
LA VIA DEL NON-ESSERE

Le discipline orientali spesso accomunano - in Italia - persone presumibilmente addotte. Cosa si cela dietro il percorso verso l’autocontrollo e la trascendenza? Spazio, Tempo, Zen e Wu Wei, non-azione.

di Maurizio Baiata e Pablo Ayo

Sembrerà strano il tema di questo studio introduttivo, in un contesto di ricerche ufologiche e di problematiche legate al contatto con creature di altri mondi. Ma accade che un consistente numero di persone ritenute protagoniste, loro malgrado, di rapimenti alieni, evidenzi un inatteso comune denominatore. Sono praticanti di arti marziali. Lo notammo la prima volta nel 1995, venendo a contatto con Valerio Lonzi - il cui caso ci coinvolse subito intensamente - scoprendo di condividere la passione per il Karate, del quale Valerio è cintura nera primo dan. Lo stesso accadde poco tempo dopo, con Carlo Lenci. Il protagonista della vicenda era infatti maestro di Kali, arte del combattimento di origine filippina. Poi approfondimmo la materia con Travis Walton, durante la sua permanenza a Roma in occasione del primo convegno sui Rapimenti Alieni. Walton era cintura nera di Tae Kwon Do, arte marziale coreana, leggermente dissimile dalle discipline giapponesi, ma egualmente antica e diffusa oggi a livello olimpico. Travis, agonista di "full contact", combattimento senza controllo dei colpi, si disse grato delle proprie conoscenze marziali, che lo hanno aiutato a superare parte delle sue esperienze aliene maggiormente traumatiche. Intanto, dallo spoglio dei questionari da noi pubblicati, emergevano dati che, a tratti, evidenziavano come alcuni presunti addotti fossero praticanti di arti marziali e di tecniche di meditazione di derivazione orientale. Prendendone atto, vedevamo nel delinearsi di uno scenario arti marziali-rapimenti elementi che andavano al di là della mera coincidenza: il numero delle persone che dichiaravano tali interessi cresceva, secondo una costante di grande interesse. Poi, incontrando Derrel Sims, l’ormai celebre "Alien Hunter" specialista nel controverso campo degli "impianti", la problematica delle arti marziali si estese dal nostro confine geografico agli USA. Sims, lui stesso addotto, è maestro di Karate, cintura nera IV° dan, un livello estremamente avanzato, accessibile solo dopo studi ultradecennali. Fra il 1998 e quest’anno, dalle indagini svolte dal prof. Corrado Malanga e fra le decine di casi posti all’attenzione della nostra redazione, la percentuale di presunti soggetti ad episodi o ad una storia di abduction e praticanti di arti marziali, supera abbondantemente - in Italia - il 50%. Statisticamente, un dato di notevole rilievo, non riscontrato in altri Paesi. Un dato che ci ha convinto ad approfondire l’argomento, partendo da lontano, dalle origini delle arti marziali.
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