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ARCHEOLOGANDO...


PIRAMIDI

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

[Chichen Itza - 27K .jpg] [Tenochtitlan - 60K .jpg] [Ziggurat di Babilonia - 25K .jpg] [Ake - 37K .jpg] [Becan - 42K .jpg] [Chicanna - 57K .jpg] [Dzbilnocac - 47K .jpg] [Edzna - 49K .jpg] [El Tajin - 53K .jpg] [Monte Alban - 40K .jpg] [Teotentenango - 35K .jpg] [Tulum - 53K .jpg] [Uxmal - 58K .jpg]
 

[Piramide del Mago - 51K .jpg] [Zempoala - 60K .jpg] [Calakmul - 39K .jpg] [Sayil - 45K .jpg] [El Pital - 33K .jpg] [Mayapan - 43K .jpg] [Honduras - 41K .jpg] [Belize - 28K .jpg] [Xochicalco - 58K .jpg] [Xochicalco vista dall'alto - 51XK .jpg] [Cobà - 50K .jpg] [Tenayuca - 35K .jpg] [Bonampak - 48K .jpg] [Cholula - 47K .jpg] [Chiesa di Cholula - 46K .jpg]
 

[Foto scattata dal "Landsat II" - 35K .jpg] [Paramonga - 24K .jpg] [Huaca del Sol - Panoramica - 33K .jpg] [Huaca del Sol - Dettagli - 26K .jpg] [Nubia - 37K .jpg] [Meroe - 22K .jpg] [Tahiti - 25K .jpg] [Tenerife - 50K .jpg] [Monte d’Accodi - 44K .jpg] [Cerumbelle - 34K .jpg] [Rapaiti - 41K .jpg] [Nan Madol - 41K .jpg] [Tongatabu - 31K .jpg] [Haamunga - 55K .jpg] [Hawai - 27K .jpg]
 

[Palau - 28K .jpg] [Disegni cinesi - 50K .jpg] [Germania - 55K .jpg] [Stati Uniti - 28K .jpg] [Inghilterra - 23K .jpg] [Turchia - 43K .jpg] [Costruzione rattangolare sulla Luna - 52K .jpg] [Costruzione rattangolare sulla Luna - Ingrandimento - 24K .jpg] [Piramidi sulla Luna - 52K .jpg] [Piramidi sulla Luna - 46K .jpg] [Rovine lunari - 16K .jpg] [Teotihuacan - 38K .jpg]
 

Parliamo nuovamente di piramidi, costruzioni megalitiche, enigmatiche, presenti in molti luoghi del pianeta. Simboli cosmici, antico comune denominatore dei popoli che hanno vissuto su questo pianeta prima di noi; la "collina primordiale" che vide la discesa degli Dèi nel primo tempo.
Per i popoli precolombiani il cielo era formato da nove piani, e nove gradini si ritrovano nelle piramidi dei Toltechi a Chichen Itza e a Tenochtitlan. Qui la piramide è identificata con il Coatpetl, il simbolo del cielo, il monte dei serpenti di Tollan, dove si dice nacque il sole.
La piramide in India assume un significato religioso e viene identificata con il Monte Meru e il picco del Kailash, la montagna cosmica. Espressione che si ritrova in Cambogia dove sulla cima della costruzione veniva posta la statua del Re-Dio, divenendo così oltre che collina cosmica, il luogo di culto.
Erodoto parlando dello Ziggurat di Babilonia scriveva che "nel tempio posto sull'ultima torre si trova un grande letto con belle coperte e una tavola d'oro. In quel luogo non vi è nessun simulacro di divinità. Di notte nessun uomo vi dimora, ad eccezione di una sola donna del paese. Quella che il dio ha scelto fra tutte, a quanto dicono i Caldei, sacerdoti di questo dio."
Ciò è confermato anche dalle iscrizione rinvenute sui mattoni della costruzione. Lo ziggurat è raffigurato come il basamento del santuario posto sull'ultima terrazza, dove il dio prende dimora.
Quale dio scende dall'alto per unirsi con una femmina umana?

