
LA LOTTA, NELL'UOMO, PER LA VITA

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LA VIA DEL NON-ESSERE »
Erroneamente si crede che le arti marziali insegnino ad uccidere. In realtà si tratta di millenarie tecniche di educazione fisica - scaturite dal substrato religioso e spirituale del Buddismo e del Taoismo, le cui radici affondano nell’antica India - divenute nel corso dei secoli tecniche di combattimento. Questo, soprattutto per necessità, in quanto vennero diffuse fra i monaci cinesi dal Bodidharma, nel corso delle sue peregrinazioni asiatiche: ai monaci era impedito l’uso delle armi e pertanto fu giocoforza apprendere mosse di difesa e di lotta per proteggersi da nemici, in Giappone, la casta dei Samurai, dotati di corazze ed armi da taglio.
Gli esercizi divennero parte integrante delle regole monastiche legate alla sfera trascendentale, una "via" che una volta intrapresa poneva l’individuo in una condizione di apertura verso i propri simili, verso la natura, verso la volta celeste che ricopre la Terra.
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