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CHILBOLTON: E.T. RISPONDE?
di Mauro Paoletti per Edicolaweb
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LA RICERCA DI E.T. »
IL MESSAGGIO DI ARECIBO »
CODICE BINARIO »
ANALISI DEL MESSAGGIO DI ARECIBO »
L'OSSERVATORIO DI CHILBOLTON »
SCHEMA DEL MESSAGGIO DI CHILBOLTON »
IL SILICIO
Analogo al Carbonio, il Silicio possiede tre isotopi stabili naturali e due artificiali e radioattivi.
Sotto forma di silice si trova in misura abbondante in natura, dopo l’ossigeno; ben il 30% della superficie terrestre.
È rintracciabile nel quarzo, calcedonio, opale, agata, crisobalite e farine fossili; in forma di silicato dei feldspati, pirosseni cloriti e miche.
Le miche sono rocce sedimentarie magnetiche; cristalli a struttura lamellare. Possono essere bianche se prevale alluminio e potassio, oppure nere, con prevalenza magnesio e ferro. Miche lamellari di considerevoli proporzioni hanno un potere dielettrico e per la loro infusibilità vengono impiegate nell’industria.
Il silicio costituisce lo scheletro di molti organismi marini e si trova nei tessuti connettivi del corpo umano, oltre che nella maggior parte delle piante, in particolare nelle Graminacee, come funzione di sostegno. Essendo l’elemento che più si accosta al carbonio origina combinazioni analoghe a quelle organiche.
Nel paleolitico i ciottoli silicei venivano trasformati in punte e raschiatoi. Gli Egizi usarono la silice per la preparazione dei vetri. In forma elementare fu ricavato da Berzelius nel 1823.
In genere è color grigio acciaio, elettropositivo. Secondo il metodo usato si presenta in forma di cristalli cubici neri lucenti come il diamante, oppure in polvere bruno scura microcristallina. Risulta un buon conduttore di energia elettrica. In forma cristallina è impiegato per ottenere componenti di transistor e microchip, isolatori termoelettrici, sottoposti ad alte temperature. Idoneo per costruire batterie solari e per ottenere ceramiche refrattarie e resistenti a sbalzi termici, leghe speciali e elettrodi.
Non viene attaccato dagli acidi escluso quello fluoridrico, mentre la basi forti lo sciolgono con emissione di idrogeno. Mescolandolo con alcuni metalli, si ottengono i Siliciuri; quello di calcio, ottenuto scaldando calce, silice, carbonio, viene usato per preparare esplosivi; col ferro per preparare acciai e ghise resistenti agli acidi.
Attraverso la lavorazione del silicio si ottiene il Silicone, un composto organico polimero dove il silicio è legato ad atomi di carbonio e ossigeno attraverso radicali alchilici. Vi sono Siliconi solidi usati per lo stampaggio di laminati e Siliconi liquidi usati in elettrotecnica e come lubrificanti, o in cosmesi. Dal Silicone deriva la "gomma al silicone" elastica e lavorabile.
Lo studio dei silicati è recente ed è progredito grazie all’applicazione dei raggi "X", che hanno permesso di individuare gli atomi e gli ioni, ecc, ecc.
Le polveri di silicio, o il pulviscolo da esso prodotto, sono dannosi all’organismo umano, provocano la Silicosi, una malattia professionale che deriva dall’accumulo di polvere silicea nel tessuto polmonare, causa fibrosi polmonare e insufficienza respiratoria, che può divenire cronica.
Il silicio sembra si trovi su tutta la superficie lunare tanto da far preventivare la costruzione di fabbricati direttamente sul nostro satellite, costituiti tanto da materiale solido che vetroso.
Dalla storia di Roswell emerge che la navetta spaziale, aveva una grande superficie elettromagnetica silicea, e che il Chip, composto da Silicio, derivi dallo studio dei reperti di Roswell.
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