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USCIAMO DAL TUNNEL...

 
Martiri ed eroi

di Corrado Malanga
per Edicolaweb

 

Se la società si sviluppa e sviluppa i suoi modelli comportamentali è perché, evidentemente, esistono dei punti di riferimento ai quali tendiamo. Raggiungere questi punti di riferimento ha come effetto primario lo spostamento continuo della società stessa verso un target preso quale modello perfetto. Esistono modelli per tutte le culture e modelli per tutti i tempi e tutti gli aspetti dell’essere vivente.
Esiste un modello di comportamento religioso, uno politico, uno culturale e così via, fino a coprire tutte le azioni che facciamo.
Una caratteristica della nostra società è data dal fatto che, quest’ultima, non ci va bene e dobbiamo modificarla, tenendo sempre presente i valori che noi scegliamo come obbiettivo finale.
Chi è il nostro target? Il nostro target è una persona, che noi identifichiamo con l’eroe. L’eroe secondo Max Weber è colui che incarna tutte le doti positive e nessun aspetto negativo. L’eroe è colui che vorremmo imitare, è dunque un punto fermo da raggiungere.
L’eroe, emettendo concetti sotto forma di parole, fa sì che i suoi discorsi vengano presi come riferimenti, come leggi, come vangeli eccetera.
Gesù, che secondo Alberoni era un eroe a cui molti facevano riferimento, ispira la scrittura dei Vangeli, ma prima di lui, il dio del vecchio testamento aveva lasciato le Leggi dei dieci comandamenti per bocca di Mosè. Budda, ed Allah attraverso i loro profeti, fanno altrettanto per quanto riguarda l’aspetto religioso dell’umanità.
In campo politico le cose non sono mai state differenti. I grandi condottieri di popoli, come Napoleone, Hitler, Stalin, Mao da un lato e Gandi, Papa Roncalli, Luther King e molti altri dall’altro lato, sono stati punti di riferimento per milioni di persone.
L’uomo comune vedeva in questi personaggi tutto ciò a cui aspirava e li prendeva quindi a modello.
Ma come accorgersi che un modello sia un buono od un cattivo modello?
Su due piedi non si può sapere con certezza però, se ci si sta bene attenti, si scopre che il primo gruppo di leader da noi proposto, è stato fortemente amato ed emulato solo in un primo tempo ma altrettanto fortemente odiato in seguito. Dunque, in quel caso il modello preso in esame si era rivelato fallimentare: dietro una facciata da forte condottiero incarnante gli interessi della società di allora si nascondeva qualcuno che sempre aveva fatto il passo più lungo della gamba non facendo i conti con la storia.
Bisogna quindi concludere che quando la storia non cambia parere positivo su qualcuno si possa credere che quello effettivamente sia stato un buon modello? Sembrerebbe per il momento di poter rispondere affermativamente.
In ogni caso bisogna osservare che oggigiorno le cose non stanno propriamente così. Infatti sembra che la nostra civiltà stia cercando nuovi modelli poiché sta sempre più rifiutando quelli vecchi. Sia in campo religioso che politico che scientifico che artistico c’è mancanza di fiducia nei modelli proposti dalle persone che dovrebbero incarnare la figura dei nostri eroi moderni. I vecchi valori non ci sono più? No, sono i vecchi eroi che non vengono più riconosciuti come tali!
Dunque dobbiamo andare alla ricerca di nuovi umani da mettere sul piedistallo ma se una volta la gloria durava almeno mezza vita, oggi il momento di fulgore nel quale si è riconosciuti come eroi, dura al massimo una stagione. Fate caso a come rapidamente sfilino sul palcoscenico della celebrazione e quindi della celebrità, politici, preti, avvocati, faccendieri, cantanti, ecc.
Nell’arco di una stagione, quello che prima sembrava il nostro attore preferito, che nelle ragazzine incarna il mito dell’uomo perfetto, si scioglie come neve al sole, così come l’entusiasmo per un leader politico che promette mari e monti scema alla velocità del suono quando, dopo pochi mesi, si scopre che aveva turlupinato i suoi elettori. I paesi anglosassoni sono caratterizzati dalla presenza di nuove religioni, nuovi santoni e profeti che prima attirano l’interesse della gente proponendo un improbabile rinnovamento, poi scappano con i soldi un attimo prima di essere linciati dai loro stessi fan di una volta.