La piramide assume molteplici funzioni: tempio, osservatorio, monumento funebre.
Certamente le più conosciute sono quelle in Egitto, nella piana di Giza, metà continua di turisti. È in quella terra che ne riaffiorano di nuove, come reclamizzato anche dal depliant dell'Ente del Turismo Egiziano che, nel febbraio 1997, forniva la notizia di venticinque nuovi ritrovamenti, di cui quattordici nella zona di Dashur, portando ad un totale di centosei costruzioni nel territorio.
A volte dedicate a re e regine sconosciuti, come il caso della piramide della regina Merit Ayet Es, una costruzione alta cinquanta metri, rinvenuta a 10 Km dal Cairo.
Altrettanto note le piramidi Maya, Azteche e Inca, nel Sud America dove si continua a ritrovare queste costruzioni nonostante l'intricata e impenetrabile vegetazione che, a volte, rende impossibile raggiungere le costruzioni via terra. Nel Messico numerosi siti archeologici dove sono presenti piramidi: Ake, Becan, Chicanna, Dzbilnocac, Edzna, El Tajin, Monte Alban, Teotentenango, Tula, Tulum, Uxmal con la sua nota Piramide del Mago, Zempoala, Calakmul, Sayil ed altri centri più isolati dove la vegetazione ha preso il sopravvento come El Pital e Mayapan.
Così in Perù, Bolivia, Venezuela, Brasile, Honduras, Belize, si rinvengono queste testimonianze di popoli il cui ricordo sopravvive solo in alcune leggende locali.

