
SUPERARE LA PAURA

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La meditazione consente di approfondire la conoscenza di se stessi, ritrovando un rapporto armonico con l’energia naturale e la Madre Terra. Tuttavia, le persone che palesano sintomatologie da stress post-traumatico, ad esempio crisi depressive, trovano più sollievo (e un maggiore sfogo) nelle più aggressive arti marziali.
Torniamo ancora alle origini. Le prime rudimentali stilizzazioni di arti marziali si riscontrano soprattutto in Cina più di 5.000 anni fa. La tradizione ne attribuisce l’ideazione addirittura a Huang Ti, il mitico Imperatore Giallo che al termine della sua vita "venne portato in cielo da un Drago". Poi le arti marziali si svilupparono e vennero diffuse nel resto d’Oriente: Giappone, Corea, Vietnam, Tailandia, per giungere, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Europa e negli Stati Uniti. In Italia, la loro divulgazione si deve soprattutto ai grandi maestri di Karate giapponesi Shirai e Toyama. Fra le molteplici derivazioni, all’interno delle stesse discipline esistono numerosissimi stili. Nel solo Kung Fu cinese se ne contano migliaia.
Lo spirito delle arti marziali però è sempre uno: lottare contro il proprio io. Questo è il più grande insegnamento che Kung Fu, Karate, Aikido, Tae Kwon Do, Viet Vo Dao, Ju Jitsu ed anche la disciplina più sportiva, il Judo, ci offrono. Ed è, in sintesi, anche il senso del "Bushido", la via del guerriero perseguita dai temibili Samurai. Ognuno di noi, scrivevano i saggi, è tormentato da un suo "demone" personale, sfuggente, rappresentato da un nostro vizio o paura, dal non voler affrontare una certa situazione o persona. La più grande vittoria che queste discipline offrono non è la sconfitta di un avversario, ma quella delle proprie ansie e incertezze. Inoltre, le arti marziali propongono un approccio "dinamico" al mondo dello spirito - ne è perfetta sintesi il Thai Chi Chuan - non siamo più vittime di una determinata situazione, ma centro di ogni azione. Siamo noi a dover "rubare il tempo" all’avversario e influenzarne le scelte. Dobbiamo imporre il nostro gioco, modificando lo spazio e il tempo attorno a noi (si veda il film "Matrix"). Il fondatore dell’Aikido, Morihei Ueshiba, disse: "Quando ero giovane un ufficiale Giapponese se la prese con me. Estrasse la sua Katana e iniziò a menare fendenti con la lama per colpirmi. Da quel momento in poi, vidi tutto a rallentatore: i suoi movimenti mi sembravano così lenti che evitare i suoi attacchi mi fu facilissimo. Poi, con una semplice leva articolare, lo stesi a terra".
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