Nessuno sembra più capace di incarnare la figura del condottiero, dell’eroe del leader per più di un periodo di tempo ridotto.
Dunque i nuovi leader sarebbero dei falsi profeti così giudicati dalla loro stessa breve storia?
A nulla valgono i tentativi reiterati di risalire la corrente dopo essere stati detronizzati. Una volta caduti, per loro, è finita. Infatti all’eroe non è concesso sbagliare e basta un solo errore perché la sua eliminazione sia fatale. Basta un errore di percorso, una buccia di banana su cui inciampare, una Monica Lewinsky nella tua carriera e sei fottuto per sempre. All’eroe non è concesso di sbagliare.
Una delle cose che non deve assolutamente essere confusa è la figura dell’eroe e quella del martire. Infatti il martire sarebbe qualcuno che non ha capito che il suo martirio non serve a niente.
Secondo Alberoni in "Genesi", il martire sarebbe inutile mentre l’eroe lascerebbe indelebile traccia di sé nella storia. L’atto eroico del martire servirebbe solo localmente nella storia, quale esempio di mancanza di paura e spirito di sacrificio ma l’atto del martire è un pessimo esempio da reiterare. Se tutti avessero fatto come Enrico Toti che lancia la stampella contro l’austriaco nemico, non ci sarebbero stati più soldati vivi per vincere la guerra. Se tutti avessero fatto come Giordano Bruno e non avessero abiurato, le loro idee, davanti all’aguzzino papale, non avremmo mai avuto scienziati vivi in quel periodo storico.
Dunque Giordano Bruno è un martire della scienza ma non è un eroe. Ma l’eroe è forse Galileo Galilei che invece, vista la malaparata davanti alla Santa Inquisizione abiura tutto e si salva la vita? No, nemmeno lui è un eroe poiché il suo atto viene interpretato come una specie di voltagabbana a se stesso e per tutti quelli che credevano in lui (Oggi diremmo: un opportunista non può essere un eroe).
L’eroe è dunque qualcuno che non abiura mai le proprie idee davanti alla morte ma è anche qualcuno che non mette mai a repentaglio la propria vita perché tale atto sarebbe totalmente inutile, salvo nel caso in cui quel gesto portasse alla salvezza di altre vite. Se le cose stanno così, chi si fa ammazzare avrebbe semplicemente compiuto un atto sterile, senza nessun guadagno, ma chi rinuncia alla propria vita per il bene di altre vite ha comunque ottenuto un suo scopo preciso, ha seguito una precisa strategia piena di significato.
Da questo punto di vista molti martiri della patria e della chiesa sarebbero eroi solo se quest’ultima condizione si fosse verificata.
Oggi non c’è nessuno che regga a questa prova e, per essere dei punti di riferimento, bisogna essere sicuramente persone che, se chiamate a dimostrare con i fatti le loro idee, si deve dare l’idea di un comportamento eroico e non un atteggiamento da martiri. Inoltre la differenza che esiste tra un martire ed un eroe sta nell’atteggiamento di non fuga davanti al pericolo. Nessuno dei due fugge ma il martire nell’atto del non fuggire applica un non ragionamento, dettato dall’impulso, mentre l’eroe non fugge perché ritiene che il fuggire peggiorerebbe la situazione a sfavore sempre di altri. Chi fugge infatti pensa a se stesso e non alla salvezza altrui, chi fugge è quindi un antieroe e comunque un non martire.
Il ruolo di leader è inoltre un ruolo che ti viene dato dalla società e non è un ruolo che ti prendi da solo. Un giorno ti svegli e decidi di fondare un nuovo partito... o decidi di diventare guaritore...? È invece attraverso il tuo comportamento, che gli altri noteranno in te, qualcosa di diverso, qualcosa di positivo, qualcosa che può rappresentare le esigenze di molti ed incarnare gli interessi di tutte le classi. Gli eroi si riconoscono non solo dal fatto che la memoria dei loro discorsi e delle loro azioni rimane indelebile al passare della storia ma anche perché l’eroe gode del rispetto assoluto dei suoi nemici.

