
CHE NE SAI TU DI UN CAMPO DI LAVANDA?

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Mi dicono che il luogo dell’incontro ravvicinato si trova a Route Oraison, a solo un paio di chilometri da lì. Ringrazio e risalgo in auto, cercando di fissare nella mente tutto quello che vedo. Arrivo al posto mitico, quello che ho visto più volte nella foto, quella dove Maurice indica il luogo dell’atterraggio, dove non è più cresciuta la lavanda per circa dieci anni. Preso dalla suggestione guardo in alto, sperando di poter vedere qualcosa di insolito, ma nulla. C’è invece un’aria pesante, afosa e calda. La lavanda adesso è ovunque, ha ripreso a crescere. Sembra di stare a casa del diavolo: distese di campi dappertutto, l’unica strada asfaltata è deserta e lungo le altre due, sterrate, non passa anima viva. Un vento forte fa sbattere i fili dell’alta tensione, mentre nuvole cupe cominciano ad adombrare il cielo prima terso e il sole scompare. Direi che fa quasi freddo, eppure domani è Agosto. In lontananza si intravede un hangar, ed io immagino quello che pensò Maurice quel giorno e rivivo il suo shock. Certo che il posto non me lo aspettavo così. Sulle foto sembrava più bello, più dolce, invece è proprio sinistro, da UFO. I miei sono stufi di quella terra desolata e vogliono tornare in paese a bere qualcosa, nel bar dello sport. Risalgo in auto e rifaccio la strada a ritroso. Incrocio un uomo sulla settantina per strada; e mi fermo deciso a chiedere se conosce il signor Masse. "Buongiorno, vorrei sapere se conosce Maurice Masse, quello dell’UFO", dico.
"Ah, Maurice è stanco di questa storia, ha avuto troppi grattacapi e i troppi curiosi gli hanno rovinato l’esistenza. Non credo che vi riceverà". Vengo poi a sapere che il campo non è più suo, l’ha venduto da almeno 15 anni, anche a causa di questo avvenimento. I suoi due figli, ormai sposati, vivono lontano e hanno sempre cercato di aiutarlo nella sua difficile coesistenza con quella specie di "colpo" che gli è capitato tra capo e collo. Oggi il signor Masse ha 73 o 74 anni, come mi dice il mio consulente occasionale. Ne aveva circa 40 allora. Vengo a sapere anche che nei primi anni dopo il fatto, in paese era additato un po’ da tutti, tanto che il vecchio curato di Valensole, un certo Abate Gourjon (che ora non c’è più), qualche volta s’era lamentato, ma poi con l’andare del tempo tutto s’è risolto in bene. Gli domando infine se è venuta tanta gente in paese per questo caso, da allora. Lui ride e mi fa un largo gesto di assenso col braccio. Il dialogo arranca, una buona mezz’ora; mi viene persino da pensare che il mio interlocutore non conosca una parola di francese. Invece lo straniero sono io. Stanco di dire sempre "pardon" perché non capisco bene, mi guardo in giro e lo saluto. Quello se ne va e io torno al Bar Des Sports.
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