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2001: Odissea nell’Ospizio
di Corrado Malanga
per Edicolaweb


Finalmente siamo entrati nel terzo millennio!
Quando ero giovane pensavo che una volta arrivato all’anno duemila avrei avuto cinquanta anni suonati e sarei stato vecchio. Avrei già dovuto far carriera ed essere alle soglie della pensione: il mio posto sarebbe stato preso da qualcun altro a cui io stesso avrei passato lo scettro del comando e tutte le mie cognizioni scientifiche. A malincuore avrei dovuto abbandonare la ricerca attiva per riposare le mie stanche membra dietro una scrivania, filosofeggiando dall’alto della mia esperienza e, essendo faro illuminante per i giovani, avrei elargito suggerimenti e pillole di saggezza a destra ed a manca.
Le cose non sono andate così. Non ho fatto carriera, nonostante abbia un discreto valore scientifico (secondo gli scientisti stranieri ovviamente); non andrò mai in pensione, perché chiunque vada al governo non avrà materialmente i soldi per pagarmi la liquidazione; la scienza italiana mi vede come il fumo negli occhi, perché non perdo occasione nel criticare la stupidità delle idee che circolano nei nostri atenei; nessuno mi chiede consigli, perché ha paura che io gli dica cosa penso di lui.
Comunque, almeno una cosa l’ho azzeccata. Mi sono messo dietro una scrivania, non per problemi di vecchiaia ma perché credo che fare qualsiasi cosa non serva più a niente.
Ebbene sì, abbiamo passato il punto di non ritorno, quel punto dopo il quale, qualsiasi sforzo tu faccia per ottenere un qualsiasi risultato, non otterrai mai più nulla.
In astrofisica questo punto prende il nome di "orizzonte degli eventi" ed è rappresentato da una linea attorno ad un buco nero sorpassata la quale tu sarai risucchiato all’interno di quel coso e cadrai per l’eternità fino al centro di quella stella di neutroni che ti inghiottirà senza alcuna pietà.
Che cosa ha creato però l’avvicinarsi repentino dell’orizzonte degli eventi e perché non abbiamo fatto nulla per eludere il problema?
Semplice. Come per il buco nero, il nostro problema era difficilmente visibile ed intercettabile. Quel problema si chiama stupidità umana e come diceva Isaac Asimov, "contro quella non c’è niente da fare". Non ditemi che non vi siete mai accorti di essere circondati dalla stupidità:. Avete visto? Ve lo avevo detto che gli stupidi sono quasi invisibili, come le stelle di neutroni. Si vedono solo se messi a confronto con un intelligente, ma siccome gli intelligenti sono pochi, gli stupidi passano quasi tutta la loro vita ad essere invisibili. Quando ci si è accorti che gli stupidi erano la maggioranza la frittata era fatta. Questi erano già ai posti di comando, facevano i politici, governavano le industrie, diventavano militari, molti erano preti ed alcuni anche ufologi. Dei professori delle università abbiamo già detto!
Nelle mani dell’invisibile stupidità che ci circondava, abbiamo creduto di poter lavorare nel mondo della scienza fornendo un contributo intelligente ma, ovviamente, gli stupidi non sapevano di cosa farsene di un contributo intelligente, anche perché lo stupido tende per autodifesa ad allontanarti da lui, infatti, come si è detto prima, deve rimanere invisibile. Se mettete uno stupido vicino ad un’intelligente, lo stupido diventa visibile e tutti si accorgeranno della sua stupidità.
Ma facciamo alcuni esempi.
Sapreste dire quale è l’età media della ricerca italiana? La maggior parte dei cattedratici anziani, circa il settanta per cento di tutti i cattedratici di fascia A, sta per andare in pensione nel giro dei prossimi cinque anni, creando una vacanza di potere gigantesca. Il cattedratico di fascia A, il mitico professore universitario, doveva andare in pensione a sessantacinque anni, ma si è fatto fare una legge che prolungasse lo strazio della sua presenza sul posto di lavoro fino a settant’anni e a quel punto a chiesto ed ottenuto di poter rimanere ancora per due anni... Oltre al problema di un mancato arrivo di idee fresche, da parte di new entries, che hanno sclerotizzato i cervelli dei poveri studenti italiani in modo irreversibile, c’è stato un altro terribile effetto che ha finito di devastare tutto il mondo scientifico.
