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LE STRENNE (ARCHEOLOGANDO...)


GLI ELOHIM: RELIGIONI, MITI E LEGGENDE A CONFRONTO

di Mauro Paoletti
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IL DIO, L'ACQUA E LA DEA MADRE
Ea è il grande serpente delle acque, padre di Marduk, rappresentato con la forma di un pesce dai Caldei (come Cristo al tempo delle catacombe).
Per i Caldei era anche il Serpente del Fiume Oceano che circonda la Terra e che origina il mito Sumero di Tiamat, ove spicca la figura di Ea-Enki di Eridu, signore delle acque salmastre. È il grande pesce delle Hawai collegato a Nommo, il dio anfibio, giunto sulla terra a bordo di "un'arca piena d'acqua", "un vascello volante simile ad una fiamma" che si è spenta quando ha toccato terra.
Nommo è l'istruttore dei Dogon; colui che ha insegnato loro ciò che riguarda Sirio, il suo compagno, il suo peso, che ha parlato dell'anello di Saturno e delle 4 lune di Giove, della rivoluzione della terra. L'Uomo Pesce chiamato Seiren proveniente da Sirio (Serios). Per l'Egitto aveva un compagno "oscuro" di nome Anubis (Sirio B). Sothis (Sirio) regolava il corso del Nilo.
I Dogon dicono che Nommo "divise il suo corpo fra gli uomini per nutrirli" e "fu crocefisso su un albero per poi essere resuscitato" (come Osiride e Gesù).
Diviene Oamnes per i Sumeri e si ricollega ai Kappas, "esseri dei Canneti". Siamo tornati nuovamente intorno al Titicaca, ove sembra che siano state viste dai sommozzatori molte città sommerse sul fondo del lago.
In Giappone al Tempo di Elan (IX÷XI a.C.), anfibi legati a veicoli simili a conchiglie (l'arca di Nommo) si "muovevano a gran velocità sia sulle acque che in cielo".
Bipedi con arti palmati con tre dita a uncino, pelle serica, lucida, grandi orecchie, naso a proboscide terminante dietro le spalle in una gabbia a forma di cassetta, cappello con quattro "aghi" che ricordano il Dio elefante indonesiano Ganesa (Ganesh).
In Antiochia era adorata Attis che muore e resuscita dopo essersi bagnata in un fiume. Spontaneo il collegamento con Orejona.
Anche la Bibbia ha la sua creatura marina, il Leviathan, un serpente alato (Nahash Baraian), o tortuoso (Nahash Aqalaton).
Il suo corpo composto di squame, come scudi fusi insieme; il suo starnuto è uno splendore di fuoco, gli occhi come le ciglia dell'aurora, dalla sua bocca escono fiaccole di vivo fuoco, dalle froge fumo; quando si rizza tremano gli Angeli, dietro a lui risplende il sentiero e nel suo interno grandi lampade sono sospese (il pesce di Giona?).
Il Dio dei Maori, Maaui, "pescatore di terre", comune nelle isole del Pacifico, ha relazione con l'acqua e con strumenti atti al volo.
Il mito dell'acqua primordiale della Dea Madre, si ritrova ovunque, l'acqua che sgorga, l'acqua "madre di ogni vita". Alom per i Quiches, Manu la divinità creatrice di mondi, Mani la forza creatrice degli Indiani, Mani-Tu il Dio creatore dell'America del Nord.
Per gli Assiri e i Babilonesi Ninti, la Dea che diede i natali alla razza umana, la Signora della Vita e, come Eva, la signora della Costola. Madhava (Maria) la Vergine Madre di Buddha; Maha l'intelligenza prima, la manifestazione del Verbo. Mat-Syra-Zmlya la Dea Madre dei russi. In Egitto Marca o Marica, ossia la Vergine Madre di nome Maria.
Un altro punto in comune col Cristianesimo e la vita di Gesù. Krishna nacque prima di Gesù da una donna pura e vergine di nome Devaki; e così fu per Buddha, Lao-tse, Kungfu-Tsu, Quetzalcoatl, Marduk, tutti nati da donne vergini dopo un'"annunciazione" e l'intervento dello "spirito santo". Tutti hanno in comune la compagnia degli angeli e la visita di "magi".
Nell'Egeo, Creta e Mesopotamia troviamo Ma o Mata, ovvero "Donna di ogni forma di Vita e di fertilità". Ma, in semitico, significa "Acqua". La Maut o Mut Egizia. La Maya regina dei cieli di Pitagora. La figlia di Atlante dei greci, di Brhama il Creatore. La Mariam degli Etiopi e la Miriam degli Ebrei.
Maya è anche il nome del popolo che si dichiarava proveniente da Atlan o Aztland, come gli Incas venivano dalla porta ove sorge il sole. Maya è il linguaggio che i Greci comprendevano e l'impero nei confini del quale convivevano popolazioni bianche e nere (manoscritto di Chichicastenango).
Mana-Quilla, la dea Inca protettrice delle donne sposate e future madri. Mama-Cocha, l'acqua piovana che fertilizza la terra (Inca). Pacha Mama, adorata da un popolo che abitava il centro Preincaico di Tiahuanaco della quale era "l'acqua, madre di ogni vita".
Una statua messicana, uguale a quella di Artemide ad Atene, simboleggia la Madre-Terra. Esistono chiare similitudini con Hera, Giunone e Gea, la terra.
La Giunone dei popoli dell'altipiano peruviano, madre del genere umano, era Orejona.
Padre Blas Varela, prendendo spunto dalle tradizioni andine, racconta dell'arrivo, all'alba dell'umanità, di "un'astronave splendente come l'oro" che si posò vicino all'isola del Sole, sul lago Titicaca.
Dall'astronave scese una donna bellissima ma dal cranio a forma di pan di zucchero, diretto il riferimento alle statuette degli Dèi di Ubaid e ai crani dolicocefali rinvenuti ad Abido, Ica e Merida; mani e piedi palmati, con quattro dita e dalle orecchie molto grandi, come gli Dei dell'Asia.
Veniva dal pianeta Venere e generò i primi uomini accoppiandosi con un tapiro. Poi un giorno Orejona ripartì con la sua astronave e non fu più vista.
Il mito delle civiltà solari per eccellenza fu quello della Dea Madre insieme a quello del serpente.


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IL SERPENTE »

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