Un antico manoscritto messicano mostra un quadrato con un mare interno, al centro una piramide che alla base reca l'iscrizione "Aztlan". I messicani si consideravano discendenti da un popolo chiamato appunto Aztlan.
In entrambi i lati dell'atlantico si ritrovano piramidi circondate dall'acqua.
A Xochicalco in Messico, i geroglifici di una piramide narrano di una terra in mezzo all'oceano Atlantico distrutta e poi scomparsa.
A Cobà, fra le rovine Maya, si trova un lastrone sul quale è rappresentata la fuga da una catastrofe provocata da un terremoto e un maremoto. In alto a sinistra si nota un vulcano in eruzione e il crollo di un tempio a Piramide, a destra un Maya dal "naso forato", che fugge su di una canoa.
A Tenayuca, nello Yucatan, sono state ritrovate costruzioni con il perimetro di 52 metri, corrispondente al numero degli anni componenti un ciclo Maya, trascorso il quale, era usanza bruciare tutti gli oggetti familiari e ricostruirne dei nuovi. Usanza comune anche ai primi Ebrei e che ha radici religiose ed esoteriche. A cicli determinati un sommo sacerdote praticava una cerimonia conosciuta come "il nuovo fuoco", per rigenerare l'energia del Dio Sole.
A Bonampak, in Messico, vi è una piramide attribuita ai Maya ove le pitture riproducono individui dipinti frontalmente, ma con il viso visto di profilo come era in uso in Egitto. Affreschi che somigliano a quelli dell'antica Spagna, dei Celtiberri, a quelli del Dio del Sole Crom; comuni a quelli indiani e di Ceylon.
A Cholula, in Messico, una immensa collina con una chiesa sulla sua sommità, in origine era una piramide. Si racconta fosse destinata a rifugio, ma non fu terminata perché venne a crearsi confusione nel linguaggio dei costruttori.
Nella zona di Nazca si possono osservare altre piramidi.
A un'ora di treno da Città del Messico si trovano le Piramidi di Teotihuacan, ove troneggiano quelle del Sole e della Luna, di origine Maya, in pieno territorio Azteco.
Piramidi sono state ritrovate in Venezuela ai confini con l'Amazzonia Colombiana.
Sempre in terra Venezuelana, al confine col Brasile, a Nord di Manaus, fra il Rio Madeira e Las Amazonas, Roldao Pires Brandao, insieme a Josè Alair da Costa Pires, a bordo di un aereo sorvolando la zona avvistarono tre piramidi (la più alta raggiungerebbe i duecento metri) disposte a triangolo, già viste da terra dieci giorni prima. Brandao asserì che erano di stile egizio. Risalirebbero alla mitica civiltà dei Mogulalas esistita oltre 12 mila anni fa.
La rivista brasiliana "Veja" dedicò molto spazio alla scoperta. Molti si interessarono alla storia. Eric Von Daniken sorvolò la zona con un aereo affidato ad un ex pilota della Swissair, Ferdinand Schimd. Anche Yves Cousteau, con una sua squadra, partecipò alle ricerche; nessuna spedizione riportò un esito positivo. Mirella Rostaing, scrittrice, si è interessata alla vicenda ed è venuta in possesso delle foto di queste piramidi: "osservandole sembrano collinette come tante, ma quella 'punta conica' conferisce loro l'aspetto di Piramidi".
Durante una escursione esploratori avrebbero trovato una piramide a gradoni nella provincia di Tolima in Colombia, alta circa settanta metri, nascosta dalla vegetazione.
All'inizio del 1979 un aereo fotografò dodici piramidi grandissime nel dipartimento di Madre de Dios in Brasile, collocate simmetricamente in due file di sei. La zona è conosciuta come l'antica sede del grande impero Paititi. Si racconta che nel territorio di questo regno esisteva una collina con un passaggio segreto attraverso il quale si accedeva a mondi sotterranei. Ulteriori approfondimenti di questo argomento nel libro di Karl Brugger "Cronaca di Akakor".
Il 30 dicembre 1975, il "Landsat II" scattò una serie di foto a 13° latitudine Sud e 71°30' longitudine Ovest, sulle giungle del Perù sud orientale. Una foto mostrò otto misteriosi punti simili a protuberanze, in parte ombreggiate, disposte in due file parallele. Uno studio a raggi infrarossi rivelò alture bianche, chiaro segno della pietra. L'Istituto Archeologico Andino di Lima stabilì che ogni punto era una costruzione poco meno alto della piramide di Cheope. Una ricognizione a bassa quota sulla zona rivelò alcune piramidi coperte dalla vegetazione, in tutto dodici. Vi erano altre quattro piramidi più piccole lungo le due file parallele. Non è stato possibile raggiungere la zona via terra, nonostante i numerosi tentativi effettuati, a causa della zona impervia.
Esistono in Perù, a quattromila metri di altezza, diverse piramidi a sette terrazze. Nelle Ande Argentine vi sono piramidi aventi lo schema e le stanze come quelle egizie. Sulle Ande è situato un grandioso monumento conosciuto come Paramonga. Era una specie di avamposto a difesa del territorio dei Chimù. Sembra dalle vicende storiche che la costruzione debba essere attribuita agli Inca e non ai Chimù.
Si trova su di uno sperone di roccia, di forma irregolare che somiglia ad un pentagono, raggiungeva originariamente i trenta metri di altezza.
Tre piattaforme con scale furono rafforzate da bastioni che prolungavano la terrazza inferiore. Le costruzioni erano situate solo sulla terrazza più in alto. Sembra sia stato un edificio di culto trasformato in fortezza. Nella zona si trovano altre piramidi: Ceterni, Chornancap e l’Huaca del Sol.

