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ESPERIMENTI GENETICI

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PROGENIE ALIENA »
Allora è probabile che tu sia stato coinvolto in esperienze che avevano a che fare con esperimenti genetici. Ne sei stato cosciente?

Sì. In diverse occasioni ricordo che mi ritrovai soggetto a procedure che riguardavano il prelievo di liquido seminale. Ero sdraiato su un tavolo operatorio, immobilizzato. Venivo indotto all’erezione, anche se dovete tenere a mente che non c’era alcun trasporto sessuale o sentimenti collegati al fatto: era una procedura molto fredda. Mi sentivo irrigidito e dolorante nella zona inguinale. Loro avevano un apparecchio a forma di cono collegato alla parete tramite un lungo tubo flessibile (lo stesso descritto da Strieber, come si vede nel film "Communion", ndr.). Lo piazzarono sui miei genitali. Sperimentai una sensazione di pizzicore elettrico e poi l’orgasmo. Il seme veniva raccolto da quello strumento. Gli alieni di solito esprimevano il loro compiacimento per il risultato: sembravano persino euforici.
Dopo un’ora di procedure mediche, venni guidato in un altro ambiente attraverso una serie di corridoi. Appena entrato, la nuova stanza mi apparve completamente spoglia. Era rettangolare, e tutto, dalle pareti al soffitto, era in metallo. Niente, sui muri. Poi le pareti si sollevarono verso il soffitto, rivelando innumerevoli file di contenitori. Non so se erano fatti di vetro, plexiglass o plastica, ma erano comunque recipienti, pieni di un liquido verde chiaro e luminoso, e ognuno conteneva, attaccato con fili e altro, un piccolo essere ibrido. Erano in sospensione là dentro e per un secondo pensai che fossero solo dei "modelli", senza vita. Invece venni inondato telepaticamente dalla presenza delle loro menti e delle loro intelligenze. Intendo dire che ero cosciente di essere in presenza di una intelligenza superiore, là. Ed essi erano coscienti della mia presenza, sapevano che ero là. Ma a guardarli, veniva da pensare che fossero senza vita, sembravano dei modellini infilati in giare. Dovevano essere dieci o quindici file, una sull’altra. E gli scaffali su cui stavano i recipienti erano profondi, entravano nel muro per un bel pezzo. Quindi, approssimativamente, i piccoli esseri ibridi dovevano essere centinaia. A quel punto, dalla parte opposta della stanza, sei di quelle creature aliene giunsero con un carrello. Tre di loro portavano dei bambini ibridi, due per ciascuno. Una creatura me ne mostrò uno. Me lo porse, chiedendomi se lo volevo prendere. Era molto piccolo, forse 25 centimetri e sembrava molto fragile. Potevo tenerlo nelle mani chiuse a coppa. Avevo paura che mi cadesse. E a quel punto mi venne detto che questi sette esserini - che erano femmine, benché non vedessi genitali di sorta - erano la mia progenie.

Come te lo dissero?

Mi diedero quella creaturina e mi fu detto che quella che stavo tenendo nelle mani, e le altre sei in braccio a quelle "bambinaie", erano mie.

Come fecero gli alieni a comunicartelo?

Sentii tutto nella mia mente. Essi comunicano telepaticamente. Ti trasmettono il pensiero, e tu lo senti nella tua testa. Quello che sentii allora nella mia mente e che ricordai in regressione ipnotica, è una specie di sussurro molto leggero e un po’ rauco. Le loro voci sembrano bisbigli nella tua mente.

Ci puoi fare un esempio?

Un esempio? (ride) Certo! Sai, c’è sempre qualcuno che ti rassicura e ti calma. E quello che tu senti sussurrato da una voce delicata è: "Stai bene, nessuno ti farà del male, questo non ti farà male". Sai, frasi tranquillizzanti di questo genere.

Cosa hai provato nel sapere che si trattava di esseri creati con il tuo seme, che li avevi generati tu?

Piansi. Ero terribilmente sconvolto. E lo sono ancora. Gli dissi: "Come possono essere mie? Esse (Velez non usa mai il termine "figlie", ndr.) non sono umane! Non sembrano umane!" ed io ero terribilmente sconvolto perché sapevo che le avrebbero portate via da me, lontano. Non si trattava di una progenie che avrei potuto crescere, proteggere, tenere. Non avrei saputo come farlo, a ogni modo. Ma il senso di perdita era enorme.

Cosa pensi del disaccordo tra i ricercatori sui propositi di queste visite. Perché gli alieni sono qui?

Beh, la mia è solo una congettura. Nessuno lo sa per certo, ad eccezione degli alieni stessi e forse del vecchio Zio Sam (il Governo USA, ndr.), ma quelli non parlano. Personalmente ritengo che queste creature siano sempre state qui. Penso che il loro ruolo sia sempre stato quello di prendersi cura di noi, che siano una sorta di guardiani. Credo che la loro razza sia incapace di riprodursi da sola, e che abbiano vissuto una relazione simbiotica con la razza umana attraverso i secoli. Hanno bisogno di noi per riprodursi. Credo che gli ibridi siano proprio questo: solo altri di loro. Non ho l’autorità per dire se provengono da un altro pianeta o no - forse in origine - e quale sia il loro reale proposito. Certo, tutto questo potrebbe essere il preambolo di un’invasione, per quello che so. Ma la mia personale sensazione è che essi sono preoccupati per lo stato "fisico" del mondo. La Terra si trova in una situazione molto precaria. E credo che loro siano anche terribilmente in apprensione per le nostre tendenze suicide, come razza. Cosa stanno facendo? Sai, noi ci stiamo dirigendo verso l’oblio senza curarcene minimamente. E credo che loro siano costretti dagli eventi ad interagire.

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