
AREA 51, MON AMOUR!

Cronaca di un viaggio nei pressi dell’installazione Top Secret degli Americani... filmati gli elicotteri neri ed un UFO sulla base di Nellis.
di Fabio Di Rado

Las Vegas, Nevada, 3 Settembre 1998, 9:00 a.m.. La splendida giornata, con un cielo di un azzurro mai visto ed un sole splendido, spinge me e mia moglie Amelia ad affrontare il viaggio per Rachel, la piccola comunità che vive a ridosso dell’Area 51. Noleggiata l’automobile, usciamo dalla città imboccando la freeway 93 direzione nord.
Passiamo accanto alla base aerea militare di Nellis, in piena attività a giudicare dal numero di velivoli in partenza ed arrivo e, dopo qualche chilometro, inizia un lungo tragitto fatto di rettifili sterminati, desolati ed assolati; ci fa compagnia una emittente locale con della buona musica internazionale. Arrivati al bivio con la statale 375 incontriamo il cartello con la scritta "Extraterrestrial Highway - 375". Tiro fuori la mia videocamera S-VHS e comincio a filmare perché è da qui che ha veramente inizio la nostra avventura. Appena percorsi i primi quattro o cinque chilometri scorgo quasi casualmente nello specchietto retrovisore esterno destro due puntini neri che si avvicinano molto velocemente. Dopo pochi secondi i puntini diventano due elicotteri neri, tipo "Chinook"; prendo la videocamera e comincio a filmarli e i due rallentano, quasi a volerci guardare bene; riesco anche a distinguere il casco grigio del pilota dell’elicottero più vicino. Non hanno alcuna sigla che li possa rendere identificabili ma si capisce, dall’assetto di volo, che sono in ricognizione lungo il perimetro dell’Area 51.
Continuo a riprenderli fino a quando accelerano e spariscono velocemente dietro una montagna alla nostra destra. Dopo qualche attimo si apre davanti a noi, come per incanto, una valle immensa, del tutto identica all’altopiano del Gran Sasso in Abruzzo, ma molto più grande; esterrefatti, Amelia ed io ci sentiamo improvvisamente come a casa nostra. Rasserenati da questa piacevole sorpresa proseguiamo sicuri verso Rachel.
Ad accoglierci, appena parcheggiata l’automobile accanto al distributore di benzina all’ingresso del paesino, troviamo un cucciolo di cane festoso che non ci molla per i successivi dieci minuti! Percorsi circa trecento metri arriviamo al ristorante-pensione "Little Ale’Inn" (Il piccolo Alieno). Un’altra sorpresa! Il cartellone con il grigio che dà il benvenuto è stato disegnato da Marcucci & Pizzuti: due Italiani? Entrati nel locale abbiamo ordinato da mangiare. Il menu? Uova, pancetta, patate arrosto, ketchup e CocaCola. Il tutto mentre siamo osservati da tre militari, due uomini ed una donna molto carina, evidentemente attirati dalla presenza di due stranieri così chiacchieroni e rumorosi quali siamo. Su due pareti ammiriamo una gigantesca raccolta di fotografie di UFO provenienti da tutto il mondo e da lì, nei pressi di Rachel. C’è poi un angolo dedicato ai souvenir, con magliette, cappellini, penne e matite, adesivi e targhette con catenella da collo con su l’autorizzazione alla supervisione di livello "Cosmic Top Secret". Abbiamo anche stretto amicizia con Janet, la ragazza che serve ai tavoli. Le ho raccontato la mia prima esperienza di contatto con un UFO nel 1996 e delle fotografie che ho scattato e lei, che all’inizio sembrava timida e riservata, appena i tre militari sono usciti dal locale, mi ha confidato che la situazione a Rachel sta cambiando. C’è molto fermento in zona e numerosi aerei militari e civili atterrano a Groom Lake. Non sono gradite le visite di turisti soprattutto se poco discreti nel gironzolare; la stessa comunità di Rachel ne è imbarazzata. Probabilmente molti terreni nella zona stanno per essere espropriati per "uso militare". Mentre la ragazza parla ho l’impressione di essere uno degli ultimi turisti che è riuscito a calpestare quel suolo. Al momento di congedarci ci scambiamo gli indirizzi ed i telefoni e la ragazza ci promette di venirci a trovare presto in Italia.
Ripartiti, ci dirigiamo alla volta della famosa cassetta della posta, il punto dal quale, secondo lo scienziato Bob Lazar, si riesce a vedere ogni tanto, al tramonto, l’evoluzione di qualche disco volante. Appena arrivati, tre minuti di marcia da Rachel, notiamo che la cassetta non è più nera ma bianca; nonostante ciò si leggono ancora le varie firme e le frasi che i turisti ed appassionati di ufologia hanno lasciato sulla sua superficie. Noi facciamo lo stesso scrivendo "Fabio ed Emy, 3/9/98". Sono le 2:00 p.m., il caldo è molto intenso e considerando che ci vogliono altre tre ore circa per tornare a Las Vegas, scattata qualche foto, prendiamo la via del ritorno dato che ci attendono, in prima serata, due posti prenotati per lo show "Mystere". Le sorprese sembrano finite qui, ma non è così.
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