A Tiahuanaco si erge la collina dei sacrifici costituita da una grandissima piramide di centocinquanta metri per duecento, alta circa cinquantacinque metri. Fu costruita su precisi riferimenti astronomici e con la base allineata al nord magnetico con uno scarto di soli cinque secondi (1/720 di grado). Le rovine indicano l'uso di blocchi del peso superiore a cento tonnellate, lunghi otto metri, larghi quattro e spessi due. Ci si chiede tutt'oggi come furono trasportati. Per ottenere la massima coesione fra le pietre furono usati dei "morsetti" metallici ottenuti fondendo insieme rame, ferro, silice e nichel.
Il metallo fuso veniva colato direttamente tra i massi ove erano state precedentemente scavate apposite canalette per contenerlo. Quindi la necessità di disporre di un forno portatile e un livello tecnologico di gran lunga superiore a quello immaginato. Da segnalare che il Nichel non esiste in Bolivia.
Presso il Museo di Tiahuanaco se ne possono vedere alcuni tipi recuperati dagli scavi archeologici, insieme ad altri attrezzi metallici quali scalpelli, seghe di rame, punzoni.
Morsetti sono stati rinvenuti anche fra le pietre di Angkor Wat, in Cambogia e di Dendera in Egitto, a Sarnath in India.

Si parla di una "valle Egizia" fra i fiumi Xingù e Tucantus, in Amazzonia Meridionale; il 13 novembre 1954 il giornale "O. Cruzeiro" di Rio de Janeiro, dava notizia anche del ritrovamento di un "cammeo Egizio". E piramidi esistono in Polinesia, erette in onore di Ra; in Algeria a El Madrassem, dello stesso tipo di Saccara.

Intorno a Sebastopoli sono state scoperte fortuitamente ben 37 piramidi completamente interrate.
Uno strano gioco del destino rivela il segreto nel corso di ricerche idriche dirette dal capitano di vascello a riposo Vitalij Anatoljevic Gokh, esperto di scienze tecniche e rilevazioni sotterranee, inventore di un dispositivo utile nell’individuazione di sorgenti d’acqua, ex insegnante alla scuola d’ingegneria, ove aveva il compito di preparare gli ufficiali dei sommergibili nucleari.
I ricercatori si sono imbattuti in una estesa superficie levigata di pietra calcarea. Penetrati all’interno hanno trovato strutture a cupola e strane lastre triangolari; nelle giunture fra i blocchi di pietra vi sono tracce di malta. Nei dintorni, un tratto di cinquanta chilometri fra Foros e Khersones, sono state rinvenute altre sei piramidi interrate allineate lungo la costa del Mar Nero, le quali, con la prima formano un rombo quasi regolare e risultano tutte allineate come quelle egiziane e colombiane. A differenza di queste sono di tre lati e non di quattro, più modeste nell’altezza che varia da 35 a 45 metri, con una base di 72 metri di lato. Le misure confermano che il rapporto base-altezza è quello tipico delle piramidi antiche.
Le sette piramidi sono situate in corrispondenza dei due focolai magnetici che caratterizzano il clima della penisola.
I focolai magmatici nei pressi delle piramidi riportano in auge la teoria che vuole Atlantide nel Mediterraneo, non lontano dalla Crimea; in quella civiltà Minoica che viveva a Creta e a Santorini devastata da una immane eruzione vulcanica. Si pensa quindi che le costruzioni siano state erette dagli abitanti del continente scomparso e siano rimaste sepolte in seguito al cataclisma che distrusse quella terra.
I monumenti sarebbero completamente cavi, quindi ci chiediamo se siano tombe o, avendo strane costruzioni all’interno, si possano considerare accumulatori di energia; una sorta di antiche centrali energetiche capaci di sfruttare le energie geo magnetiche del pianeta.
Altre piramidi sono state scoperte nell’Uzbekistan, nelle regioni di Kashandariyn e Samarcanda, di forma tetraedrica come quelle egizie, con le pareti completamente lisce, un altezza compresa fra i dodici e i quindici metri, risalenti al 2700 a.C.. Ricordano quelle della Nubia e di Meroe nel Sudan; sono giunte intatte fino a noi perché ubicate in una zona remota; inoltre non sono mai state smantellate utilizzandole come materiale da costruzione. Circa il loro uso e la loro origine è il più fitto mistero.
A 160 km. a nord di Brisbane, in Australia, sul fiume Mary si trova la cittadina di Gympie alla periferia della quale è stata rinvenuta una piramide a gradini, scoperta per la prima volta nel 1850. Consiste in una serie di terrazze composte da blocchi di pietra di un metro e venti di altezza per due e quaranta di larghezza fino a raggiungere una elevazione di circa trenta metri. Vicino alla costruzione è stato rinvenuto un piccolo idolo in pietra che sembra raffigurare il dio egizio Thoth in forma di scimmia mentre stringe la croce della vita, il Tau. Dato che in tale forma venne rappresentato fino al 1000 a.C. (successivamente in forma umana con la testa di Ibis) si desume che sia datato anteriormente. In conseguenza anche la costruzione potrebbe risalire a tale periodo. I nativi raccontarono ai primi europei giunti a Gympie che in quel luogo viveva un antico popolo, i Dhamuri, provenivano da Orione e costruirono le piramidi. Costruzioni di cui rimane solo un esemplare con gli ingressi cementati dall’esercito nel 1930 per motivi di sicurezza. Gli animali che vi si addentravano non riuscivano più a uscire. Le pietre delle altre piramidi e dei templi sono state usate nella costruzione dei palazzi e della chiesa delle città.
In Nuova Guinea ne sono state rinvenute ben cinque identiche a quella di Gympie.
Ad Haiti, i francesi ritrovarono piramidi a piani come quelle di "Marae", di Saccara. La piramide di "Mahaiatea" conta undici piani e ottanta metri di altezza, è stata consacrata al Dio "Io". Simili a quelle rinvenute a Tahiti.

