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Tutti gli articoli di DOSSIER ALIENI NON AVERE PAURA
di Lily Familiari

I Repeaters sono vittime o contattati? Gli effetti delle esperienze semi-oniriche, tipiche degli IR4, sulla psiche dei presunti addotti.
 
 

Una delle prime cose che il bambino intuisce è l’importanza dei sogni: se facciamo un bel sogno, ci svegliamo con il sorriso, se invece facciamo un incubo, sappiamo che basta una voce e la mamma arriverà subito in camera nostra per mandare via la paura. Man mano che cresciamo, diventiamo più coraggiosi e malgrado ancora qualche rannicchiamento nel lettino, impariamo ad affrontare le nostre paure da soli, memori delle parole rassicuranti della mamma, sempre le stesse: "Non avere paura, era solo un brutto sogno, non era vero". E se non fosse così? Se le brutte fantasie che ci tormentano e ci fanno svegliare madidi di sudore fossero realtà? Durante gli ultimi anni, sono sempre di più le persone che raccontano di vivere sogni ricorrenti con lo stesso tema di fondo: incontri con esseri alieni, entità del tutto simili a noi o completamente diverse, ricoperte di squame o dalla pelle grigia e grandi occhi a mandorla. Questi sogni lasciano segni indelebili, sulla pelle o nel nostro inconscio.

Sul dizionario Zingarelli alla voce sogno troviamo questi tre significati:
1. sequenza di immagini più o meno coerenti che si presentano durante il sogno.
2. immaginazione, fantasia, cosa lontana dalla realtà.
3. avvenimento svanito, dileguato fin nelle ultime tracce.

Nel caso di questi sogni a tema fantascientifico, le definizioni da manuale non rispecchiano completamente la situazione: non si può infatti definire "fantasia o immaginazione svanita fin nelle ultime tracce" qualcosa che lascia cicatrici o segni simili. Fra coloro che vivono queste esperienze, al risveglio, c’è chi riscontra su di sé segni di traumi di vario genere, lividi, punture di diverse forme, tagli o cicatrici e, a volte, anche macchie sulla pelle che non c’erano al momento di andare a dormire e che non ricorda di essersi procurato in alcun modo. In altri risultano evidenti tracce di sanguinazione dal naso o dalle orecchie. Il tutto accompagnato, quasi sempre, da flashes di sogni particolari, spesso simili tra i vari soggetti: senso di paralisi, agitazione, luci nella stanza, voci e presenze attorno al letto. Per mesi, a volte anni, queste persone rifiutano di considerare l’idea che ci possano essere relazioni tra i sogni e le realtà parallele. Lasciano semplicemente che tutto ciò che vivono durante il sonno, per quanto scioccante possa essere, scorra loro addosso. Cercano quindi di dimenticare e di ignorare sensazioni che, senza che se ne rendano conto, cambiano la loro vita e i loro comportamenti. Di solito, le persone in questione cominciano ad estraniarsi dal contesto sociale e, quando è possibile, scelgono di vivere in un posto isolato. Non riescono a riconoscersi nel mondo che li circonda e per loro è difficile crearsi delle amicizie o frequentare gente. Più o meno inconsciamente si rendono conto di essere diversi dagli altri, di non potersi confrontare con persone che non concepiscono nemmeno lontanamente ciò che a loro accade nella vita onirica, divenuto ormai parte integrante del proprio essere. In ogni caso, prevale l’idea che se ne parlassero con qualcuno, sarebbero immediatamente presi per matti:
"Alle persone normali, queste cose non succedono: cosa penserebbe mia moglie, o mia madre, se raccontassi che questa notte quattro alieni alti un metro e venti, dalla pelle grigia e la testa grande, mi hanno fatto levitare, mi hanno portato su un’astronave e mi hanno mostrato la Terra vista dallo spazio?"
Questa e altre domande assillano la mente di coloro che vivono tali esperienze. E allora, non resta che chiudersi e iniziare una propria ricerca personale.
Così, ogni libro la cui copertina ritragga qualche elemento di quella "doppia vita" deve essere acquistato. Riviste, film: tutto ciò che possa fornire, anche se trasversalmente, spiegazioni che non implichino domande e risposte imbarazzanti, è benvenuto. Anni di studi, giornate passate a cogliere il significato dei sogni e, a volte, si passa ad interessi quali psicologia e psichiatria, per avere la prova che l'esperienza notturna non è frutto di follia o di qualche particolare stadio di schizofrenia.

