
I TRE GRANDI FONDAMENTI

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Il concetto su cui, in origine, si basarono le arti marziali era fondato su un sistema di esercitazione onnicomprensiva che superava di molto la semplice lotta, considerato come mezzo per aiutare i praticanti a superare lo stadio del violento antagonismo del combattimento corpo a corpo. Le arti marziali fondarono un’unica trinità basata su combattimento, filosofia e religione, da cui i praticanti, che possono essere considerati anche fedeli devoti ad una causa, non potevano fuggire. L’essenza delle arti marziali è infatti che i combattenti non sono tesi unicamente a vincere la resistenza dell’avversario ma anche ad analizzare il proprio io per poter vivere in armonia con l’Universo. La persona che si dedica alle arti marziali mostra la stessa dedizione e le stesse mete di chi in India si esercita nello Yoga, ma naturalmente prende una direzione differente. Infatti, invece di incanalare l’energia dello spirito e della mente nella meditazione, coloro che praticano le arti marziali intraprendono un cammino molto difficoltoso, per il quale si richiede un enorme sforzo fisico. Con il passare del tempo e attraverso la totale dedizione alla meta che ci si è prefissi inizia ad emergere una persona totalmente diversa, del tutto libera da dubbi e dalla consapevolezza della propria inadeguatezza. Le arti marziali permettono inoltre allo studente di raggiungere uno stato mentale passivo restando però in grado, in qualsiasi momento, di passare all’azione con uno spiegamento, in molti casi mortale, di abilità di lotta, per contrastare ogni situazione.
Percorrendo questo lungo cammino di insegnamenti, l’adepto abbandona il combattimento fisico per entrare nei numerosi regni della filosofia, con la meta di scoprire il vero significato dell’esistenza umana. Il discepolo cerca di comprendere il significato della definizione cinese "i tre grandi fondamenti - l’uomo, la terra e il cielo" - cercando inoltre di scoprire come siano collegati all’ordine dell’Universo. Questa ricerca della pace interiore potrebbe sembrare una meta improbabile per coloro che entrano per la prima volta a far parte di un club di kung fu o di karate, e che vogliono apprendere un metodo di autodifesa, ma rappresenta comunque l’essenza delle arti marziali tradizionali, formate da una serie di stadi che conduce l’adepto, partendo da trabocchetti e dall’esclusiva considerazione di sé e dei propri interessi, all’acquisizione di una personalità più saggia e generosa, a beneficio sia di colui che pratica le arti marziali sia dell’intera società.

Peter Lewis (dal volume: Arti Marziali, Rizzoli, 1987)

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