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ANGELI IN CARNE ED OSSA

parti precedenti:

LA MISSIONE DI JEANETTE »
RICONQUISTARE LA FRANCIA »
LE PROFEZIE DI JEANETTE »
Le notizie riguardanti la vita di Giovanna d’Arco sono molte, e tutte altamente documentate, per via del lungo processo dell’inquisizione - ordito dagli Inglesi e dai loro alleati Borgognoni - che accumulò praticamente ogni dettaglio disponibile sulla vita di una giovane già destinata alla condanna per eresia. Una farsa, per eliminare una donna scomoda, ispirata da qualcosa di soprannaturale. Quando l’inquisitore Cauchon le chiese malignamente se per caso l’arcangelo Michele le fosse apparso nudo, Giovanna rispose tranquillamente che il "messo divino" era ben vestito e che aveva lunghi capelli castani e che le si rivolgeva in perfetto francese. Inoltre, si venne a sapere che queste "visioni" erano ben più che mere apparizioni, se più di una volta Giovanna trovò pace e consolazione nell’abbraccio dell’Arcangelo Michele o di S. Giovanna e S. Margherita. Solo visioni? O incontri "fisici", con interventi e avvisi celesti quanto mai opportuni e tempestivi. Di chi si trattava? Erano solo esseri angelici, come li dipinge l’iconografia cattolica, o forse dietro le apparizioni (e forse non solo queste) si celavano creature provenienti da altre stelle o dimensioni? O ancora, qualcosa di soprannaturale è sempre intervenuto nei giorni di Jeannette influenzandola e preparandola per la sua "missione"? La sua vita fu costellata da episodi sconcertanti: dopo essere stata catturata dai Borgognoni a Compiègne, venne trasferita nella fortezza di Beaurevoir (dopo una prima tappa a Beaulieu, da dove era quasi riuscita a fuggire). Le sue voci ormai le dicevano di arrendersi al suo destino, di rinunciare a fuggire e di lasciare che si compisse la volontà divina. Giovanna, che temeva di essere consegnata da un momento all’altro ai crudeli carcerieri inglesi (il che poi avvenne) decise che le voci, una volta tanto, potevano dire quello che volevano: avrebbe tentato ancora la fuga. La sua prigione si trovava su di una torre altissima e lanciarsi nel vuoto sarebbe stato un suicidio. Ma la prospettiva delle torture e delle violenze che gli Inglesi le avrebbero inflitto la spronarono a tentare il tutto per tutto: chissà, in fondo gli angeli l’avevano aiutata tante volte. E il miracolo avvenne, anche se diversamente da come aveva sperato Giovanna. Il giorno dopo, gli stupefatti carcerieri Borgognoni la trovarono sul greto asciutto del fossato: contusa, indolenzita e in preda ad un incontenibile accesso di rabbia, ma viva e vegeta. Neanche un osso rotto. La volontà divina non poteva essere contrariata.
Quelle strane presenze - angeliche o meno - accompagnarono Giovanna per tutta la sua breve vita, ne influenzarono le scelte e la guidarono verso una sorte a cui era evidentemente votata. Si narra che quando il corpo di Giovanna d’Arco veniva già lambito dalle fiamme del rogo dell’Inquisizione a Rouen, un soldato inglese intento ad aggiungere un’altra fascina di legno al falò cadde in ginocchio, folgorato da una visione: nel momento in cui la Pulzella moriva, a soli diciannove anni, una colomba bianca circonfusa di luce le uscì dal petto. La piccola Jeannette era ritornata alle schiere celesti alle quali apparteneva.

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