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ARCHEOLOGANDO...


LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR
di Mauro Paoletti per Edicolaweb
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LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR »
ANALOGIE CON L'EGITTO »
CALCOLI ASTRONOMICI »
ASURA E DEVA »
LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI »
COSÌ SOTTO COSÌ SOPRA A proposito di storie è bene ricordare che i saggi dell’India antica dedicavano la loro vita a esplorare quella che noi consideriamo la realtà. In questo simbolico viaggio verso la conoscenza affermarono di aver scoperto che il mondo ove viviamo non è reale, ma virtuale, una complessa illusione che ha coinvolto l’intera umanità distraendola dalla via che porta all’acquisizione della completa conoscenza e al risveglio dei ricordi ancestrali necessari per la conquista dell’immortalità.
Tale allucinazione viene chiamata "Maya" e si può sconfiggerla attraverso la meditazione, la contemplazione, l’elevazione spirituale. Concetto che si ritrova nel Messico, ove la vita veniva considerata come un sogno e la morte il risveglio dell’anima che occupa il nostro corpo fisico.
I testi ermetici confermerebbero il concetto e ribadirebbero che "tutte le cose in terra sono irreali".
Quindi giungiamo alla conclusione che, anche se diverse, queste correnti di pensiero concordano nel sostenere che l’umanità sarebbe stata dominata dalla magia di Maya e avrebbe oziato nella stupidità e nell’ingordigia verso le cose materiali per alcune epoche.
I libri della conoscenza indiani, noti come i Veda, furono scritti da sette saggi dopo l’epoca del Diluvio per salvaguardare la conoscenza. In Egitto i Testi della costruzione di Edfu descrivono la conoscenza di sette saggi attraverso la quale si intendeva ricostruire, in questa terra, il mondo come era all’epoca del Primo tempo, quando regnavano gli Dèi.
I testi di Edfu ci narrano anche che il metodo usato da quei saggi consisteva nella creazione delle "sacre colline", le piramidi nei luoghi ritenuti consacrati alla divinità. Tale fatto è stato accertato anche da recenti scavi.
Anche ad Angkor i templi sono stati costruiti sopra le precedenti strutture, probabilmente anch’esse innalzate su di altre più antiche; come si usò fare con alcune antiche città; vedi Troia e Mohenjo Daro, capitale della civiltà Harappa.
È certo che le alcune costruzioni, siano esse state erette dodicimila o duemila anni fa, disegnerebbero nei dettagli la formazione del drago come appariva sull’orizzonte all’equinozio di primavera del 10.500 a.C.. Quindi circa undicimila anni fa i Kmer copiarono sul terreno una mappa celeste tracciata migliaia di anni prima che in qualche modo era stata tramandata loro. Lo fecero per risvegliare un ricordo ancestrale, talmente celato nella mente, da venire completamente dimenticato. Tutto questo sarebbe provato dalla data che è la stessa segnalata dalle tre piramidi e la Sfinge egizia, quasi si volesse attirare su tale data la nostra attenzione.
Angkor racchiude un messaggio simbolico evidenziato dalle 72 strutture in un luogo ove ricorrono spesso i numeri collegati alla precessione; inoltre è evidentemente collegata a Giza che dista a soli 72° gradi di distanza, parte di un disegno globale antico.
La mancanza di spiegazioni, riguardo la repentina nascita del luogo, il suo ingegnoso e metodico sviluppo, il moltiplicarsi di grandi edifici in una zona invasa dall’acqua e perché tali costruzioni cessarono d’improvviso, non forniscono prove certe a riguardo.
È interessante vedere che è stato riprodotto in terra il punto più alto della traiettoria del drago e quello più basso di Orione, cioè il momento esatto che rappresenta la metà del ciclo precessionale, che avvenne nel 10.500 a.C..
Il disegno di ricostruire in terra ciò che si trova in cielo si riallaccia a quanto scritto nella famosa "tavoletta di smeraldo" base della dottrina Ermetica: "conosco il grande segreto dell’universo, così sotto così sopra, Quello che è sotto riflette quello che è sopra".
Altrettanto naturale collegare Horus a Ermes considerato il fautore della tavoletta, identificato con Toth, "colui che enumera i cieli conta le stelle".
Solo chi possedeva una grande conoscenza dei cieli poteva concepire e concretizzare un simile piano, che somiglia sempre di più a un messaggio lasciato ai posteri per avvisarli del prossimo cambiamento, che potrà portare disagi o benefici, a seconda del comportamento e delle scelte operate.

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