L'esploratore Thor Heyerdhal, famoso per le sue traversate oceaniche con il Kon-Tiki, tese a dimostrare che gli Egizi, o i Fenici, sbarcarono in America prima di Colombo, ha scoperto, nell'isola di Tenerife (Canarie), ben sette piramidi a gradoni alte quindici metri aventi lo stesso stile Mesopotamico, provviste di una via processionale che le avvicina alle costruzioni esistenti nello Yucatan. Il villaggio di Guimar luogo del ritrovamento, era anticamente abitato dai Guanches, una razza berbera dalla barba bionda e con gli occhi azzurri.
Piramidi simili sono state ritrovate anche in Sardegna.

Circa sette chilometri prima di Porto Torres si trova Monte d’Accodi dove si può osservare una struttura piramidale di nove metri d’altezza e quasi quaranta per trenta di base; al centro una rampa di quaranta metri raggiunge la sommità della costruzione dove probabilmente un tempo esisteva un’atra camera. La costruzione risalirebbe al 2800 a.C. circa. L’edificio è assolutamente insolito per la zona del Mediterraneo e ricorda nella forma gli ziggurat della Mesopotamia.
Ai due lati della rampa un menhir di oltre quattro metri e una lastra calcarea quadrangolare di circa tre metri di lato posta su pietre a formare una tavola o un altare per i sacrifici.
In Sicilia a quattro chilometri da Pietraperzia la piramide di Cerumbelle; una costruzione dalla struttura imponente, con quattro rampe di scalini e altari sacrificali nella parte alta; Costituita da pietre di grande dimensione, ben lavorate e saldamente incastonate; in complesso un pregevole e preciso lavoro costruttivo.
Studiosi italiani e stranieri hanno rivolto la loro attenzione a questi siti, in modo particolare l'esploratore norvegese Thor Heyerdahl che vi ha visto similitudini con le piramidi di Guimar.
Erano gli antichi abitanti delle Isole Felici di cui parla Omero, isole il cui vulcano "Pico de Teide", era conosciuto dai Fenici. Heyerdhal non è nuovo a queste imprese, sua la scoperta delle piramidi di Rapaiti poste su terrazze invase dalla vegetazione.
"Il Messaggero" del 5 marzo 1930, l'"Atlantis Paris" del gennaio 1930, il parigino "La Croix" del 28 dicembre 1929 e la radio di Torino, documentarono l'emersione di un isola con costruzioni di stile messicano antico, presso l'isola di Bacamè, nell'arcipelago di Nuova Provvidenza nelle Piccole Antille.
Il "Dernieres Nouvelles" de Strasbourg, New York del 18 gennaio 1930, con il titolo "Una città D'Ys Americana", riportava che dopo il terremoto sottomarino al largo delle coste americane, l'equipaggio di una nave di fronte alle isole di Bahamas aveva scoperto una nuova isola con "rovine gigantesche". Spedizioni seguenti accertarono che si trattava di una grande città con vie templi di vecchio stile messicano. La sua emersione accertava per molti studiosi l'ubicazione della terra affondata in seguito a terremoti nell'atlantico, e rappresentava la prova materiale delle grandiose opere eseguite in un epoca remota.
Nell'arcipelago delle Caroline vi sono rovine imponenti. A Ponape, Nan Madol, un tempio di novanta metri per ventotto, con porto e canali sarebbe, secondo le storie indigene, edificato dallo stesso dio del Sole. Secondo James Churchward, ricercatore britannico, sarebbe opera degli antichi abitanti di "Mu", uno dei continenti scomparsi. Il tempio è eretto sopra una serie di caverne comunicanti a mezzo di un canale, al centro una sala di forma piramidale.
