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LA COSTELLAZIONE DEL DRAGO RIPRODOTTA AD ANGKOR

di Mauro Paoletti
per Edicolaweb

[Viale di ingresso ad Angkor - 14K .jpg] [Angkor Wat - 22K .jpg] [La "frullatura dell'Oceano del Latte" - 17K .jpg] [Tempio di Bakheng - 20K .jpg] [Porta ad Ankor Thom - 24K .jpg] [Morsetti di metallo - 18K .jpg]
 

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ANALOGIE CON L'EGITTO
Le ricerche hanno evidenziato che la causa della fragilità del popolo Kmer è al tempo stesso quella che ne ha caratterizzato la grandezza: il potere lasciato ad un solo uomo, il Re.
Chiamato "Signore della superficie di qua sotto" era considerato un dio tra gli dèi, l’unico ordinatore del culto universale, possedeva tutti i poteri politici, economici e religiosi.
Infatti i templi, non destinati ad accogliere i fedeli, erano stati eretti per gli Dèi e per i Re che venivano identificati con Visnù.
Angkor Wat è il mausoleo di Souryavarman II mentre il Bayon è la tomba di Giayavarman VII.
Si consacrava anche la vittoria del popolo con la natura, in un territorio dove per sei mesi la stagione era arida e occorreva contenere il corso impetuoso del Mekong, alimentato anche dalla pioggia dei monsoni.
Le testimonianze dei viaggiatori ci parlano di un regno che la notte chiudeva le grandi porte di Angkor Thom per riaprirle al mattino, controllate da guardiani che impedivano l’ingresso in città a cani e criminali.
Le dimore dei principi erano rivolte verso il punto ove sorge il sole. Il Bayon aveva al suo centro una torre d’oro con al fianco più di venti torri. Sul lato est un ponte d’oro con due leoni, anch’essi d’oro, su entrambi i lati.
Ancora oggi ciò che rimane di questi magnifici e imponenti monumenti irradia quella luce che attirava milioni di credenti.
Ufficialmente non si conosce niente riguardo alla preistoria dell’Indocina, quindi non siamo in grado di stabilire chi in effetti stimolò la costruzione dei templi di Angkor.
West intravede legami con il popolo egizio, dal momento che per tale civiltà "Ankh Hor", oppure "Ankhor", assume il significato di "Horus Vive", oppure "Viva Horus".
Le iscrizioni e i reperti archeologici fanno risalire la costruzione di Angkor tra l’802 a.C. e il 1220 d.C..
I monumenti di Angkor, rappresentazioni in pietra dei miti Indù, sono tutti orientati con precisione agli effettivi punti cardinali, cosa che poteva essere compiuta solo da chi conosceva l’astronomia e le scienze geodetiche. È lecito quindi dedurre che vi sia un legame nascosto tra Giza e Angkor i cui elaborati presentano evidenti radici comuni.
Non si può considerare casuale che Yama fosse, come Osiride, preposto al giudizio delle anime, coadiuvato come il dio egizio da personaggi a loro volta affini, Dharma con Maat, Chitragupta con Thoth.
Gli studiosi sono convinti che si tratti solo di semplici coincidenze e che non vi possano essere collegamenti tra le due terre.
La tradizione locale vuole che i templi e le piramidi di Angkor siano stati eretti da Visvakarna, l’architetto degli Dèi. Il primo architetto egizio è identificato con Imhotep, che inventò l’arte di tagliare le pietre e al quale si attribuisce il progetto di Saccara. È proprio in questo luogo che sono visibili opere murarie con motivi ornamentali composti da cobra dal cappuccio aperto, come quello presente ad Angkor.
Forse è davvero solo coincidenza ma per entrambi i paesi il serpente poteva abitare sia in terra che in cielo. Così è scritto nei sacri libri.
A questo punto esaminando templi e piramidi troveremo interessanti particolari che porteranno ad altrettante analogie.
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