LE DIFFICOLTÀ QUOTIDIANE
In Italia, dove più che altrove si preferisce continuare a disquisire sul fatto che gli UFO esistano o meno, si è stati e si è ancora restii a parlare di "abduction", o Incontri ravvicinati del quarto tipo, come gli ufologi hanno classificato questo tipo di esperienze, seppur divenute parte integrante della vita di milioni di esseri umani, o per lo meno della loro vita notturna. Non è semplice per una persona andare al lavoro con in mente il ricordo, anche se spesso non chiaro, di un’entità grigia che penetra nella stanza, mentre il proprio coniuge continua a dormire un sonno profondo e che, dopo averle fatto attraversare le pareti della casa, la trasporta su un’astronave. Certi addotti si ritrovano nel proprio letto senza ricordare come ci sono ritornati, non un segno che fornisca la prova dell’esperienza vissuta. Il che, in un certo senso è ancora più deprimente, in quanto la persona in questione non può confrontare quanto è accaduto nella notte con la realtà della sua vita diurna. In altri casi, la persona riesce a trovare diversi riscontri. A parte quelli eclatanti che includono cicatrici, emorragie o lividi, ce ne sono di altrettanto particolari. Un classico è il risvegliarsi nudi o con il pigiama alla rovescia, come se fosse stato infilato di fretta o distrattamente. Oppure capita di risvegliarsi senza i gioielli indossati coricandosi, per trovarli poi riposti per bene su di un tavolo o ai piedi del letto. Sono esperienze che di solito si ripetono per molti anni (per questo chi le vive è detto "Repeater") e quasi sempre hanno inizio durante l’infanzia.

RAPITI O PRESCELTI?
In una cosa tali esperienze differiscono: è la reazione individuale dei soggetti. C’è chi si sente prescelto, felice di poter allacciare un rapporto con alieni amichevoli, fraterni e protettivi. Altri si dichiarano scioccati e sconvolti da un’esperienza vissuta come una vera e propria violenza, fisica e psicologica, in un rapporto sostanzialmente freddo e distaccato con entità che, secondo la loro ottica, li impiegherebbero come cavie da laboratorio. Probabilmente la verità sta da entrambe le parti, non si può semplificare la cosa accusando i primi di essere succubi degli ET, preda di una qualche "sindrome di Stoccolma" e i secondi di essere vittime di un terrore che distorce il vero significato dell’esperienza. Perché non ipotizzare l’esistenza di diverse razze o di diverse fazioni, con differenti scopi o piani nei confronti dell’umanità terrestre? Ci aiuta il nativo-Americano Robert Morning Sky, quando afferma "ci sono alieni buoni e alieni cattivi, come ci sono Americani buoni e cattivi". Tutto sta a capitare nelle mani di quelli giusti... In ogni modo, anche qui ci sarebbe da dire qualcosa in proposito: negli IR4 sembra che nulla capiti per caso. Coloro che ricordano le conversazioni avute con gli alieni riferiscono che gli addotti vengono scelti in base a fattori ben precisi, tanto è vero che le "abductions" verrebbero condotte per generazioni su membri della stessa famiglia, in genere per linea materna. Inoltre, nel libro "Rapite dagli UFO", Karla Turner ipotizzava una casistica in cui le donne addotte da lei studiate presentavano caratteristiche comuni, quali discendenze celtiche o nativo-Americane. Approfondendo tale teoria, potremmo vedere come questi due popoli abbiano in comune numerosi tratti quali, ad esempio, religioni naturistiche, il totale rispetto verso il pianeta visto come un’entità vivente (Madre Terra), un contatto sciamanico con le altre dimensioni e un’indole guerriera e combattiva. Va da sé che fra gli addotti si potrebbero trovare migliaia di persone che pur non avendo questa eredità genetica diretta (anche se è praticamente impossibile risalire ad un passato così remoto), possiedono comunque queste caratteristiche.

LE ARTI MARZIALI, RICHIAMI ANCESTRALI
Altro punto che generalmente accomuna gli addotti italiani è costituito dall’attrazione per il paranormale e la pratica di una qualche arte marziale e di filosofie trascendentali quali, per esempio, lo yoga o la meditazione. È ovvio che non tutti coloro che praticano questo stile di vita denunciano contatti con gli alieni, però succede e pertanto c’è chi inizia a sostenere che le basi di tali discipline provengano da altri pianeti e da tempi immemori. Si tratta di una materia senz’altro da approfondire e intanto, se così fosse, può darsi che gli addotti cerchino di avvicinarsi ad uno stile di vita "stellare" che sentono più vicino al loro modo di essere, aprendosi al mondo dell’energia e della telepatia. In questi casi, non si può più parlare in generale di "addotti", in quanto almeno la metà delle persone che vivono tale esperienza non si sente in nessun modo rapita, ma esprime il concetto di sentirsi "finalmente a casa, fra entità che si percepiscono come simili" e asserisce di sentirsi a disagio nella vita di tutti i giorni, provando invece una struggente nostalgia verso i "fratelli stellari". Un’altra ipotesi a riguardo, condivisa dal professor Corrado Malanga dell’Università di Pisa, è che la pratica continuata di meditazione e arti marziali rende più semplice il ricordo dell’esperienza, di solito sepolta negli strati più profondi dell’inconscio. Come disse il saggio, "la verità sta nel mezzo" e credo che bisognerebbe dare la possibilità a chi vive simili esperienze di comprendere il fenomeno e farsi una propria idea. A qualche risultato potremmo avvicinarci tramite lo studio e il confronto con persone che vivono le situazioni di abduction, facendo di tutto per eliminare dallo studio dell’ufologia le vecchie ragnatele e aprire le porte al futuro.

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