Nell'arcipelago delle Marshall in Micronesia, l'isola di Kusaie possiede una collina a forma di cono, e i resti della città di Lele hanno piramidi simili a quelle rinvenute nelle isole della Società.
Nell'isola di Tongatabu (Tonga), a sud di Samoa, vi è un'arca megalitica della quale, misteriosamente, non si trova nessuna foto in nessun documento. Sembra che solo Robert Charroux se ne procurasse una alla fototeca del Museo dell'Uomo di Parigi, come da lui affermato. Su questa isola in un luogo detto "Haamunga" due enormi blocchi di pietra sono sormontati da un terzo a loro adattato. Il tutto misura quattro metri di altezza e il peso dovrebbe aggirarsi sulle novantacinque tonnellate. Churchward fa notare che le cave più vicine sono a quattrocento chilometri. Dovevano possedere navi eccezionali e mezzi tecnologici avanzatissimi.
Nell'isola di Tinian, Dumont D'Urville scoprì, nel 1835, imponenti colonne piramidali, sormontate da mezze sfere.
Piramidi si trovano in Micronesia, nelle Hawai, nelle Marchesi. A Palau, una collina doveva essere un tempo coperta di terrazze piramidali.
A Pantelleria si trova una necropoli di settantacinque tombe costruita, usando il tufo, da popoli mesopotamici cinquemila anni fa. Si pensa ai Semioti. La tombe sono crollate, ma nel centro della necropoli vi è ancora un grande tumulo piramidale, anch'esso in tufo. Presenta dodici ingressi relativi a dodici stanze posizionate in direzione dei dodici segni dello zodiaco e, segnala la latitudine "zero", i solstizi e gli equinozi. I morti venivano parcheggiati nelle stanze secondo i segni zodiacali di appartenenza prima di venire sepolti. Inoltre funziona come zodiaco e quando soffia il vento si può sapere da dove arriva e di quale vento si tratta perché è, in effetti, una "rosa dei venti".
In territorio cinese sono state accertate oltre duecentocinquanta piramidi, quasi tutte ridotte a immense colline ricoperte di vegetazione, secondo l'uso. Ben visibili sul territorio in mezzo alle pianure. Non vengono esplorate, ma spesso, una volta aperte, vi si tolgono gli arredi per porli in musei, oppure, se prive di interesse, vengono prontamente richiuse e dimenticate.
Non mancano anche qui storie piene di mistero. Presso Kun Ming capitale dello Yunan dopo un terremoto comparvero dal fondo di un lago, il Dian-Chi, alcune piramidi coperte di incisioni rappresentanti macchine cilindriche sul punto di decollare. (fonte Daniken Erinnerungen p. 159).
Nel Tibet settentrionale gli archeologi sovietici nel 1962, affermarono di aver trovato e studiato una enigmatica piramide a tre piani eretta dal popolo degli Hsing Nu. Gli studiosi dichiararono che i monaci tibetani del posto mostrarono loro antichissimi documenti nei quali la piramide veniva descritta con dovizia di particolari.
La prima piattaforma avrebbe rappresentato la terra antica, quando gli uomini salirono alle stelle; il secondo e terzo piano, rispettivamente, la terra di mezzo, quando gli uomini arrivarono alle stelle, e la terra nuova, ossia il mondo delle "stelle remote".