Perché abbiamo voluto precisare tutto questo? Perché nella società di oggi siamo circondati da falsi miti, falsi eroi, falsi martiri, tutti auto elettisi tali o, dopo la loro morte, strumentalmente additati come tali da partiti politici, fazioni religiose o lobby di ogni tipo.
Il politico che scappa all’estero con i soldi non può essere fatto né martire né eroe così come non è nessuno di questi colui che appare spesso in televisione e dall’alto della sua scienza, parla di tutti gli argomenti dello scibile umano, chi crede di poter razionalizzare tutto con le formule, chi crede di aver fatto miracoli. Oggi qualcuno pensa che chi ha fatto i soldi sia un martire se perde le elezioni ed un eroe se le vince.
Invece è un illuso in tutti e due i casi.
I governanti non sembrano rendersi conto di aver perso il consenso popolare e si credono eroi della patria ma basta una riflessione banale per far capire che le cose non stanno così. Un eroe infatti durante un bagno di folla sarebbe acclamato da tutti e tutti lo vorrebbero toccare, quasi fosse una reliquia, quasi perché stabilire un contatto col proprio simbolico divenire potrebbe, a livello psicologico, rappresentare un contatto con la magia che descrive l’eroe stesso: invece non è così.
Quando i governanti si muovono con scorte di polizie e corpi speciali allontanano la gente. Passando davanti alle sedi dei governi ci sono gli sbarramenti che tengono lontano il popolo, se passate vicino ala Casa Bianca vi sparano senza neanche avvisarvi... Ma come? allora il popolo non ama i suoi governanti? È proprio così. Il governante può vivere nel terrore di dover fisicamente rispondere di quello che ha compiuto e si circonda d guardie del corpo. In una società dove ci fossero solo giusti governanti eletti da giusti cittadini non ci sarebbe bisogno di guardie del corpo, ma in una società dove questo non avviene, anche se manifesta una certa finta sicurezza di sé, chi governa esce sempre con una bella macchina blindata... che è meglio per lui.
Dunque chi ci governa ha paura dei suoi sudditi. Dunque queste non sono più repubbliche da tanto tempo, questa è una monarchia globale, dal Manzanarre al Reno da Washington a Mosca, da Roma a Pechino, una falsa repubblica dove falsi eroi autoelettisi tali, gabbano la popolazione ogni ora di ogni giorno. Si può sentir dire la seguente frase: "...non ho fiducia più di nessuno, ma se voto per il partito x finiamo in un regime dittatoriale quindi voto per y che fanno sempre pena, ma sono quelli che lo fanno meno di altri..." Dunque ancora una volta le elezioni le vince, se va bene, quel partito costituito dalle persone che sembrano il male minore e non da qualcuno verso cui andava la nostra stima. Ecco perché i governanti avranno bisogno sempre più spesso di scorte sempre più nutrite. Ma c’è sempre chi sostiene che bisogna pur votare per qualcuno perché attraverso il confronto si costruisce la democrazia. Secondo noi quel qualcuno non ha ancora capito che chiunque vinca le elezioni, vincono gli Americani con l’imporre la loro politica di globalizzazione perché è evidente che oggi come oggi non esiste più un’opposizione ma solo una falsa opposizione così come è falsa la libera concorrenza di mercati in cui esiste solo uno che fabbrica i prodotti con dieci etichette diverse. Qualsiasi cosa compri comprerai sempre da lui, con i prezzi che ha deciso lui. È così con le assicurazioni, è cosi con le automobili, è così addirittura con il sapone, con le lavatrici ed i televisori. Gli schieramenti non sono più destra e sinistra, quella è una differenziazione finta storicamente come finti sono i dissidi tra Russia ed America. Servono solo a far vedere che ci sono due parti e ti danno l’illusione di poter scegliere da quale parte stare. I Russi e gli Americani si sono messi d’accordo da molto tempo su quasi tutto ma si fanno guerre finte con morti veri, per mantenere l’inganno che mostri due finti schieramenti, utili agli interessi dei nostri globalizzatori. Dunque non bisogna cercare eroi né negli schieramenti di destra né in quelli di sinistra. Il vero fronte è un altro e si sta sempre più delineando. Da una parte i governi e dall’altro il cosiddetto "popolo di Seattle" formato da coloro che non si vogliono sottomettere all’inganno. Così, in questo clima di terribili certezze siamo sempre più rappresentati da globalizzatori che non riconosciamo più come i nostri leader. In Italia chi vince le elezioni le vince per un margine sempre scarso (sono i politici a dire il contrario ma non è certo il due od il cinque per cento che fa la differenza nda) e questo dimostra come destra e sinistra hanno lo stesso finto programma elettorale. In America solo il trenta per cento delle persone va a votare, dimostrando che agli altri, non glie ne importa niente ma non perché, come direbbe qualche politologo, stranamente nel paese della democrazia ci sono pochi spiriti democratici, ma perché la gente sa già che votare per l’uno o per l’altro non farà cambiare l’unica politica che c’è, quella della globalizzazione.
Forse in un clima così teso, per rilassarci e meditare sul da fare, potremmo anche decidere di frequentare un corso di ZEN, ma non uno di quelli tradizionali, no, uno di quei corsi Zen globalizzanti in senso culturale. Potremmo frequentare il corso di terapia di guarigione di Zen del Soffio...
Sentite cosa dice il foglietto che ho sotto gli occhi in questo momento: "...La terapia del soffio consente il passaggio di energia dal terapeuta al paziente, riequilibrando il quadro energetico e migliorando lo stato di salute generale; la soffioterapia può essere praticata da chiunque voglia aiutare gli altri utilizzando il proprio respiro, emesso in modo da diventare un raggio di energia vitale, una carezza invisibile, piena di vibrazioni positive, che sfiora i punti dolenti e scioglie i blocchi di energia..."
Dunque potremmo soffiare amorevolmente sul viso dei politici, falsi eroi e falsi miti, per aiutarli a ritrovare la ragione; ma a questo punto, visto che nel volantino illustrativo si consiglia anche di portare una salvietta di cotone durante l’applicazione del soffio, io proporrei di effettuare una terapia più potente, che guarisca prima possibile i nostri falsi miti. Io proporrei la sputoterapia Zen, che con le sue potenti vibrazioni metterebbe sicuramente i politici in grado di capire quali siano spesso le vere intenzioni verso di loro.


									

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