Abbiamo recentemente scoperto come alcuni cattedratici abbiano ritardato il più possibile ad andare in pensione perché dovevano mettere in cattedra i loro amati pargoletti, cercando di pilotare concorsi fino all’ultimo giorno. Infatti, senza questo sistema, i loro giovani rampolli non avrebbero più avuto nessuna possibilità di fare carriera a meno di non trovare degli altri sponsor.
Questo modo di farsi prolungare le cariche nel tentativo di rimanere al posto di comando anche da vecchi sclerotici è un’abitudine di capi di stato, di imprenditori e anche di rettori delle università, presidenti di corsi di laurea, presidi di istituti eccetera.
Mi ricordo ancora quando il figlio del professor Berlinguer ha vinto un concorso per professore associato, pur non avendo neanche una pubblicazione quale titolo scientifico da presentare alla commissione giudicatrice: il padre, prima di diventare ministro, era Rettore dell'Università di Siena.
A questo punto qualcuno potrebbe dirmi che sono andato fuori tema perché si è cominciato a parlare di stupidi e siamo finiti a parlare di furbi. Se le cose stanno veramente così non ci dobbiamo preoccupare perché saremmo in buone mani. Infatti ci vogliono i furbi a comandare non gli stupidi, direbbe qualcun altro.
Il problema è, e la storia insegna, che il furbo di oggi produce stupidità domani.
Oggi, infatti, vinci un concorso truccato che ti fa diventare professore universitario e domani insegnerai ai tuoi studenti delle fesserie che ti sei inventato di notte, visto che della tua materia non sai niente.
Un rettore, di una importante nostra università, disse in pubblico che avrebbe fatto azione di lobbizzazione in opportune direzioni per ottenere certi risultati. Ma cosa intendeva per lobbizzazione? Nessuno dei docenti presenti ha chiesto chiarimenti sul significato della sua espressione.
Così la ricerca italiana si muove tra vecchi e giovani trasparenti.

Che dire dei miei trentasette, ahimé, anni passati a fare ricerca sul fenomeno degli Ufo, combattendo da un lato contro la stupidità dei cattedratici italiani, che incapaci di accettare l’esistenza del fenomeno stesso, goffamente esprimono deliranti opinioni sul significato di scienza e dall’altro contro gli stessi ufologi, che non volevano inimicarsi il potere politico e militare, costretti ogni giorno davanti a fenomeni di abduction a girare la testa dall’altra parte, per non vedere la realtà in faccia. Ora quegli ufologi sono i primi a dire che il loro centro non si occupa di abduction. Stranamente però hanno un responsabile, uno staff ed una pagina web, dove peraltro non c’è scritto niente, dedicata all’argomento.
Anche questi centri di pseudostudio sul fenomeno ufo hanno, manco a dirlo, gli stessi dirigenti da quando sono stati fondati. Possibile che in più di trent’anni all’interno di quelle organizzazioni non si sia sentita la necessità di un minimo di rinnovamento? L’aria di stantio si evince anche da riviste obsolete che sembrano quelle stampate al ciclostile di diversi decenni fa.
La foto dell’ufo fatta dai fratelli Lumiere, la testimonianza del faraone Tutmosis III, i files del 1933, gli inutili sky watch del duemila, le testimonianze che vengono dal deserto del Gobi... ma in Italia non c’è proprio niente da dire di quello che accade oggi? Ecco perché gli ufologi italiani vanno d’accordo col progetto SETI. I primi cercano gli Ufo lontano nella storia e lontano dall’Italia, gli altri addirittura li cercano nello spazio profondo! Ma siamo sicuri che CICAPiscano qualcosa?
Sembra proprio che il modo di pensare degli invisibili sia caratterizzato, in ogni settore della vita quotidiana, da qualcosa di vecchio.
Come per la ricerca scientifica i congressi si moltiplicano e si moltiplica anche l’enfasi che ne viene data. Poi uno va a questi congressi e scopre che la scienza è rimasta a casa. Lavori scientifici sul dicroismo circolare dell’olio d’oliva si alternano ad interessanti dissertazioni sulle vernici per barche. Così come chi va ai congressi blasonati dell’ufologia di stato, praticati da medici psichiatri, militari e preti (ultima moda dell’informazione ufologica), non vede niente di nuovo. Sente parlare di politica (ma non c’era già TRIBUNA POLITICA?), di religione (ma non c’era già RADIO VATICANA?), di miracoli (ma non c’era già RADIO MARIA?) e di università (ma non c’era già il TG1 della professoressa Haack?).