Nel luglio del 1961 archeologi cinesi, tra cui il prof. Chi Pen Lao dell'università di Pechino, si imbatterono, scavando nella Valle delle Pietre, presso la catena dell'Honan, in un sistema di gallerie sotterranee. La notizia apparve anche su due riviste, La tedesca "Der Bund" e la francese "Ouranos". Invece in un libro si cita il lago Tungfling nello Yunan. Al di là dell'eventuale errore di trascrizione, si parla del rinvenimento di parecchie piramidi alte trecento metri che furono sommerse nel lago in seguito ad un disastroso terremoto. A Ovest di Yoyang, riva occidentale del lago Tung Ting, l'archeologo trovò a trentadue metri sott’acqua, l'accesso di un labirinto. Furono localizzate alcune gallerie che conducevano sotto il lago, con pareti, perfettamente lisce come fossero smaltate, piene di affreschi e pitture; disegni che furono visti anche su di un isola dello stesso lago e sulle pareti montane che lo circondano. Le gallerie confluirebbero tutte in una grande sala finemente decorata con disegni rappresentanti animali che fuggono tutti nella stessa direzione, sospinti da uomini armati di lance e tubi simili a cerbottane, "Grandi Trombe", tra le labbra. Sopra gli animali in fuga, vi sarebbe, "sospesa", una sorta di piattaforma, sulla quale stanno altri uomini, i quali, impugnando "trombe più piccole", strumenti che ricordano armi, prendono di mira gli animali. Gli uomini della piattaforma volante indosserebbero indumenti del tutto analoghi ai moderni giubbotti e calzoni lunghi. Disegni che ne ricordano altri simili.
Il signor Lynn Thuinli che ha descritto i disegni, data il sistema delle gallerie a circa 45 mila anni fa. Peccato che non esistono foto di tali disegni e consideriamo che le notizie diffuse dalla Cina, fino a qualche decennio fa avvenivano di rado e sommariamente.
Louis Pauwels e Jacques Bergier rilevano la notizia della scoperta, nella catena dell'Honan, di rilievi di granito che rappresenterebbero esseri non umani in atto di servirsi di oggetti "fabbricati".
Rivestiti di indumenti simili a tute spaziali, o simili a quelle dei sommozzatori, provviste di "proboscidi elefantine". I due studiosi si sono rifiutati di classificarle come respiratori dal momento che le raffigurazioni risalirebbero almeno a 45 mila anni fa.
Secondo Charroux, aviatori americani sarebbero riusciti a fotografare nello Shensi (a sud dell'Ordos), un'immensa piramide stile egizio a quaranta miglia Sud-Ovest del Sian, verso Chi-ling-Shan. Si ipotizza possa risalire all'epoca della dinastia Hsia oltre quattromila anni fa. Sarebbe alta trecento metri e conosciuta come la "piramide Bianca".
Si parla di piramidi anche nella zona di Chang-Sha. Nel territorio cinese sono state rinvenute anche "piramidi contrarie", cioè scavate nel terreno, come fossero a testa in giù. Una è stata rinvenuta nella zona di Xian nei pressi del ritrovamento dell'esercito in terracotta dell'imperatore She-Huang-Ti.
Piramidi sono segnalate in Germania, Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Turchia.
Piramidi si ritrovano anche oltre il nostro pianeta.
Nel 1966 l'Orbiter Due e il Luna Nove scattarono foto di pietre, tutte uguali, posizionate in modo da sembrare una pista di atterraggio sulla Luna.
Il 20 novembre l'Orbiter Due fotografò otto guglie o Obelischi con base di circa quindici metri, altre fra i dodici e i ventitre. I russi dissero che somigliavano alle piramidi di Giza.
Vito Saccheri, ingegnere americano, membro del Mufon di Houston, afferma di aver visionato alcune dei due milioni di foto del suolo lunare, conservate in un edificio di proprietà della Nasa contraddistinto dalla scritta "Lunar Landing Observatory", sulle quali si possono osservare ponti in rovina su baratri, tubature con raccordi che corrono sulla superficie lunare, una costruzione rettangolare posizionata in un cratere e addirittura tre piramidi.
