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ARCHEOLOGANDO...


TEOTIHUACAN: MAPPA STELLARE
di Mauro Paoletti per Edicolaweb
Torniamo a Teotihuacan (ne abbiamo parlato in un nostro recente articolo) e ripercorriamo i tre chilometri del Viale dei Morti dalla Cittadella alla piramide della Luna; saliamo sulla sua sommità e osserviamo nelle costruzioni la raffigurazione delle orbite dei pianeti del nostro sistema solare.
Teotihuacan, la città dove gli uomini divengono Dèi; questo il suo significato.
Distesa su 25 Km2, con una popolazione di duecentomila abitanti, con gli edifici residenziali dotati di impianti idrici, l’acqua scorreva nelle condutture di tutta la città, tanto che si ritiene sia stata consacrata al dio della pioggia Tlatloc. La sua statua di 168 tonnellate, ritrovata in loco, è esposta al Museo di Città del Messico.
Ubicata nella valle di Anahuac, a 50 Km da Città del Messico, fertile e ricca di acqua, circondata da giacimenti di ossidiana e altri minerali che la fecero ricca, Teotihuacan è paragonabile in tutti i sensi alla piana di Giza, dato che si trova allineata a precisi punti cardinali, allineamento ottenuto utilizzando la geometria "sacra". L’orientamento è rivolto al punto in cui il Sole tramonta sull’orizzonte occidentale il 19 maggio e il 25 giugno, quando a mezzogiorno l’astro passa attraverso lo zenit in posizione verticale alla latitudine di Teotihuacan a 19,5 gradi dall’equatore. Risulta allineata con la costellazione delle Pleiadi come erano nel cielo del 150 d. C.
La Via dei morti rappresenta la Via Lattea, la "via delle stelle" che conduceva a Xibalba il regno ultraterreno; un collegamento con la piana di Giza dove era il Nilo a raffigurare la "Via Celeste".
Ma non è tutto.
Le piramidi del Sole e della Luna sono state allineate nelle esatte proporzioni al Sole e agli altri pianeti del sistema solare, compresi Urano, Nettuno e Plutone, scoperti rispettivamente nel 1781 da Friederich Herschel, nel 1846 da Johann Gottfred e nel 1930 da Clyde Tombaugh (1).
La costruzione della città è stata compiuta in circa mille anni (2), quindi dobbiamo ritenere che sia stato seguito un piano ben preciso che prevedeva la riproduzione in terra di una gigantesca mappa del Sistema Solare sopra una superficie di 25 Km2.
Lo studio condotto sul territorio da Renè Millon, utilizzando fotografie aeree, mise in risalto la divisione della città in quattro parti.
L’ingegner Hung Harleston giunse successivamente a determinare l’unità di misura usata dai costruttori per eseguire i lavori.
Harleston si accorse che la distanza fra un edificio ed un altro corrispondeva molto spesso a 57 metri; partendo da tale misura ne ricercò una più piccola dividendo il numero per tre, per sei, di nuovo per tre, fino a stabilire una misura minima di 1,059 metri che chiamò "hunab".
I calcoli ricavati utilizzando questa misura fornirono dati interessanti; il perimetro della piramide di Quetzacoatl risultò uguale al raggio polare diviso centomila, forse una coincidenza; il valore del "m" emerse dai rilievi effettuati nella cittadella, insieme al valore della velocità della luce e nel rapporto fra il peso e il perimetro della piramide del Sole.
Fra le piramidi di Quetzacoatl, della Luna e del Sole è stata mantenuta la proporzione di 1:2:3, sono infatti alte rispettivamente 21, 42 e 63 hunab.
Situando il Sole nel centro della cittadella, grazie a tale unità di misura, Harleston si accorse che le piramidi, i loro tronconi, le piattaforme della Cittadella, corrispondevano alle orbite medie di Mercurio a 36 hunab, di Venere a 72, della Terra a 96, di Marte a 144; ed esternamente al perimetro della Cittadella i monumenti più importanti segnavano le orbite degli altri pianeti. A 250 hunab dal canale artificiale dove scorre il San Juan un edificio segnala l’orbita di Giove; a 945 hunab i resti di una costruzione, tolti per spianare la strada ai turisti e rilevabili solo dalle vecchie planimetrie, segnalavano la traiettoria di Saturno poco prima di giungere in linea con la Piramide del Sole; l’orbita di Urano è segnalata dalla piramide della Luna posta a 1845 hunab in fondo alla Via dei Morti.