Uno dei nostri studenti mi ha confessato che in una lezione di chimica organica di qualche mese fa il professore ha impiegato un quarto d’ora prima di trovare la posizione del carbonio sulla tabella periodica degli elementi che faceva bella mostra di sé in aula.
Ai congressi di ufologia, invece, si parla di cover-up governativo come di una realtà sempre esistita ma, allo stesso tempo, si ostenta collaborazione con il SISMI.
Dunque il futuro che ci circonda è un futuro invisibile dove tutte le cose che comandano sono invisibili. Per riconoscere queste cose basta chiedersi se servono. Facciamo un esempio.
Se togliete un ospedale la gente se ne accorge subito ma se togliete una caserma chi volete che se ne accorga? Ci passeranno davanti senza accorgersi che al suo posto c’è un bel buco vuoto. Chi volete che si accorga della mancanza di certi agglomerati di ufologi italiani? Quando esiste una rivista ufologica è tutti aspettano l’uscita dell’ultimo numero; ma quando la rivista è priva di contenuti e staziona dall’edicolante per mesi, senza essere venduta cosa vuol dire? Vuol dire che quella rivista è trasparente e se non ci fosse non se ne accorgerebbe nessuno. Così anche alcuni convegni di stampo ufologico, che disperatamente cercano di fare audience con dei titoli che sono sempre di più assurdi, si riempiono di persone invisibili che danno alla sala l’inquietante impressione di essere completamente vuota. I titoli stessi di questi convegni, dicevamo, sono incredibili: non manca mai l’accenno al cover-up, che ormai è diventato un cover-down. Che relazione c’è tra i miracoli e gli ufo? Gli ufo sono un miracolo! Che relazione c’è tra la scienza e gli ufo? Gli ufo sono illusioni ottiche! Che relazione c’è tra la storia e gli ufo? Gli ufo sono leggende! Dunque il problema degli ufo manipolato da persone trasparenti viene considerato, nella sua più grande accezione, invisibile. Se qualche persona normale va a questi convegni torna inevitabilmente a casa piuttosto scornacchiato per non dire deluso. Ma allora chi mi ha infilato un microchip nel naso durante la notte, chi mi ha operato alla schiena senza il mio permesso, chi mi ha afferrato il braccio con le sua quattro ditine lunghe e scure, chi ha rovinato il mio raccolto atterrando e distruggendomi tutto il campo, chi mi ha reso la vita un inferno di contraddizioni, chi mi ha creato crisi di identità gravi? Non certo gli ufo, quelli sono invisibili, intangibili, dunque inesistenti, dicono i personaggi trasparenti che popolano i convegni ufologici.
Bisogna proprio dire che gli ufologi sono come gli ufo: invisibili.
Esiste pur tuttavia una grande differenza tra l’osservatore e l’osservabile, cioè tra ufologi ed ufo, direbbe Heisenberg, con il suo principio di indeterminazione. Gli ufo sono invisibili volontariamente, attraverso un processo di mascheramento che tende ad evitare il loro scoprimento. Gli ufologi nascono trasparenti poiché si è potuto evincere che la capacità di essere tali è scientificamente legata al numero dei neuroni del loro cervello.
Ma allora, è lecito chiederci, "quei pochi esseri pensanti che futuro avranno?"
Come tutta la nostra galassia ruota attorno ad un punto di riferimento, costituito da un buco nero di grosse dimensioni che prima o poi ci inghiottirà tutti, anche la nostra società tenderà sempre più a diventare una società sclerotizzata, sempre più trasparente, in cui i vecchi invisibili governeranno fino al giorno in cui lasceranno ai loro figli, già peraltro vecchi ed invisibilissimi, i loro poteri. Chi ha inventato il gerovital farà fortuna e la Terra si è già trasformata in un ospizio nello spazio. A molte razze aliene, che peraltro vivono a lungo, fa sicuramente più comodo una civiltà stabile fatta di vecchi cerebralmente che non di nuovi portatori di cambiamento perché queste vogliono veramente l’immortalità degli stupidi.
E non dite che non vi avevo avvisato.

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