
A RITROSO, NELLA VITA DI ALEX
di Antonello Lupino

Le prime indagini effettuate rilevano la presenza di microimpianti di origine sconosciuta e ricordi parziali, associabili ad un presunto caso di rapimento alieno.

In un giorno imprecisato del mese di Maggio del 1982, il giovane Alex, dopo essere rincasato dal lavoro, si concesse una tonificante doccia, quindi cenò e poco dopo preferì andare a dormire. Durante la notte un inaspettato rumore invase la camera, un fastidioso ronzio associato ad alcuni strani formicolii sulla sua schiena. La paura gli impedì di voltarsi per controllare chi o cosa potesse originare quelle sensazioni. Una volta terminati i disturbi Alex si accorse di avere la schiena bagnata. I ricordi si bloccarono a quel momento e Alex non riusciva a riportare nient’altro alla mente. Questi episodi continuarono sera dopo sera, tanto da creargli turbamento ed esitazione nel dover andare a letto. Era infatti conscio di ciò che sarebbe accaduto durante la notte. E una sera di due mesi dopo avvenne qualcosa che avrebbe cambiato completamente la sua vita. Coricatosi, non aveva sonno, ma una volta sul letto si sentì talmente stanco da chiudere quasi istantaneamente gli occhi. Nel dormiveglia, si accorse che la sua stanza era illuminata da una luce talmente densa da sembrare quasi solida ma, come nelle altre occasioni, non ebbe il coraggio di dare un’occhiata alle sue spalle. Anche in quell’occasione percepì lo strano formicolio sulla schiena senza poter ricordare altro. Il mattino successivo, la madre, entrata nella stanza per svegliarlo, lo rimproverò per aver trovato tutti i suoi indumenti, compresi quelli intimi, sparsi sul pavimento. Il letto era intriso di sudore. Quello che gli era capitato quella notte avrebbe dovuto lasciare inevitabilmente spazio alla vita di tutti i giorni. Così, ormai diciannovenne, Alex partì per il servizio di leva. Successivamente si sposò e dall’unione nacque un figlio.

INCIDENTE QUASI MORTALE
Erano passati due anni dalla nascita del bambino, quando un giorno, mentre percorreva con il piccolo a bordo della sua auto la strada statale Pilastri (Fe)-Ferrara, un camion proveniente dalla corsia opposta invase la sua carreggiata. Istintivamente, Alex, per salvare la vita del figlioletto, non esitò a fargli scudo con il proprio corpo. L’impatto fu tremendo. Il bimbo se la cavò con poche escoriazioni, ma Alex subì un grave trauma cranico, ebbe alcune vertebre spostate, oltre a fratture in diverse parti del corpo e dovette sottoporsi all’asportazione chirurgica della milza. Dopo il ricovero in ospedale e una lunga degenza presso la sua abitazione Alex seguì una terapia che richiedeva periodiche visite di controllo presso un chirurgo ortopedico. Un giorno il dottore lo convocò nel suo ambulatorio e gli disse: "ho appena finito di esaminare alcune lastre da cui si evince che le placche che ti abbiamo inserito per rinforzare i punti di frattura ossea, vanno molto bene, ma non riusciamo a capire chi possa averti inserito questi oggetti". Detto ciò, il chirurgo mostrò ad Alex, sulle lastre radiografiche, una serie di oggetti fusiformi e piccolissimi, localizzati all’interno di un disco intervertebrale e di una costola.

L'AUDITING
Cosa erano questi strani oggetti e soprattutto, chi li aveva inseriti, visto che il chirurgo ne era totalmente all’oscuro, mentre Alex insisteva a ripetere di non aver subito mai prima di allora alcun tipo di intervento? Non sarebbe trascorso molto tempo e Alex prendeva la decisione di rivolgersi all’USAC, organizzazione che da allora sta curando il caso, con le dovute cautele. Alex, stando a quanto dicono conoscenti e vicini, è un ottimo padre di famiglia e nel suo paese è tenuto in gran considerazione. Chiarito che, dalle nostre indagini, non sono emersi elementi che possano ricondurre la sua vicenda a una montatura o ad un espediente per farsi pubblicità, abbiamo spinto le ricerche in altri settori. Mediante congegni in grado di rilevare fonti magnetiche, oltre al metal-detector, abbiamo appurato che gli oggetti delle radiografie sono impianti di origine metallico-magnetica, che reagiscono come ripetitori di un segnale nell’ordine dei 20-25 Hertz. Le caratteristiche del caso ci hanno portato a ritenere si potesse trattare di una probabile "Abduction", per cui, per approfondire la cosa ed ottenere ulteriori conferme, mettevamo immediatamente al corrente Alex di cosa potesse essergli accaduto. Alex accettava allora di sottoporsi alla tecnica dell’auditing, particolare sistema che usiamo nei casi di presunto rapimento alieno. Le analisi tramite auditing sono iniziate da circa un mese. Ogni seduta di Alex aggiunge nuovi particolari sugli elementi di vissuto sommersi nel suo subconscio e il soggetto stesso si stupisce di ciò che rivive in quei momenti. I nostri studi continuano in questa direzione, poiché siamo sicuri sia quella giusta. Nuovi elementi saranno comunicati appena possibile. Auspichiamo per Alex, come per altri numerosi presunti addotti, da noi analizzati, di riuscire a portare nella sua vita, ed in quella dei suoi cari, quella pace e quella serenità cui giustamente ogni essere umano aspira.


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