Nella progettazione gli antichi costruttori hanno tenuto conto e inglobato le asperità del paesaggio circostante. Sulla collina di Cerro Gordo, dove attualmente si trova una stazione Radar e quindi sotto la protezione militare, si trovano a 2880 hunab una piramide che segna l’orbita di Nettuno e a 3780 i resti di una torre per stabilire il punto di transito di Plutone.
Tutti i punti di riferimento si trovano lungo la linea retta del Viale dei Morti, orientato come tutta la città e gli altri siti Maya di Tula, Chichen Itza, Mayapan, ecc., con una inclinazione di 15,5°, resa necessaria proprio per integrare il paesaggio circostante nella rappresentazione a terra. Come e perché i Maya abbiano ubicato i loro centri urbani tenendo presente tale inclinazione, anche a migliaia di chilometri di distanza e in mezzo alla fitta vegetazione delle foreste dello Yucatan, rappresenta un mistero inesplicabile.
A Teotihuacan inoltre rimangono avvolte nel mistero due scoperte che la scienza ufficiale fa finta di disconoscere.
La prima riguarda una profonda caverna scavata in un letto di lava al centro della piramide del Sole che secondo alcuni può spiegare la scelta del luogo dove erigere una piramide. Negli anni settanta fu rilevato alla base della piramide del Sole, la cui facciata principale è orientata verso il punto dove tramonta il Sole nel giorno del solstizio d’estate, un pozzo di 7 metri di profondità ed una galleria sotterranea che finiva in una grotta lavica naturale situata proprio al centro dell’edificio. Nella caverna, antecedente alla costruzione, specchi di ardesia e frammenti di ceramica; la sua funzione rimane sconosciuta.
La seconda scoperta riguarda il ritrovamento di un particolare minerale: la Mica. Un grande quantitativo di tale silicato venne rilevato nel 1906 nel livello superiore della piramide del Sole e nel Tempio, detto appunto della Mica. Al suo interno due strati di ben 27 cm2 di tale materiale, messi in opera evidentemente con una precisa funzione.
Ovviamente la piramide della Mica non è visitabile; secondo le cronache di viaggio di archeologi e scrittori esiste solo un cartello con la scritta "Mica" ad un chilometro dalla piramide del Sole a indicarne il luogo. Due pesanti lamiere chiudono l’accesso, ma chi ha potuto visitare il posto racconta di essere stato abbagliato dal riverbero della mica che rivestiva il terreno con piastrelle di dieci centimetri per venti. Lo stesso materiale si trova alternato alla pietra sul soffitto, costituito appunto da pietre sovrapposte unite con la malta e da uno strato di mica di circa sette centimetri, poi ancora uno strato di pietre di mezzo metro, e così via.
Non conosciamo quale sia la reale estensione del materiale usato, i risultati dei lavori di scavo non sono stati resi noti; non sappiamo se sono terminati o meno. I fogli di mica consistono una pellicola elastica che si sbriciola al tatto, le lamine sfaldate risultano trasparenti e in grado di riflettere la luce del Sole con elevata intensità, tanto da ricordare il così detto "vetro di Mosca" usato un tempo.
Dalla piramide della Mica parte un sotterraneo che si congiunge alla caverna sotto la piramide del Sole; qualcuno ha dichiarato che due tubi corrono lungo tale tracciato; nessuno conferma, nessuno smentisce. L’accesso al tunnel sotterraneo è sbarrato.
Quale era la funzione del tutto? Una centrale energetica?