Nel libro scritto da George H. Leonard, "Somebody else is on the Moon", sarebbero state riprodotte alcune foto.
Dalle immagini contrassegnate con i codici 35A72 e 70A13, ossia effettuate durante la trentacinquesima e la settantesima orbita del Viking 1, il 31 luglio 1976, intorno a Marte, custodite presso gli archivi fotografici del National Space Center Belt nel Maryland, risulta un "volto" che la NASA ha classificato come "Head" (testa). Due ingegneri elettronici americani, Vincent di Pietro e Greg Molenar, del Mars Research Center di Gleen Dale studiandolo attraverso un sistema computerizzato, messo a punto da loro stessi, hanno evidenziato nella zona del Mare Acidalium un volto e piramidi a base quadrangolare di diverse dimensioni.
La testa ha una superficie di due chilometri per due, la piramide più grande il lato di tre chilometri e tre, un'altezza di uno e mezzo.
Nel Marzo 1989 il "Phobos 2" fotografò la superficie di Marte a distanza ravvicinata confermando quanto già visto precedentemente, ed evidenziando una piramide e altre costruzioni. Inspiegabilmente tacque di colpo, come il suo successore americano "Mars Observer" che non ha mai inviato foto a Terra.
Esperti del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena sono scettici nel considerarli come residui archeologici di una ipotetica civiltà marziana, ma le insolite formazioni formano un ideale triangolo isoscele, le cui caratteristiche geometriche richiamano alla mente le misure e le triangolazioni delle piramidi di Giza.
L'intersezione dei due lati uguali con il cerchio avente il centro nell'esatta metà della base del triangolo, permette di individuare il lato inscritto nel cerchio stesso. Gli assi dei due monumenti alla base del triangolo, formano, con i lati uguali del triangolo, due perfetti angoli retti. Il meridiano marziano che passa attraverso il vertice del triangolo, si sovrappone alla diagonale della piramide che si trova situata nel vertice stesso.
La linea che unisce il punto di intersezione fra la base del triangolo e il meridiano di Marte, con l'angolo iniziale dell'ottagono descritto precedentemente, forma un angolo di venticinque gradi il quale corrisponde esattamente all'inclinazione dell'asse di rotazione marziano.
Infine, se riportiamo su di una carta celeste le posizioni delle tre formazioni, si noterà che indicano la posizione di tre stelle, quali Arturo, Cappella e Altair, come erano visibili nel cielo di Marte ben 580 mila anni fa.
Ampi resoconti fotografici trasmessi dalle sonde evidenziano costruzioni piramidali, oggetti artificiali e resti di macchinari in abbandono sulla superficie di Marte, come fossero stati lasciati da una civiltà in fuga, o completamente estinta.
Sembra che l’ex Unione Sovietica nel 1961 abbia scambiato informazioni con gli Stati Uniti riguardo alla scoperta di Vita Extraterrestre nel sistema solare e gli americani avrebbero acquistato le prove fotografiche di strutture artificiali e "rovine" presenti sulla superficie lunare. Le foto mostrerebbero costruzioni piramidali simili agli Ziggurat come si può vedere da una foto NASA della luna. Sono queste le "rovine" di cui i Sovietici hanno venduto le foto agli Stati Uniti?



									

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