Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2007  
Nonsoloufo - Ufo and much moreIl nuovo numero disponibile quiARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide

Tutti gli articoli di Archeologando ARCHEOLOGANDO...

DESERTO DI AFAR E DEPRESSIONE DI DANAKIL: ALBA E CREPUSCOLO
di Mauro Paoletti
per Edicolaweb


A volte il fato, come lo chiamavano gli antichi, è davvero bizzarro. Sette milioni di anni fa in Etiopia esisteva un mare interno che aveva trasformato l'altopiano di Danakil in un'isola paludosa; un habitat isolato. I primati che la popolavano furono costretti a spostarsi nel mare e sembra iniziassero a camminare eretti per poter respirare nell'acqua. Quando il mare si ritirò venne a formarsi il deserto di sale di Danakil dove furono scoperti, nel 1995, un cranio ed un bacino assegnati ad una delle prime specie umane.
A sud nel deserto di Afar, ufficialmente dove lo sviluppo umano ha avuto inizio, venne ritrovata Lucy e altri esemplari a lei simili. Fossili che risalgono a oltre quattro milioni di anni fa e che rappresentano l'anello mancante della linea evolutiva, la congiunzione fra gli ardipitechi vissuti sette milioni di anni fa e le forme di australopitechi antichi di 4,5 milioni di anni. Inoltre le tre specie di australopitechi, il Ramidus, l'Anamensis e l'Afarensins, sono stati rinvenuti nella stessa area lungo il corso del fiume Awash (unico corso d'acqua che scorre nella regione dell'Afar e termina il suo percorso in una serie consecutiva di laghi salati) suggerendo una precisa successione evolutiva avvenuta nella zona.
Quindi l'Australopithecus Afarensis viveva circa oltre 4 milioni di anni fa nella parte della East African Rift, a oriente della Great Rift Valley, una valle tettonica che si estende dalla Siria del nord al Mozambico, fino all'Asia sud occidentale; risultato della separazione tra la placca tettonica africana e quella arabica, che hanno iniziato a distaccarsi circa 35 milioni di anni fa.
Definire la Terra "il Pianeta Vivente" non è più una metafora; attraverso gli occhi dei satelliti possiamo vedere che si modifica giorno dopo giorno.
Ed è con i satelliti che sono state scoperte una serie di fratture nella zona del deserto di Afar, nel Corno d'Africa, una tra le zone sismiche più attive e ricca di catene vulcaniche del Pianeta.
La frattura più impressionante è lunga 60 metri e larga 4 e si trova a circa mille chilometri da Addis Abeba; il suolo ha iniziato a spaccarsi dal settembre del 2005 nel massiccio di Dabbahu, presso la depressione di Afar.
Secondo i geologi del progetto Eagle (Ethiopian Afar Geophysical liyhospheric Experiment) fra un milione di anni l'Africa inizierà a spezzarsi in due tronconi dando vita alla formazione di un nuovo bacino oceanico, dato che la fenditura si allarga a un ritmo di due centimetri l'anno. Tale spaccatura è destinata ad allungarsi per centinaia di chilometri; diverrà profonda migliaia di metri e verrà invasa dalle acque del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Il nuovo oceano si formerà lungo la striscia compresa fra l'Eritrea, l'Etiopia, il Kenya, la Tanzania e metà Mozambico.
Avremo una grandissima isola che si muoverà verso l'Oceano Indiano, come ha spiegato Dereje Ayalew, dell'Università di Adis Abeba, che ha guidato il gruppo di 18 geofisici sul luogo del fenomeno attualmente monitorato attraverso i satelliti dell'ESA, dal team di Tim Wright del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Oxford. In particolare, per mezzo del satellite radar Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che ha registrato i movimenti del suolo avvenuti durante la spaccatura della crosta terrestre nella depressione di Afar.
Le immagini che giungono dal satellite evidenziano un'attività magmatica che indica l'inizio della formazione di un nuovo fondale marino. Una nuova crosta continentale si è formata da circa due chilometri cubici e mezzo di magma fuoriuscito al di sotto dei vulcani Dabbahu e Gabho che ha riempito gli spazi originati in seguito all'allontanamento dei bordi della placca di circa 8 metri.
Da alcuni milioni di anni si stanno verificando eventi che fanno prevedere il distacco di una parte dell'Africa.
Nella zona compresa fra lo Stato di Gibuti, parte dell'Eritrea e dell'Etiopia esiste il punto di incontro di tre placche tettoniche in continua espansione, che hanno formato il mar Rosso e il golfo di Aden, con un movimento lentissimo. Il progressivo accumulo di pressione che ne deriva può originare eventi catastrofici, come quello avvenuto nel settembre 2005 quando, nel giro di poche settimane, ha prodotto fratture profonde centinaia di metri e lo slittamento del terreno di 8 metri. Il magma inseritosi nella frattura fra la zolla africana e quella arabica contribuisce ad allontanarle generando imponenti eruzioni vulcaniche che in futuro potrebbero immettere nell'atmosfera immense quantità di polveri e nitrati capaci di poter influenzare il clima per un periodo di 5 o 10 anni. Il Natural Environment Research Council (NERC) britannico ha stanziato 2,5 milioni di sterline per una ricerca che analizzi e tenga sotto controllo il fenomeno.
