
ALLA RICERCA DELL'UNICO, INTROVABILE TESTIMONE

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CHI HA VISTO MONSIEUR MASSE? »
Così, trentacinque anni dopo, fatti i conti col resto della mia famiglia che preferiva passare un’altra bella giornata sulle spiagge della Costa Azzurra, convinco tutti a seguirmi in questa avventura! La mattina presto, armatomi di una cartina dell’Alta Provenza, macchina fotografica, berretto per il sole, un quaderno e una penna biro, parto per Valensole. Primo problema: giunto all’uscita dell’autostrada A8 di Aix-en-Provence, all’altezza di Draguignan, dovrei dirigermi verso Digne, ma inforco le Alpi, allungando di una ventina di chilometri. Scopro lungo il tragitto che da queste parti non si dice "Valensol" ma "Valanseul" (letto alla francese). Arrivato a Riez, finalmente trovo il primo cartello con l’indicazione del paese e dopo Roumoulete eccomi a destinazione! L’odore della lavanda è nell’aria già da Riez e dovunque ci sono campi pieni delle pianticelle violacee tipiche della zona. Secondo problema: trovare Maurice Masse. La strada che porta al centro cittadino finisce in una piazzetta che poi si scinde in due strade: da una parte un viale alberato e dall’altra una salita. Che fare? Chiedo indicazioni ad un vecchietto seduto su una panchina: "Scusi, cercavo questo signore", e gli allungo un biglietto con scritto Maurice Masse. "Sa dove posso trovarlo?". E lui, serio "Celui du l’Ovni!?" (Quello dell’UFO?). Rotto il ghiaccio, incalzo: "Sì, proprio quello del disco volante. Sapete dove abita, e se posso parlargli?". Mi pareva che si stesse realizzando un sogno. L’uomo, imperturbabile, mi risponde: "Deve chiedere al Café Du Sport laggiù, lì lo sanno" e mi indica il viale alberato cui ho accennato. In effetti in lontananza si intravede la scritta del bar, che in realtà si chiama Bar Des Sports. Entro, sono le 14.30 e tutti mi guardano con un certo distacco. Alle due proprietarie chiedo subito del signor Masse. Mi risponde che a quell’ora raramente lo trovo lì, dato che è solito fare un pisolino dopo pranzo. Provo a tirarle fuori qualcosa della faccenda, e mi dice che sono il 506esimo che arriva lì per ficcanasare sull’accaduto. "Io volevo sapere cosa è successo a Maurice dopo quel giorno", chiedo diretto. "Se è per questo che è venuto sin qui, credo che tornerà così come è venuto". Domando allora verso che ora sarà possibile trovarlo e mi dice dopo le 16, sicuramente. "Le conviene ripassare più tardi", dice. "Lei è la Signora Moisson?", chiedo severamente. E lei gentilmente replica: "No, quello era il vecchio". Non ho insistito su cosa volesse intendere con quel "vecchio".
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