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LA RIMOZIONE DEL RICORDO

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LA PUNTA DELL'ICEBERG »
Nicole è una donna di 38 anni, lavora come giornalista televisiva a Monaco. Nel Gennaio dello scorso anno (il 1996, N.d.R.) mi invitò ad un programma televisivo sulle abductions. Alla fine dello show mi confessò di aver sperimentato personalmente qualcosa di simile ad una esperienza di rapimento.
Nicole era in vacanza alle Hawaii. Una notte le capitò di recarsi in bagno, da dove diede un’occhiata fuori dalla finestra. Notò un oggetto circolare, con una mezza cupola in cima, che atterrava sulla sommità di una collinetta distante un centinaio di metri. Qualcosa di simile ad un portellone si aprì sul fianco dell’oggetto. Nicole rammenta: "Una luce lampeggiante bianca apparve da dentro l’oggetto, e una figura ne emerse. L’essere scese una scaletta invisibile, e dopo un paio di passi si fermò. Ebbi la sensazione che avesse rilevato la mia presenza, vedendomi o ‘percependomi’. Mi prese il panico. Corsi nella camera da letto più velocemente che potei e mi nascosi sotto le coperte. Non so quanto rimasi là a tremare in silenzio, non so dire quanto tempo passò. Infine mi alzai e andai in cucina a bere qualcosa di forte. Solo quando tornai nuovamente a letto mi accorsi che si stava facendo giorno".
Se qualcos’altro successe quella notte, Nicole non lo rammenta. La maggior parte delle volte, questo tipo di esperienze e le susseguenti abductions vengono rimosse dalla memoria dei soggetti. Ad ogni buon conto, la mia conversazione con Nicole ebbe l’effetto di far riemergere spontaneamente in lei un altro ricordo. Nicole infatti mi scrisse poco tempo dopo il nostro incontro.
Nella lettera diceva: "Mi ricordo di un sogno spaventosamente reale. Ho sognato che quegli uomini (quelli scesi dall’UFO alle Hawaii, N.d.R.) entrarono nel mio appartamento e nella mia camera da letto. Sembravano divertiti, e si bisbigliavano l’un l’altro qualcosa, come a domandarsi se io fossi realmente addormentata o no. In precedenza avevo udito un rumore di qualcosa che si spezzava sul terrazzo, quindi dovevo essere sveglia. Quegli uomini mi applicarono un apparecchio sulla schiena. Dopo un po’ li sentii lasciare la stanza. Saltai giù dal letto e, con mia sorpresa, vidi che non indossavo più la camicia da notte. Inoltre, notai che ad un alberello sul terrazzo erano stati spezzati due rami".
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