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LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

[Viale di ingresso ad Angkor - 14K .jpg] [Angkor Wat - 22K .jpg] [La "frullatura dell'Oceano del Latte" - 17K .jpg] [Tempio di Bakheng - 20K .jpg] [Porta ad Ankor Thom - 24K .jpg] [Morsetti di metallo - 18K .jpg]
 

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CALCOLI ASTRONOMICI
Angkor Wat è composta da cinque recinti rettangolari, con i lati corti allineati verso nord est. Le misure dei quadrati, dei canali, della strada rialzata, evidenziano una cura estrema da parte dei costruttori. Suryavarman II lo fece erigere nel 1150 d.C. come suo tempio funebre. Si tratta dell’edificio più importante, orientato lungo un asse est ovest viene classificato come edificio equinoziale al pari della Sfinge egizia; come la Sfinge guarda verso una costellazione che raffigura: il Drago. Difatti Angkor Wat e altri quindici edifici si trovano nella stessa posizione delle stelle che formano il Drago. Nel 1150 d.C. pur trovandosi nella stessa posizione raffigurata in terra ad Angkor, le conformazione delle stelle del Drago si trovava al di sotto dell’orizzonte, per vederla al di sopra occorre risalire fino al 10.500 a.C..
Tanto basta per trarre un po’ di conclusioni.
Se la piana di Giza un tempo segnava il meridiano "zero", il nostro attuale Greenwich, noteremo che Angkor si trova a 72° est. È ovvio a tal punto che in tempi remoti, forse molto più di quanto si creda, la civiltà esistente sapeva che una sfera poteva essere divisa in cinque spicchi di 72° l’uno, per un totale di 360°; e di conseguenza che la Terra era rotonda.
Forse si trattava di una civiltà di navigatori che aveva potuto misurare il globo e suddividerlo in linee verticali e orizzontali, ossia i meridiani e i paralleli, e che quindi era in possesso di cronometri marini che fornivano la misura esatta della longitudine, che permetteva loro di disegnare precise carte geografiche.
Una civiltà che certamente visse 12.000 anni fa e che volle ricreare in terra alcune costellazioni e segni zodiacali nella esatta posizione che occupavano nel cielo al loro tempo.
Per questo adesso sappiamo che la Sfinge guardava ad est il suo segno zodiacale, il Leone; che le piramidi erano rivolte a sud verso Orione; che Angkor era orientato a nord verso il Drago. Recentemente è stato verificato che la piramide di Akapana a Tiahuanaco è orientata o ovest, e nel 10.500 a.C. verso quel punto si osservava l’Acquario, che la stessa piramide, con il suo complicato sistema di canali, intendeva riprodurre.
Allora, come si usa dire, in pentola bolle qualcos’altro.
Il 72 è un numero che fa parte del calcolo precessionale; Angkor Wat è in linea con l’alba dell’equinozio di primavera e quel giorno si può osservare, dalla strada rialzata, il sole sorgere sulla cima della torre centrale.
Il drago è la raffigurazione del serpente Naga, il Re Cobra dalle sette teste, rappresentato sulla balaustra della strada rialzata con i cappucci aperti; è anche il serpente che Minerva scagliò nel cielo dopo averlo rubato ai giganti, ed è il cobra che, con le sue spire e le sue teste, protesse Budda dalla tempesta senza fine. Quel Re-serpente che faceva parte del gruppo di quei serpenti che governarono in terra, che "fecero pace con la quinta razza, l’ammaestrarono e l’istruirono". Osiride veniva descritto come un "grande Drago" sdraiato sulla sabbia che si trasformò in serpente quando scese nel mondo dei morti "in quanto Signore del Duat risiede in un palazzo le cui pareti sono formate da cobra vivi".
Il Cobra dell’Egitto e gli uomini falco, gli Shemsu Hor, i seguaci di Horus, sono l’uomo uccello con la testa di aquila, Garuda, nemico dei serpenti, identificato con la costellazione dell’Acquario.
E ancora, è Ananta, fra le cui spire dormiva Visnù in fondo all’oceano prima di riemergere per ricreare il nuovo universo, trovando in tal modo un’affinità con Atum e la Collina primordiale.
E come il serpente rinnova periodicamente la sua pelle, è il momento del rinnovo, della rigenerazione del tempo, immortalata nei mille e duecento metri quadrati dei bassorilievi della galleria di Angkor Wat, che riproducono una parte della mitologia Indù nota come la "frullatura dell’Oceano", ovvero la "Precessione degli Equinozi".
La stessa mitologia descritta nei libri sacri come il Ramayama e il Mahabharata che narrano di come Dèi e Demoni si unirono per compiere quell’azione conosciuta come frullatura al fine di conseguire l’immortalità.
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