La mica è un minerale del gruppo silicato di alluminio, un miscuglio di vari elementi quali potassio, alluminio, ferro, magnesio, litio, manganese, titanio. La loro combinazione origina vari tipi di mica. Quella rinvenuta nel sito archeologico messicano proviene dal Brasile, quindi chi ha costruito il tempio voleva proprio quel tipo. I grandi giacimenti si trovano in India, Madagascar, Africa del Sud, in Russia presso il lago Baikal, negli Stati Uniti e in Brasile, da dove sembra provenga quella presente a Teotihuacan. Viene usata come isolante termico ed elettrico e come moderatore nelle reazioni nucleari; risulta particolarmente adatta ad applicazioni tecnologiche; nella costruzione dei condensatori, opaca ai neutroni veloci funziona come moderatore nelle reazioni nucleari. Possiede una notevole elasticità, una forte resistenza al calore fino a 800° e agli improvvisi sbalzi di temperatura, inattaccabile da solventi organici e dagli acidi. Grazie alla sua trasparenza appare ottima nella fabbricazione delle finestrelle degli altiforni; ridotta in piccole quantità, polverizzata o sfaldata, viene impiegata nella produzione di ferri da stiro, tostapane. I fogli e i coni retinici di mica legati con il vetro tollerano temperature, radiazioni, alta tensione, umidità estreme, per tale motivo viene utilizzata nella fabbricazione degli sportelli dei forni a microonde. Viene Impiegata in elettronica per isolare valvole termoioniche a tubi catodici e apparecchi radar, nei contatori Geiger e nei rivelatori del raggio cosmico.
Con la nostra tecnologia siamo in grado di produrre, raramente, lastre di trenta o quaranta centimetri quadrati, le piastrelle presenti a Teotihuacan sono di duecento centimetri quadrati.
Abbiamo notizia che i primi esploratori abbiano trovato nel sarcofago del Re nella Grande Piramide una polvere bianca che una volta analizzata si è rivelata un composto di Feldspato e Mica. Secondo Hancock alcune piramidi contengono vasti strati di mica.
Quale era il suo effettivo uso a Teotihuacan? Quale tipo di civiltà ne aveva bisogno?
Possibile che il tutto sia stato elaborato da un popolo il cui passatempo principale era la pratica del sacrificio umano? Da un popolo che non possedeva telescopi ed erano all’oscuro della presenza di pianeti come Urano, Nettuno e Plutone, e di conseguenza delle loro distanze dal Sole, pur essendo a conoscenza della sfericità della Terra e della sua rivoluzione intorno al Sole.
Furono gli Dèi a fornire i dati relativi ai pianeti? Chi erano in realtà questi Dèi? C’è chi pensa ad abitanti di altri mondi.
Un fatto è certo, chi ha costruito Teotihuacan conosceva le proprietà della Mica. Cosa avveniva nella camera sotterranea? Quale era la funzione del suo isolamento verso l’esterno?
Veniva generato un elevato calore che non doveva essere disperso, oppure l’ambiente doveva essere protetto da fonti di elevato calore? Perchè era collegata con la caverna lavica esistente sotto la piramide del Sole?
Teotihuacan contrariamente a quanto può apparire non era una città pacifica, nella Cittadella un complesso delineato da quattro piattaforme riservate a sacerdoti e governanti, sono stati rinvenuti numerosi scheletri con le mani legate dietro la schiena e pezzi di giada in bocca attribuiti a sacerdoti sacrificati, testimonianza che venivano praticati sacrifici umani.
Non conosciamo le cause del suo rapido declino e abbandono da parte della popolazione.
Il grande aumento della popolazione moltiplicò i problemi urbani ed economici; le invasioni di popoli aggressivi come gli Chichimecas o i Nahoas possono aver spinto la popolazione ad abbandonare il sito; certamente il grande incendio che distrusse gran parte della città fu il colpo di grazia e favorì l’ingresso di altre tribù che operarono il saccheggio. I segni di tale avvenimento sono ancora presenti sui monumenti.
Le colonne del tempio di Quetzalpapalotl con scolpita l’effigie del dio furono smantellate e in parte sotterrate al centro del patio. Perfino la scalinata della piramide della Luna fu distrutta e le grandi pietre disperse nella piazza. La gigantesca statua del dio dell’acqua, che si suppone fosse situata sopra la piramide, fu rinvenuta a 142 metri dalla costruzione.
Le piramidi nel corso degli anni si ricoprirono di terra e vegetazione fino ad apparire come comuni colline, tanto che Cortez attraversando la zona non si accorse di pernottare sopra le vestigia di una grande antica città. I primi scavi iniziarono nel diciannovesimo secolo.

Note:
1. Plutone è stato scoperto attraverso l’osservazione di fotografie telescopiche.
2. La costruzione iniziò nel 300 a. C.

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