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n° 4 Lug. - Ago. 2000

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DIRITTI UMANI

PER NON DIMENTICARE
di Wendy d'Olive
 
Le donne "nessuno"
Che in Africa sopravviva la pratica della mutilazione dei genitali (130 milioni di ragazze tra Africa e Asia) ci fa raccapricciare ma, riflettendo sulle origini tribali di questa barbara usanza, riusciamo ad avere quel minimo di distacco per combattere verbalmente e culturalmente una tradizione in via di estinzione.
Si resta però senza parole di fronte alle statistiche, soprattutto dei Paesi cosiddetti civili, di quei casi subdoli, intrisi di una violenza psicologica fredda e giustificata da uno stato sociale, da legami di famiglia, dove ancora vige il detto: "I panni sporchi si lavano in casa". Le cifre (dati tratti da Il Messaggero dell’1 Giugno 2000) parlano chiaro:
Stati Uniti. Il 28% delle donne ha denunciato episodi di violenza fisica.
Canada. Aggressioni domestiche, dichiarate dal 29% delle donne.
Svizzera. Il 20% delle 1500 intervistate, ha subito violenze di vario genere.
Gran Bretagna. Percosse e violenze per il 25% delle intervistate.
Russia. Il 25% delle bambine ha denunciato contatti sessuali non voluti.
Egitto. Il 35% delle donne è vittima di violenze durante il matrimonio.
Israele. Il 32% di donne ha subito almeno un abuso fisico da parte del partner.
Nicaragua. Il 52% delle donne è vittima di violenze all’interno delle mura domestiche.
Polonia. Il 60% delle donne divorziate ha dichiarato di aver subito violenza dal marito.
In molte regioni del pianeta nascere donna è ancora un grave handicap. Migliaia, i luoghi dove le bambine vengono denutrite per privilegiare la crescita dei maschi, o dove vengono soppresse. In India, solamente, ogni anno sono eliminate 10 mila neonate. Paesi nei quali - per una dote insoddisfacente o per semplici alterchi in famiglia - le donne muoiono a causa di incendi domestici "accidentali": 5000 ogni anno nella sola India e almeno quattro mogli al giorno in Pakistan. Il fuoco non è l’unica arma per far sparire le consorti, le figlie, le "nessuno". Viene anche impiegato l’acido solforico per sfigurarle (Bangladesh, 200 casi l’anno) o viene consentito il delitto "d’onore", come legale punizione per adulteri (veri o presunti) o relazioni prematrimoniali (Egitto, Giordania, Turchia).
Sessanta milioni di donne dovevano vivere, ma sono sparite nel nulla.

L’agonia dei 5000 indios
Un popolo, quello degli U’wa, a cui non manca il coraggio di portare fino in fondo il proprio credo. Decisi a difendere oggi come nel passato la propria terra, senza la quale la loro civiltà sarebbe destinata a scomparire. Cronache di 400 anni fa riportano che per difendere il loro territorio gli U’wa si suicidarono in massa, gettandosi da una rupe, gesto che per la massa dei cadaveri accumulati, deviò per sempre il corso del fiume sottostante.
Ora sono qui, in Italia a chiedere solidarietà e aiuto, a "deviare" su un’altra lunghezza d’onda l’attenzione della gente, raccontare la loro disperazione testimoniata esclusivamente con la loro presenza, difatti non conoscono la scrittura e la tradizione viene trasmessa oralmente attraverso le canzoni. La sacralità della Terra, fulcro della loro storia, è violata. Le multinazionali stanno prendendo di mira il territorio colombiano per lo sfruttamento petrolifero, ma il petrolio, considerato dagli indios il sangue della Terra, estratto, porterebbe il pianeta ad una lenta ma inesorabile morte per dissanguamento.

Desaparecidos.
Responsabilità e tentativi di "archiviazione finale"

Italia. Giugno 2000. Otto casi, sette imputati, per il processo sui desaparecidos italiani in Argentina. La Corte d’Assise di Roma dovrà giudicare anche Suarez Mason, in contumacia, uno degli architetti del piano di sottrazione sistematica dei neonati partoriti nei centri di tortura, durante gli anni di dittatura tra il 1976 e il 1982. Il processo avviato 17 anni fa, tra ritardi e tentativi di "archiviazione", finalmente entra nel vivo. Vogliamo attenderci dei risultati, mentre guardiamo all’altra parte del globo, seguendo le vicende dei familiari di quella gioventù di ventiquattro anni fa, scomparsa nel nulla.
Argentina. I golpisti del 1976, il generale Videla e l’ammiraglio Massera sono agli arresti domiciliari e di nuovo sotto inchiesta per il "Piano sistematico di rapimento e appropriazione illegale dei minori nati in prigione tra il 1976 e il 1983". Tra il ‘76 e il ‘78 erano 300 i centri di detenzione clandestina. Trentamila i desaparecidos. I responsabili delle eliminazioni delle donne che davano alla luce i loro bambini e del sequestro di questi ultimi appartengono agli apparati della Marina militare, dell’esercito e dell’aviazione. Anche gli esponenti dell’ultima giunta militare, l’ammiraglio Franco e i generali Nicolaidès e Bignone, sono adesso detenuti in attesa di processo per aver votato una legge che garantiva l’impunità ai loro predecessori. Figli spariti, a volte adottati dai loro stessi rapitori per farne "uomini nuovi" o magari venduti: gente senza identità a far parte di un esercito senza nome al soldo delle grandi potenze. Alcuni sono stati ritrovati, di altri la certezza del decesso, ma le organizzazioni, costituite dai figli (Hijos), dai nipoti, dalle nonne e dai fratelli (Hermanos), perché è dei nostri fratelli che parliamo, stanno ancora cercando.


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