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ARCHEOLOGANDO...


LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

[Viale di ingresso ad Angkor - 14K .jpg] [Angkor Wat - 22K .jpg] [La "frullatura dell'Oceano del Latte" - 17K .jpg] [Tempio di Bakheng - 20K .jpg] [Porta ad Ankor Thom - 24K .jpg] [Morsetti di metallo - 18K .jpg]
 

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LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR »
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ASURA E DEVA »

LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI
Le misure delle sezioni della strada di Angkor segnano valori che si riferiscono alla cosmologia Indù. Espresse nella misura locale il "hat", equivalente a metri 0,4354, otteniamo: 1728, 1296, 864 e 432 hat.
È interessante notare che le epoche Indù sono quattro e iniziano con il Krita Yuga della durata di 1.728.000 anni, segue il Treta Yuga di 1.296.000 anni, il Davpara di 864.000 anni e il Kali Yuga di 432.000 anni.
Il Kali Yuga, corrispondente alla nostra attuale epoca, sarebbe iniziato il 3100 a.C.; come il Primo regno faraonico in Egitto e il Quinto sole Maya.
Si avrebbe così il momento del risveglio di Brama, l’inizio di un nuovo ciclo creativo: "dopo che l’universo sarà dissolto, la creazione sarà rinnovata e il ciclo delle quattro epoche ricomincerà con un Krita Yuga".
Siamo in pieno tema precessionale; il polo nord celeste, che oggi si trova vicino alla stella Polare, a causa della oscillazione dell’asse terrestre, in un ciclo di 25.900 anni, traccia un grande cerchio che si chiama polo nord eclittico. Il punto fisso al centro del cerchio, quello che gli egizi chiamavano "polo di ancoraggio", è collocato nel cuore del Drago, nella parte posteriore del cappuccio, probabilmente anch’esso raffigurato in terra tra i templi di Angkor.
E continuando a parlare di Precessione sono da segnalare le balaustre esistenti ai lati dei ponti, attraverso i quali si entra ad Angkor Thom, formate da due file di 54 gigantesche statue di Demoni e Dèi intenti a tirare il corpo del serpente. Percorrendo i sedici chilometri del perimetro esterno di Angkor Thom si scoprono quattro cancelli perfettamente uguali tra loro sormontati da quattro enormi volti sorridenti orientati verso i rispettivi punti cardinali. Ad ogni cancello corrisponde un ponte con parapetti, su ogni lato, composti da 54 statue, per un totale di 108, numero collegato alla precessione.
All’interno della costruzione si trova una piramide rettangolare a gradini, simile alle piramidi Maya.
Fra le altre costruzioni il Baphuon, una piramide colossale adagiata su di una base rettangolare di 120 metri per 90 e alta 50. Il nucleo centrale della piramide è una collina artificiale in cima alla quale, in un tempo antico, vi era un tempio. Nonostante sia crollata ha mantenuto la sua forma piramidale. Si ritiene che abbia anche una parte sotterranea uguale a quella visibile. Concetto simile a quello egizio; ogni piramide è posta su una rovesciata, invisibile e sotterranea.
Particolare noto anche in Cina, ove si costruivano intenzionalmente piramidi a gradini rovesciate, incassate nel terreno. Complessi sepolcrali a forma di imbuto e a gradini verso il basso, che potrebbe essere usato come uno stampo, come alcune tombe della dinastia Shang ad An-yang, in pratica una forma cava e negativa.
Inoltre due, dei quattro condotti di aerazione della Grande Piramide, erano orientati verso due stelle che interessano la zona di Angkor; uno verso Thuban, stella di coda della costellazione del Drago, l’ultimo condotto verso Kochab, che fa parte dell’Orsa Minore, riprodotta ad Angkor vicino al tempio di Ta Sohn.
Solo coincidenze?
Risulta evidente l’esistenza di un disegno globale teso a trasmettere un messaggio alle generazioni future. Mentre la costellazione del Leone sale in linea con la Sfinge, nello stesso istante quella del drago ad Angkor e di Orione a Giza, si trovano una di fronte all’altra.
Se tutto ciò fa parte di un incastro preordinato, chi lo ha diretto aveva senza dubbio la conoscenza adatta per contare le stelle. Erano gli Shensu Hor, i seguaci di Horus giunti in Egitto nel primo tempo? Coloro che a Ankh-Hor, cioè Angkor, fecero rivivere il loro dio Horus? Coloro che concepirono il progetto nel 10.500 a.C. e ne previdero il completamento nel 2500 a.C. per Giza e nel 1150 d.C. per Angkor?
Quale è la sorgente di tale conoscenza, che lasciò una profonda impronta in Egitto nel 2500 a.C. e in Cambogia 3500 anni dopo? Perché un riferimento così lontano nel tempo?
Osserviamo i particolari dei monumenti cercando di carpirne i lati segreti e i messaggi in essi contenuti.
Il monte a forma di piramide conosciuto come Phon Bakheng è alto 67 metri e costruito su di una sporgenza naturale. In Egitto la Grande Piramide è stata eretta sulla cima di una sporgenza rocciosa naturale. Il santuario posto al centro di Phnom è circondato da 108 torri, numero sacro per gli Indù e i Buddisti, che proviene dalla somma di 72 e 36 (metà di 72), ed è legato al fenomeno della precessione. Era considerato sia il centro della capitale che dell’universo, era il simbolo del monte Neru dimora degli Dèi; per questo ognuno dei suoi lati lascia intravedere 33 torri, proprio quanti sono gli Dèi. Il suo costruttore ci informa che lo scopo è di rappresentare con le sue pietre le evoluzioni delle stelle.
La caratteristica dominante ad Angkor Wat è il massiccio posizionato su est ovest che combacia con l’alba e il tramonto degli equinozi.
Bakong a Roluos insieme a Prah Ko e Prei Monli formano il disegno della stella Borealis. Bakong è costruito sopra le fondamenta di un monte artificiale originato molto tempo prima.
Ad Angkor vi è una tozza piramide a gradini, Il Bayon, situato in cima a una struttura più antica e sormontato da 54 torri di pietra; ognuna porta i quattro volti in stile egizio orientati verso i quattro punti cardinali, in tutto 216 facce. È ritenuto l’ombellico di pietra di Angkor e le leggende parlano di un colossale tesoro custodito al suo interno.

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