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UNA LUCE NEL CORTILE »
Quella sera d’estate Debbie stava uscendo per recarsi da un’amica a cucire dei vestiti, quando vide una luce brillante provenire dal cortile. La fece notare a sua madre, che poi salutò e se ne andò. Ma a casa dell’amica ricevette una telefonata: era la mamma, spaventata, che la voleva subito a casa. Debbie fece più in fretta possibile. Quando arrivò, prese il fucile, scarico, del padre e si mise a esplorare il cortile, poi, entrata in garage fu assalita da vampate di calore e non fece in tempo a pensare: "Dio, devo uscire da qui immediatamente!" che venne colpita al petto da una luce bianca e brillante. Era paralizzata, eppure ogni muscolo del suo corpo vibrava. Poteva muovere solo gli occhi. "Era come se vedessi continui flashes fotografici davanti ai miei occhi". Poi Debbie vide sei piccole figure dalla testa grande che si muovevano nel cortile in linea diagonale, ed entravano dentro una piccola nave ovoidale che si trovava a circa sei metri da lei. Quindi sentì che qualcosa di caldo e affilato penetrava nel suo orecchio destro, mentre una voce le diceva: "È una sfortuna che tu abbia dovuto provare questo dolore". Dopo la voce aggiunse: "È finita, adesso". Il pensiero di Debbie corse ai figli e subito, di rimando, qualcuno le rispose: "I tuoi bambini stanno bene". Poi, il nulla. Il suo ricordo successivo è quello di camminare nella veranda, con sua madre sulla porta. Istintivamente le disse: "Va tutto bene" e lei rispose: "Ora posso tornare a dormire". Un paio di giorni dopo trovarono dei segni nel cortile, esattamente dove era accaduto il fatto.
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