Dai comunicati diramati da diverse agenzie per illustrare e commentare l'evento apprendiamo, come dichiarato da Tim Wright, che la gran parte dell'attività tettonica avviene sott'acqua, nelle profondità degli oceani, lungo le dorsali. L'Etiopia è uno tra i pochissimi posti del pianeta dove si può monitorare un continente che si sta spezzando alla luce del sole.
Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo oceano. La ricerca si avvarrà di riprese satellitari, misurazioni GPS, una rete di sismografi e metterà in campo una serie di tecniche geofisiche e geochimiche.
Quindi la Terra si deforma sotto gli occhi dell'Envisat. Va tenuto conto che il campo gravitazionale terrestre si è modificato a causa del terremoto che ha provocato lo tsunami del 2004 e che altri fenomeni fisici simili si potranno manifestare nel corso del tempo anche da altre parti. Fenomeni che si manifestano generalmente in tempi geologici e che il pianeta ha in serbo da tempo; dovremo chiederci se l'azione dell'uomo può averne velocizzato qualcuno.
L'uso sfrenato delle tecnologie che hanno prodotto l'effetto serra e il conseguente riscaldamento terrestre; i ripetuti esperimenti nucleari sotterranei condotti da alcune nazioni, possono essere stati la causa di questo acceleramento. Quando si gioca con le forze fisiche e energie non ben conosciute, difficili da imbrigliare al proprio volere, si possono scatenare effetti secondari che sfuggono al controllo.
È curioso come l'uomo si arrabatti in milioni di modi per riuscire a prevalere su tutto e su tutti, ad ogni costo, a qualsiasi prezzo, inanellando un errore dopo l'altro, ma senza voltarsi a guardare dove calpesta e chi travolge, senza considerare i famosi danni collaterali causati dalla sua corsa sfrenata. In fondo che importa? Ciò che conta è arrivare alla meta prefissata. Non c'è tempo di fermarsi a guardare cosa accade intorno.
Così il nostro "ignaro" bipede, tutto preso da altri problemi, non si avvede, o fa finta di non vedere, che questa strana sfera sulla quale ha costruito il suo habitat è viva. Vive una sua vita seguendo regole ben precise che non possono essere stravolte.
Ironia della sorte fra un milione di anni la regione del Danakil sarà sommersa sotto un nuovo oceano e del luogo che vide l'alba dell'uomo non resterà nessuna traccia; le acque dell'oceano cancelleranno ogni impronta lasciata dai primi esseri umani.
Fra sette milioni di anni un oceano nasconderà per sempre il luogo dove un presuntuoso primate, convinto di poter fare tutto, ha visto un giorno sorgere un nuovo sole. Uno dei luoghi più prolifici di fossili di ominidi. Ma non solo.
Ci troviamo nella Dancalia percorsa dalle carovane di sale, una delle regioni più inospitali della terra dove la natura ha utilizzato i migliori pennelli per dipingere paesaggi incredibili, fantastici, irripetibili, unici; cosparsa di laghi, geygers, coste che ospitano tartarughe e uccelli rari. Circondata da montagne le cui cime superano i tremila metri. Una regione desertica che si trova in media a circa 120 metri sotto il livello del mare. Vi si ammirano coni vulcanici come l'Erta Alè, il più grande situato nel cuore della depressione. Il territorio che possiede un lago mobile, l'Asele, famoso per l'estrazione del sale, si dice che sia spesso un chilometro; ubicato sopra una piana perfettamente liscia che, con i monsoni, si sposta a nord in estate superando Dallol, addossandosi all'Ertale a sud in inverno. Dallol è famosa per le sue colonne e per i suoi gaygers colorati, come quelli di Alalobert, che assumono diverse colorazioni a causa delle differenti emissioni di cloruri. Poco lontano il lago Afdera, 140 metri sotto il livello marino, circondato da neri basalti e sorgenti termali alimentate dal sistema dell'Erta Alè. Un altro stupefacente lago è il Lac Assal, 155 metri sotto il livello del mare, circondato da vulcani attivi e nere distese di lava, incorniciato da una corona di sale bianchissimo.
Nella regione la meraviglia del Goubet-Al-Kharab, un cono vulcanico posto fra due laghi comunicanti con il mare per mezzo di uno stretto passaggio contraddistinto da alte pareti: il golfo di Tajura.
È pur vero che occorrerà un tempo immemorabile affinché il fenomeno si completi, ma dato che l'uomo si considera l'animale più intelligente, colui che ha saputo creare una civiltà avanzata, regolarne la vita, inventare il progresso; dato che dimostra ogni giorno di non avere tempo da perdere per voltarsi indietro perché a quanto pare è essenziale guardare al futuro, mi chiedo: la cosa importa davvero a qualcuno? Fra un milione di anni chi ci sarà a osservare il nuovo oceano?
La natura segue il suo corso e se questo uomo desidera veramente avere un futuro sembra sia giunto il momento di fermarsi e guardarsi intorno. Conoscendo il genere del soggetto sarà molto difficile perché questo essere non confessa, né confesserà mai di essere consapevole di fare molti grandi errori; non ammetterlo è l'errore più grande visto che errare è umano, ma perseverare è diabolico.

Tutti gli articoli di Archeologando

vai alla visualizzazione normale     invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home     aggiungi Edicolaweb a Preferiti  

 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

  Officina
    Multimediale


Summa Prophetica - Renucio Boscolo

videosoftservice.it
videosoftshop.it
videosoft.it - L'informatica per chi lavora

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni