioni.
Conclusione: Babbo Natale? Certo che esiste, e con lui tutti i folletti della sua fabbrica di giocattoli!... Ci pensate a quanti milioni di bambini hanno nutrito questa onda-pensiero?
Io sono sicuro che esiste un mondo in cui tutto ciò è "reale" e nel quale ognuno di noi può entrare se utilizza bene la sua "immaginazione"...
Non inutile speculazione, quindi ma, forse, anche un modo per trovare Dio. Infatti, se noi possiamo creare di continuo nuovi mondi con la nostra immaginazione, cosa ci impedisce di ritenerci, in un modo che soddisfa la nostra sete di concettualizzazione, creazioni del pensiero di un Ente superiore per noi indefinibile ma, in quanto nostro creatore, innegabilmente reale? Il Dio della filosofia, lo ammetto, mi affascina molto più di quello della religione...


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